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Alessandra Mazzei – Il destino dell’università italiana a seguito della pandemia

Alessandra_Mazzei

Alessandra Mazzei è socia di Azione Cattolica e Professore associato di Comunicazione d’impresa presso l’Università IULM dove è Coordinatrice del corso di laurea triennale in Comunicazione d’impresa e relazioni pubbliche. Le abbiamo chiesto una riflessione sul destino dell’università italiana a seguito della pandemia.

Le università italiane, come quelle di tutto il mondo, sono state investite in modo molto forte dalla pandemia Covid-19. In Italia sono state chiuse subito dopo l’accertamento del primo caso di contagio. E nel giro di pochi giorni hanno attivato modalità online per la didattica, per gli esami di profitto e per la discussione delle tesi. Affrontate e superate mille difficoltà – almeno nella maggior parte dei casi – adesso il dibattito si concentra sulle prospettive.
Lo scenario è indefinito perché nessuno può sapere se la pandemia continuerà la curva discendente fino a sparire; se e quando avremo un vaccino e delle cure efficaci. Tuttavia, è prevedibile che il prossimo anno accademico vedrà un parziale rientro nelle aule affiancato ancora dall’impiego di modalità a distanza per didattica, esami e lauree.
L’università italiana (esclusi gli atenei telematici) si sta preparando al ritorno alla didattica in presenza perché questo è il cuore della sua identità. L’insegnamento universitario è basato sulla relazione e sulla comunità universitaria dove tali relazioni nascono ed evolvono. In questa comunità le connessioni personali tra docente e studente, tra studenti e tra docenti, creano e condividono conoscenza. In particolare, trasmettono quella quota del sapere che non può essere codificata, né espressa in algoritmi, parole, schemi o procedure. In questo humus di relazioni si realizza la formazione vocazionale degli studenti, la costruzione di senso e la condivisione di valori.
Il ritorno nelle aule sarà però parziale perché sarà in ogni caso necessario garantire il distanziamento sociale, evitare gli assembramenti e adottare tutte le misure di protezione individuali. Gli studenti non potranno quindi frequentare le aule e i campus universitari tutti insieme allo stesso tempo. Va anche aggiunto che una parte di studenti chiede di non rientrare in aula ancora per qualche mese. Agli studenti potrà essere garantito l’accesso alla formazione grazie alle modalità di didattica a distanza.
Una parte importante di studenti chiede che la didattica continui in modalità mista perché ha apprezzato le modalità di fruizione della didattica online (Indagine di Ipsos-Federica Weblearning sulla didattica ai tempi del Covid-19).
Gli atenei sono quindi invitati a non tornare più indietro: l’esplorazione della didattica a distanza dall’essere stato uno strumento per la gestione dell’emergenza diventerà un’innovazione permanente. L’università diventerà più adeguata al suo tempo e in grado di includere in modo definitivo le nuove generazioni di nativi digitali. I metodi didattici padroneggiati dai docenti sono stati fertilizzati dalle potenzialità delle tecnologie naturali per gli studenti. Non si è trattato di un modo per gestire l’emergenza, bensì di una trasformazione.
Il corpo docente deve essere preparato a gestire bene le sfide pedagogiche di una nuova didattica che vedrà nella maggior parte dei casi l’integrazione permanente dell’aula con momenti di supporto a distanza. Non è pensabile traslare i metodi classici di insegnamento nel nuovo contesto. Vanno ridisegnati tempi, le modalità di interazione e di collaborazione e quelle di valutazione dell’apprendimento. Andrà ripensato il rapporto numerico tra docenti e studenti per rafforzare l’interazione uno a uno.
Va tenuto conto che le relazioni a distanza non annullano il bisogno di contatto diretto bensì lo esaltano. Questo significa distinguere e dosare bene la componente di didattica a distanza e quella in aula che dovrà essere riservata ai momenti topici dell’insegnamento e dell’apprendimento, a quelle a maggior valore aggiunto, a più alta interazione.
L’università consoliderà le sue caratteristiche uniche: la comunità tra pari, il forte tasso di interazione, l’apprendimento dall’esempio, la trasmissione di conoscenza implicita e non codificabile tramite il contatto diretto continuato, lo sviluppo di valori condivisi, la formazione vocazionale delle persone. La sua identità sarà immutata. I metodi didattici invece saranno innovati in modo profondo per mantenere sintonia e dialogo con le nuove generazioni da formare. Far sì che un’istituzione millenaria sia attuale.

Alessandra Mazzei

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