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In cammino verso l’assemblea #2 – Bruna Ravasio

bruna ravasio

Quando in Azione Cattolica si vivono i momenti che precedono l’Assemblea Generale si respira un clima da Marsigliese.

Gli animi si dilatano, i pensieri si concretizzano, le forze si indirizzano verso orizzonti più ampi. Aver potuto far parte della Commissione Diocesana alla presenza di eccellenze è stata sicuramente una occasione di confronto e crescita unica.
Arrivare a definire le modalità di attuazione di un percorso formativo nato in seno al cammino nazionale dell’Azione Cattolica, ascoltare, imparare, shakerare idee e produrre linee guida fattibili, concrete e percepibili ciascuno in base alle proprie possibilità e capacità è stata la sfida affrontata che posso credere vinta. Quale chiesa oggi noi viviamo? Quali i suoi punti di forza, i suoi limiti e le sue progettualità? Queste le domande di partenza poste a tutti i gruppi del nostro territorio.

Anche la mia Associazione Territoriale di Trezzo sull’Adda, Concesa e Busnago, dalla lontana e fondale Bassa ha risposto, con la foga di un Pelizza da Volpedo, compatta e determinata a far parte e a contribuire al progetto del numeroso popolo di Dio. Ciascun socio, dal piccolo della sua postazione, si è messo in ascolto della proposta, bellissima, del percorso di formazione sulle 7 chiese dettate da Gesù Risorto a Giovanni nell’Apocalisse (2,1-3,22) che non ci ha lasciato indifferenti.

settechieseLa prima parte del percorso, nei termini temporali dell’Assemblea decanale dell’8 dicembre, e cioè la lettura delle Lettere, ancora attualissime, con il commento chiarificatore della Lectio di Don Cristiano Passoni, ci ha fatto sentire come a scuola. Abbiamo ripreso l’atlante geografico per capire dove fossero Efeso, Pergamo, Smirne, Tiatira, Sardi, Filadefia e Laodicea. Coinvolgente leggere i meriti e i limiti delle comunità e pensarli subito anche nostri.  Che vertigine scoprire la tiepidezza di Laodicea o sentirsi la piccola Smirne violata dai ladri o ancora sapere dei presagi di false profetesse e idoli.

Il secondo passaggio, definire la nostra realtà di Chiesa riscoprendo le origini del essere cristiani attivi nella comunità parrocchiale e civica, è stato impostato valorizzando e raccontando il vissuto e le esperienze trascritte nel corso di tanti anni di vita associativa. Non scoraggiandoci degli inevitabili limiti, delle mancanze e degli intoppi difficile da dimenticare, per arrivare ad una Chiesa rinnovata a cui aspirare nuovamente.

Strumenti di lavoro sono state tavole rotonde e per i giovani proposte mirate in luoghi topici del territorio di sperimentazione e di solidarietà come al condominio solidale di Bruzzano ad incontrare le famiglie e la comunità Mizar o all’evento ad Officina Casona.

atb-bassaPer gli adulti più la proposta del gemellaggio ha fatto incontrare amici simili e speciali. La nostra Atb di Trezzo è stata gemellata con il Santuario della Madonna ella Medaglia Miracolosa del Vigentino a Milano dove ho incontrato e ascoltato la mitica Anna Giorgetti Dolfini e scoperto le molteplici opere di testimonianza quotidiana che vive con il suo vivace gruppo. Questo volo sicuramente alto ci ha visto comunque entusiasti e determinati a non mollare anche nella strettezza morale dei tempi.

Al colore azzurro del triennio precedente che ci ha fatto scrivere “il sogno dell’Ac che vorrei”, abbiamo sostituito il rosso magenta della concretezza e della passione di “come l’Azione Cattolica ci cambia la vita”, non fosse altro perché ci è impossibile stare fermi e zitti; i nostri occhi corrono sempre veloci agli altri. Ci impicciamo delle necessità dei nostri vicini. Ci muoviamo competenti, ma senza essere preceduti dal suono delle fanfare, nella società di oggi cercando di fare al modo di Gesù. E se anche non sempre ci riusciamo siamo qui: pronti ogni giorno a ricominciare.bruna-ravasio

Ricordo ancora quando tre anni fa, nella giornata dell’Assemblea diocesana nell’Aula Gemelli dell’Università Cattolica, la nostra Presidente Silvia Landra, di giallo vestita, ci ha incontrato guardandoci tutti negli occhi: una forza unitaria si percepiva e ci motivava. La stessa che ci riunirà questo anno. Saremo lì presenti, diritti, incessanti, generosi e disponibili a servire la nostra Chiesa.

Io porterò lo stendardo della bassa Est, della realtà del decanato di Trezzo sull’Adda, sarò lì assieme al vivace decanato di Treviglio, all’ombra confortante della Rocca di Melzo. Con una voce per niente fioca, suono che anima e agita le campagne che lavorano e seguono fedeli il cuore AC della propria Diocesi.

Bruna Ravasio

 

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