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Abitare … il Sinodo dei giovani

Collage foto zaccheo

La casa di Zaccheo

Che cos’è casa di Zaccheo?
“Condividere è poesia nella prosa della vita”.
È questa la frase che noi ragazzi di casa Zaccheo ci siamo regalati al termine di questa esperienza. Casa Zac è proprio questo: un luogo e un tempo privilegiati che permettono di costruire relazioni profonde, di vivere in pieno la condivisione e l’accoglienza, di imparare uno stile da portare con sé al termine di questo mese, nella quotidianità di tutti i giorni: proprio per questo ci è stato chiesto di essere fedeli e costanti nella preghiera quotidiana, di avere a cuore la condivisione e il servizio per gli altri: abbiamo deciso di compiere un piccolo gesto nella città che abbiamo abitato, invitando i senzatetto di Milano ad una serata di convivialità: abbiamo visto insieme un film e abbiamo festeggiato insieme l’arrivo del Natale condividendo panini, panettone e mascarpone!

Cosa mi porto a casa?
Per quanto scontato possa sembrare, la parola che più descrive tutta questa esperienza, e che racchiude tutte le altre, è casa: in una casa ci abita una famiglia, e il clima che si è creato già dopo pochi giorni è stato proprio quello familiare, di condivisione a trecentosessanta gradi. È proprio questo che ha permesso di creare relazioni profonde: abbiamo condiviso pensieri, paure, ricordi, fatiche, destreggiandoci tra gli esami all’università e i ritmi stancanti del lavoro, e le molte gioie quotidiane. Siamo entrati nel mondo di ognuno di noi, addentrandoci in discussioni sulla politica, scoprendo usi e costumi di paesi lontani, camminando in montagna …
È stato un mese in cui la parola cura ha giocato un ruolo centrale, cura verso la casa, che ci siamo impegnati a rendere un po’ più bella di come l’abbiamo trovata, cura gli uni verso gli altri, cura verso i moltissimi amici e ospiti che sono venuti a trovarci, cura verso i senzatetto, con i quali abbiamo condiviso la cena e un po’ di chiacchiere.
È stato un mese in cui, grazie alle mille proposte diverse, grazie al tempo di silenzio che quasi ogni giorno ci regalavamo, grazie agli esercizi spirituali all’Eremo San Salvatore, che sono stati la perfetta conclusione del mese, ho avuto l’occasione di riflettere su me stessa e di scoprire cose nuove di me: in questo mese si affrontano esperienze nuove, ci si trova di fronte a limiti che non si sapeva di avere e punti di forza mai notati, ci si vede attraverso gli occhi di persone che ti hanno conosciuto profondamente, persone con cui si crea un legame molto forte.

Casa di Zaccheo è sicuramente un’esperienza intensa: ti chiede di metterti in gioco, di lasciare a casa, per un mese intero, tutti i tuoi impegni, ma è proprio grazie a questo che puoi immergerti completamente in quest’esperienza e viverla al meglio. È un mese stancante, è un mese faticoso, ma è proprio questo il segno che il tempo speso è speso bene, che l’esperienza è immersiva, è piena, è vita.

Silvia Tadiello

 

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