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ACR – IV Domenica di Quaresima. La Domenica del cieco nato

4q-2020

Dal Vangelo secondo Giovanni

Gv 9,1-3.6-7.8.35-38

Passando, vide un uomo cieco dalla nascita e i suoi discepoli lo interrogarono: «Rabbì, chi ha peccato, lui o i suoi genitori, perché sia nato cieco?». Rispose Gesù: «Né lui ha peccato né i suoi genitori, ma è perché in lui siano manifestate le opere di Dio». Detto questo, sputò per terra, fece del fango con la saliva, spalmò il fango sugli occhi del cieco e gli disse: «Va’ a lavarti nella piscina di Sìloe» – che significa Inviato. Quegli andò, si lavò e tornò che ci vedeva.

Gesù seppe che l’avevano cacciato fuori; quando lo trovò, gli disse: «Tu, credi nel Figlio dell’uomo?». Egli rispose: «E chi è, Signore, perché io creda in lui?». Gli disse Gesù: «Lo hai visto: è colui che parla con te». Ed egli disse: «Credo, Signore!». E si prostrò dinanzi a lui.

Per Riflettere

Gesù ha guarito un uomo cieco dalla nascita nel giorno di sabato. I farisei decidono di indagare su questo fatto e interrogano l’uomo. Cercano di indurlo a pensare che Gesù sia un peccatore, ma lui non ha dubbi: una cosa tanto bella, come riacquistare la vista, non può che venire da Dio!

Per i farisei nascere ciechi è frutto di un peccato che segna per sempre la propria vita; Gesù lo guarisce perché ha visto in lui un’immagine di Dio.

I farisei lo cacciano e i suoi stessi genitori l’abbandonano; Gesù, dopo averlo guarito, va a trovarlo: non vuole che quest’uomo, allontanato a causa della malattia, ora lo sia per via della verità. Gesù ha uno sguardo amorevole e carico di compassione, vede sempre in noi ciò che c’è di buono. Per lui, siamo tutti preziosi!

La porta apertaportaaperta4

Mi impegno a farmi vicino a qualcuno che si sente escluso: un compagno di classe con cui nessuno vuole parlare, un povero a cui magari ci si accontenta di dare dei soldi, una persona di cui tutti parlano male alle spalle.

Per pregareperpregare4

Ti rendo grazie, Signore, con tutto il cuore: hai ascoltato le parole della mia bocca.

A te voglio cantare davanti agli angeli, mi prostro verso il tuo tempio santo.

Rendo grazie al tuo nome per la tua fedeltà e la tua misericordia:

hai reso la tua promessa più grande di ogni fama.

Nel giorno in cui t’ho invocato, mi hai risposto, hai accresciuto in me la forza.

Se cammino in mezzo alla sventura tu mi ridoni vita;

contro l’ira dei miei nemici stendi la mano e la tua destra mi salva.

Il Signore completerà per me l’opera sua.

Signore, la tua bontà dura per sempre:

non abbandonare l’opera delle tue mani.

Dal Salmo 137

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