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Beati voi, educatori!

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Riportiamo qualche risonanza dalle “2gg educatori” vissute nelle diverse zone pastorali: tanti giovani e adulti continuano a mettere in gioco sé nella formazione personale, e questo non è scontato! Li ringraziamo dunque, perchè sappiamo che proprio in questo modo possiamo costruire una Chiesa sempre più fraterna e attenta ai piccoli.

DALLA ZONA DI VARESE…

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L’incontro formativo per educatori del 29 ottobre è stata un’ esperienza che ha arricchito non solamente le mie competenze come educatore, ma anche la mia conoscenza del funzionamento dell’AC e dei miei colleghi educatori. L’intervento di Marco, detto il Cele, ci ha fatto riflettere sulla nostra vocazione di educatori, e soprattutto su quanto siamo “beati” e fortunati a vivere un servizio del genere! Il laboratorio tenuto da Paola è partito con osservazioni storiche sulla figura competente dell’educatore di AC, dal quale sono partiti discorsi che sarebbero continuati ben oltre il tempo concesso… Il laboratorio tenuto da Federica si focalizzava invece sull’unicità dell’iter assembleare che caratterizza l’AC, e quindi del suo forte carattere democratico. Insomma, è stata un esperienza utile e gioiosa che ripeterei sicuramente!

Francesco Crespi

DALLA ZONA DI LECCO…

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Sabato 5 novembre si è svolta la “7 ore educatori” della zona di Lecco. Visto che eravamo di paesi diversi, abbiamo rotto il ghiaccio con l’inno “Circondati di Gioia” e poi ci siamo conosciuti con brevi presentazioni un po’ stravaganti (ma era fondamentale dire il gusto di gelato preferito!). Dato che il gruppo era costituito sia da adulti che da ragazzi ci siamo divisi per svolgere le attività. Gli adulti si sono confrontati sull’importanza della loro figura nella ACR nelle loro parrocchie, mentre i baldi giovani hanno cercato di rendere sempre più coinvolgente lo stile ACR, soprattutto in vista dell’Assemblea dei Ragazzi: attraverso dei giochi anche i più piccoli potranno esporre le proprie idee positive e negative sull’ACR,  e fare delle proposte. A metà pomeriggio la fame si è fatta sentire così abbiamo “merendato” con tè e torta per poter affrontare al meglio il resto della serata. Prima di saziare il pancino con una deliziosa cena, abbiamo riempito il nostro cuore con una preghiera seguita dalla testimonianza di Anna, che ci ha donato la sua esperienza di educatrice. Ha sottolineato l’importanza del “lavoro sul campo” e del servizio gratuito che un educatore dovrebbe svolgere. Abbiamo proseguito la serata in allegria circondandoci di gioia ed imitando personaggi del circo in un divertente gioco COMA.
Abbiamo concluso la 7 ore con una preghiera e ci siamo salutati dandoci appuntamento al prossimo incontro!!!
Sara e Chiara

DALLA ZONA DI MONZA…

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Della due giorni educatori del 5-6 novembre mi hanno interessato in particolare le testimonianze, quella del sabato di Davide Manzo e quelle di domenica mattina, di due genitori del gruppo famiglie di Giussano e di Giovanni Battista Silva. Con la testimonianza di Davide ho capito che essere un educatore richiede molto impegno e cura in ciò che viene fatto, altrimenti si rischia di fare l’educatore come un passatempo, ed è importante anche collaborare con gli altri educatori del gruppo per un risultato migliore.
Durante l’incontro con i genitori, abbiamo discusso sull’intergenerazionalità tra l’ACR e gli adulti: c’è bisogno che entrambe le parti, genitori e educatori, comunichino per sostenere nella crescita il ragazzo, avendo sempre a mente che non si è mai soli, tra famiglie, educatori…
Della relazione di Giobi mi ha interessato particolarmente la  condivisione delle nostre idee sul futuro dell’ACR e la riflessione tramite piccoli giochi e attività sull’importanza di dire la propria idea in un gruppo, senza temere che essa sia sbagliata, poiché l’unione fa la forza!

