Consigli di lettura Editoriale

I quattro propositi di papa Francesco per la pace – di Miriam Ambrosini

Pope Francis smiles after his weekly general audience in St Peter's square at the Vatican on June 12, 2013. AFP PHOTO / ALBERTO PIZZOLI        (Photo credit should read ALBERTO PIZZOLI/AFP/Getty Images)

Il messaggio per la pace di quest’anno richiama l’attenzione su un tema che è stato molto al centro della nostra attualità: la questione dei rifugiati.

Il 2017 è stato caratterizzato da forti polemiche e scontri sui migranti, sulle politiche migratorie, sull’operato delle ONG, sulla necessità di erigere muri e confini… Abbiamo purtroppo assistito a nuove tragedie umane in mare e sulla terra, una delle più recenti è la bimba afghana di sei anni travolta da un treno in Serbia. Con la sua famiglia era stata respinta al confine e mandata indietro, le forze armate gli avevano detto di seguire i binari per non perdersi, ma non che la ferrovia era ancora attiva…

La carta dei migranti e dell’ “invasione” è di sicuro anche quella più giocata dai politici Italiani e non solo. E’ un argomento che infiamma, impaurisce, che muove l’opinione pubblica e il consenso. In questo clima di terrore diffuso e di mala-informazione è difficile comprendere cosa sia vero e cosa non lo sia, dove stia il confine tra giusto e sbagliato, tra bene e male. Il rischio è quello di cadere anche noi nella spirale dell’odio e della paura, oppure più semplicemente di chiuderci nel nostro piccolo orticello facendo finta di non vedere e non sentire convincendoci che in fondo non ci riguarda troppo da vicino.

Papa Francesco ci regala invece quattro “regole” per vivere da cristiani la questione dei rifugiati. Mi piace vederli come quattro propositi per il nuovo anno, da aggiungere alla lista di quelli che ognuno di noi ha fatto, ma con l’impegno di realizzarli sul serio e non lasciarli decantare in un cassetto… Non solo quattro pietre miliari ma quattro azioni che ognuno di noi può fare nel suo piccolo, magari con la propria comunità:

  1. Accogliere: vivere il principio dell’ospitalità, andare contro il pregiudizio per andare incontro all’altro senza barricarsi dietro ad eccessive paure;
  2. Proteggere: il diritto umanitario che l’Italia ha sottoscritto ci impone di dare protezione a chi scappa dalla guerra o da altre persecuzioni e chiede rifugio in un Paese straniero. Spesso quest’obbligo (oltre che atto di umanità) viene dimenticato da chi governa. Ma noi nel nostro piccolo come possiamo proteggere i più deboli? Le nostre comunità possono essere luoghi dove donne, bambini, uomini rifugiati trovano servizi a loro dedicati oppure informazioni e supporto per accedere a servizi offerti in altri luoghi?
  3. Promuovere: cosa possiamo fare per promuovere nella nostra comunita’ e citta’ la cultura dell’accoglienza, del rispetto, della pace?
  4. Integrare: cosa possiamo fare nelle nostre comunità perché chi viene da lontano si senta parte di essa?

Infine mi colpisce moltissimo l’invito del Papa alla contemplazione.

Che il nuovo anno aiuti ciascuno di noi a guardare l’altro e in particolare lo straniero appena arrivato con uno sguardo attento, capace di cogliere e valorizzare le ricchezze di ciascuno, i suoi doni, il contributo che lui o lei, insieme a noi, può  dare per costruire la pace.

 

Miriam Ambrosini

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