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Consiglio Pastorale: esercizio di vocazione laicale – di Osvaldo Songini

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Il socio di Azione Cattolica è un laico. La sua presenza nel Consiglio Pastorale è molto importante per valorizzare e promuovere il contributo proprio dei laici alla missione della Chiesa sul territorio. Uno dei difetti più volte evidenziato nel laicato è la tendenza al clericalismo. Questo limite non consente alla componente laica dei consigli pastorali di sprigionare tutte le potenzialità di chi, per vocazione, è immerso nella vita quotidiana ed è chiamato a consigliare la comunità cristiana nel suo insieme a lasciarsi interpellare da essa nel discernere le scelte pastorali più idonee e necessarie al fine di diffondere il Vangelo nella società contemporanea.

Quindi il laico di Azione Cattolica cercherà di dare sempre più piena cittadinanza nelle riflessioni del consiglio pastorale a quegli aspetti delle realtà abitate dai laici che sono in modo significativo suscettibili di interventi e azioni specifiche dei cristiani sia come singoli che come comunità. Faccio alcuni esempi.

La realtà dei condomini è spesso caratterizzata da antagonismo e polemiche. Molti non partecipano alle assemblee per questo motivo. La defezione dei cristiani è particolarmente grave perché questo è il primo e più vicino livello di condivisione di vita con le persone.

I credenti, in questi ambiti, possono dare un prezioso contributo per favorire relazioni di buon vicinato e nello stesso tempo aiutare tutta la comunità a riflettere su come sia il vero modo di pensare delle persone alle quali siamo chiamati a portare l’annuncio della Chiesa.

La scuola è una realtà educativa molto importante.

I laici cristiani dovrebbero sentire il dovere di partecipare e collaborare affinché siano raggiunte le finalità per cui questa istituzione esiste per i bambini, i ragazzi e i giovani. Inoltre la collaborazione tra le scuole e le comunità cristiane potrebbe essere interessante per le famiglie proprio perché la sinergia delle istituzioni educative diventa oggi essenziale per proporre alle nuove generazioni un patrimonio di conoscenze e di valori coerente e unitario.

Negli ultimi anni abbiamo anche imparato a considerare il territorio come un luogo al quale ci rimanda la nostra propria vocazione laicale. Possiamo prendere maggiormente in considerazione le caratteristiche e i bisogni del territorio in cui abitiamo perché noi laici siamo chiamati a farcene carico e a valutare forme di impegno diretto sia a livello sociale che a livello politico.

Questi ambiti reclamano la nostra presenza e provocano tutta la comunità ad assumere quel volto nuovo di chiesa in uscita, per stare alle parole di Papa Francesco, della quale i laici sono una componente essenziale ed imprescindibile.

Inoltre il socio di Azione Cattolica promuove lo sviluppo di un’opinione pubblica laica nella Chiesa non perché consideri il clero una controparte, ma, al contrario, per far pervenire ai pastori ciò di cui hanno bisogno per vivere fino in fondo la loro missione di pastori: il punto di vista dei laici che abitano la comunità civile.

La recente esperienza del Sinodo Minore nella Diocesi di Milano ha visto una mobilitazione generale della comunità cristiana per immaginare e poi descrivere un percorso di conversione verso un volto nuovo di chiesa. Il vescovo ci ha invitati a pensarci come una comunità rinnovata insieme ai migranti, così come anche loro sono chiamati a diventare una nuova realtà ecclesiale in comunione con noi.

Pertanto il ruolo dei laici in questa nuova sfida diventa cruciale e determinante. Ad esempio nel farsi parte attiva con i cristiani di altre nazioni presenti nel territorio, nell’accoglierli innanzitutto, creando legami di amicizia e di stima reciproca, condividendo esperienze, bisogni, risorse.

Pur appartenendo a culture con lingue diverse, la condivisione della comune fede cattolica ci invita a convertirci insieme per realizzare il nuovo volto di chiesa che lo Spirito ci chiama a realizzare per l’annuncio nel nuovo millennio.

Il socio di Azione Cattolica è quindi invitato a considerare positivamente la propria candidatura al Consiglio Pastorale a cui, tra l’altro, è ammesso di diritto il Presidente dell’Azione Cattolica locale. Questo fatto ci dice di un’attenzione particolare che la Chiesa riserva a questa associazione che proprio perché portavoce delle realtà laicali viene considerata una presenza particolarmente opportuna è necessaria per l’edificazione della comunità ecclesiale sul territorio.

 

Osvaldo Songini

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