Luca Molteni

DALLE ZONE DI MILANO, RHO, SESTO, MELEGNANO…

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Caterina, Margherita, Samuele, Beatrice, … questi sono alcuni nomi di ragazzi che lo scorso 5 e 6 novembre hanno partecipato alla 2 gg educatori di ACR della zona di Milano, Rho e Sesto. Ritrovatici all’oratorio della parrocchia di Santa Maria al Paradiso a Milano, già dai primi momenti di quel sabato uggioso, si sentiva scorrere energia e gioia. Eravamo ragazzi di ogni età, dal ragazzo di terzo superiore che si affacciava per la prima volta all’azione cattolica, a ragazze universitarie e più grandi che invece sono cresciute nella grande famiglia dell’azione cattolica. Sono stati affrontati temi diversi ma con un unico obiettivo: farci capire cosa sia l’AC e cosa voglia dire fare l’educatore ACR ma soprattutto esserlo.

Grazie all’intervento di Andrea Mazzocchin abbiamo analizzato la struttura e la storia dell’AC e cosa voglia dire essere tesserati ma soprattutto l’importanza che ricopre l’AC all’interno della vita di ogni persona, dai piccolissimi acierrini agli adultissimi.

L’intervento di Lorenzo Melzi è stato incentrato sull’importanza del metodo in ACR. I punti analizzati sono stati 6:

1. L’accoglienza dei ragazzi con bans ma soprattutto anche coinvolgerli nella preghiera

2. L’importanza fondamentale dell’associazione

3. La regola di vita dell’ACR

4. Il protagonismo dei ragazzi

5. L’importanza del gioco che deve essere bello, divertente ma soprattutto educativo

6. Essere al servizio degli altri perché siamo educatori con tutto il nostro essere.

Ovviamente non è potuta mancare la parte di animazione che ha visto noi educatori divertirsi nell’imparare e provare nuovi giochi, bans e balli tutti insieme. La sera stessa di sabato abbiamo avuto l’incontro con una vera maga di strada, Miriam Velotti, che ci ha ammaliato con trucchi di magia e con riflessioni personali, tutto riconducibile al tema dell’anno di ACR: CIRCOndati di GIOIA.

La domenica, dopo un momento di lectio e la messa, Isabella Tres e Stefania Rotondi ci hanno fatto riflettere sulla dimensione del bambino e del ragazzo preadolescente delle scuole medie, della loro visione del mondo e della gioia partendo da esperienze dirette dei ragazzi e dei bambini.

La 2 gg si è conclusa con il pranzo tutti insieme fra noi educatori tra i quali già si sentiva affiatamento.

Terminata l’esperienza ero carica di idee, spunti, riflessioni, esperienze e storie da condividere con chi purtroppo non è riuscito a parteciparvi. È stato come passare un weekend in una nuova famiglia fuori dalla routine quotidiana, dai pensieri soliti. L’attenzione di tutti era rivolta al singolo, ai ragazzi a noi affidati e al messaggio che l’AC vuole far passare.

I punti di riflessione sono stati molti e diversi uno dall’altro ma nessuno è stato escluso, anche chi non conosceva per nulla la grande famiglia dell’AC o chi è molto più esperto. Nuove amicizie sono nate e molti legami si sono consolidati. Credo anche che questo tipo di esperienza sia servita a tutti coloro che hanno partecipato per confrontarsi con educatori coetanei che, venendo da zone diverse della lombardia e d’Italia, hanno arricchito il proprio bagaglio personale di esperienze. O per lo meno questo è quello che è successo a me!

Sicuramente la 2gg è finita quella domenica fredda di inizio novembre, ma ciò di cui si è parlato continuerà a essere presente nella relazione che abbiamo con i ragazzi a noi affidati. Un messaggio che voglio lasciare a conclusione di queste giornate è un pensiero trapelato da una delle tante riflessioni fatte insieme:

La cosa più bella dell’AC non è tanto dirla ma farla!!!

Chiara Lunardo

 

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