Consigli di lettura Editoriale

Quale futuro per il PD? – di Paolo Cova

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L’esito del referendum costituzionale di dicembre ha avuto un effetto deflagrante nella vita politica del nostro Paese. In primo luogo le dimissioni del Presidente del Consiglio Renzi dal suo incarico istituzionale, ma non si possono nemmeno negare le ricadute anche nella vita del Partito Democratico.

La vittoria del no, infatti, ha messo in crisi la linea politica tenuta fino al referendum dal segretario nazionale e aperto una vivace discussione interna al PD sulle diverse posizioni politiche da tenere nel proseguo della legislatura e sulla conduzione del partito.

Per comprendere questa fase è necessario, però, fare alcune premesse che ritengo importanti.

La prima è ricordare che il PD nasce dalla mescolanze di culture ed esperienze politiche: comunista, cattolica, socialista, liberale ed ambientale. Un percorso, quello che ha portato alla nascita del PD, in controtendenza rispetto alla cultura individualista, personalistica e di frammentazione politica a cui abbiamo assistito negli ultimi anni. E’ stato un percorso virtuoso che ha richiesto tempo ma che ha messo una cifra distintiva nelle dinamiche del partito: promuovere una continua riflessione ed elaborazione di programmi da concretizzarsi all’interno di percorsi politici scelti e condivisi.

Questa integrazione, ed è la mia seconda considerazione, si è resa evidente e tangibile a livello locale, nei Circoli, tra gli iscritti, ma meno presente a livello dirigenziale dove più concreta è ancora la dimensione “correntizia” e di aggregazione intorno ad un leader storico.

L’avvento di Renzi alla guida del PD ha reso evidente tutto ciò dimostrando come, questo rimescolamento, avesse raggiunto la sua pienezza sia tra gli iscritti che tra gli elettori. Veniva,infatti, completamente superata l’idea che solo un segretario di provenienza comunista potesse guidare il PD e che il Partito aveva raggiunto la sua “maturità” con una piena contendibilità fatta di programmi e di percorsi politici.

La possibilità per chiunque di accedere alla carica di Segretario, la contendibilità appunto, non è stata accettata da tutti i quadri dirigenti. Qualcuno, infatti, restava convinto che dovesse essere sempre una cultura a prevalere sulle altre criticando chi, pur indicato dalle primarie , non fosse espressione di questa.

La sconfitta al referendum ha fatto emergere queste posizioni, riportando il PD a fare i conti con il passato per ritrovare nuovi equilibri e cammini.

La tentazione di fermare questo percorso inclusivo e aperto nasce anche dalla possibilità di avere una legge elettorale proporzionale. Questo sistema elettorale, infatti, esalta le differenze e non premia chi lavora per l’unità e la ricerca di collaborazione su un progetto comune.

Renzi, nel suo agire, ha esaltato le differenze di una proposta politica ed si è meno adoperato a tenere unite le diverse anime all’interno del Pd. E’ venuto meno, cioè, a quel continuo percorso di mediazione di cui sopra. A ragione di verità, tuttavia, occorre anche dire che diventa difficile mediare con chi non è mei soddisfatto delle posizioni raggiunte e che anche lo stesso Prodi , nel 2006, vide sfiduciato il proprio governo perchè non accettò più di sottostare alle continue richieste della minoranza del Partito.

Mi sembra importante, infine, ribadire che il progetto di un Partito, che ha incluso culture diverse e sta sforzandosi di elaborare percorsi nuovi in questo secolo carico di incertezze, sia una opportunità anche per il Paese indipendentemente se si condivida o meno il percorso. E’ garanzia di un interlocutore affidabile con il quale confrontarsi, ricercare mediazioni, stabilire possibili percorsi.

Servono strade, nuove e percorribili, per affrontare le sfide che abbiamo davanti, fermarsi a guardare indietro non è utile e non ci aiuta a risolvere i problemi che vive la nostra società.

Paolo Cova, socio di Azione Cattolica e deputato Pd

    3 Commenti

    • Certo che tutto il PD ci fa una figuraccia nel governare tutelando i potentati economici e anche quelli pseudo mafiosi (slot macchine) abbuonandogli miliardi di tasse e costringendo la classe media ad essere strangolata da tasse e gabelli di ogni tipo e impoverendo la sempre più !!! Nelle altre nazioni europee ciò non avviene e la gente vive decorosamente bene.

      • il commento mi sembra fazioso e poco documentato.
        innanzitutto la invito a produrre le prove alla magistratura se ha notizie di tutela di mafiosi.
        secondo le segnalo che l’imposizione fiscale deriva dal passato e che questo governo la sta progressivamente diminuendo per la prima volta in 30 anni.
        si può certamente fare meglio.. ma si può anche migliorare nella precisione delle analisi

    • credo che, nonostante le difficoltà che presenta il “governare”, come cattolici ci si aspetti un vero salto di qualità, un cambiamento vero riguardo le politiche fiscali e sociali. Il tema del lavoro inoltre non sembra essere molto oggetto di attenzioni (vedi recente “caos” con i voucher o le uscite del ministro del lavoro…)
      Grazie comunque del tuo e vostro impegno che non è certo facile…!!!

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