Consigli di lettura Editoriale

Cosa fare dopo gli esami di maturità? – di Chiara Cavenago

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EDUCARE A DISCERNERE I PROPRI TRATTI DISTINTIVI

Leggendo qui e là sembra che molti dei ragazzi che stanno affrontando gli esami di maturità non siano ancora davvero preparati ad affrontare le scelte sul futuro, a partire dall’immediato post-esame.

Lavoro? Università? A volte la scelta è dettata solo da motivi economici, e il lavoro resta un’opzione un po’ obbligata per chi deve contribuire alle spese famigliari. Molti invece si orientano verso il proseguimento degli studi, a volte scegliendo un po’ “a sentimento” o addirittura ad esclusione, privilegiando le materie in cui erano bravi o ragionando su possibili sbocchi verso lavori “sicuri”.

Una scelta consapevole, motivata da seria passione e vocazione professionale, sembra essere appannaggio di pochi fortunati, che hanno le idee ben chiare e non si pongono dubbi sul percorso da seguire.

Ma al di là di questi pochi, davvero non è possibile dare una mano a chi si trova nell’incertezza?

La scuola offre (o non offre proprio) percorsi di orientamento spesso plasmati su idee non più applicabili al tempo in cui viviamo e che raramente hanno una vera relazione con il mondo del lavoro. Le generazioni di genitori e figli si scontrano sul valore del dovere versus quello della passione, l’attrattiva del posto fisso in contrapposizione alla molteplicità di esperienze.

Siamo in una fase in cui non è semplice prevedere come sarà il mercato del lavoro tra 5/10 anni (sono considerazioni che lasciamo volentieri agli analisti) e l’unica vera guida è la consapevolezza di sé, delle proprie capacità, conoscenze e competenze, dei propri valori.

Occorre allenare i ragazzi (a scuola, in famiglia, nelle comunità) ad un discernimento dei propri tratti distintivi, gli aspetti in cui possono migliorare, le aree disciplinari o le attività pratiche per cui provano soddisfazione, quello in cui sono bravi e li appassiona.

È importante abituare i ragazzi a focalizzarsi sulle aree specifiche che possono essere di interesse e non disperdersi tra mille proposte, ma piuttosto iniziare ad approfondire laddove li porta l’istinto e la visione, magari ancora un po’ sfocata, della loro vita futura: manca l’abitudine a chiedere a chi è già qualche passo avanti, quando invece un mentore potrebbe essere una guida valida, e ci si dimentica che esistono professionisti dell’orientamento in grado di aiutare i ragazzi a scegliere, senza dire loro cosa fare ma facendo leva sulle loro potenzialità. E mettendo le basi del loro diventare adulti responsabili delle proprie scelte.

Chiara Cavenago – Consulente di carriera e orientamento professionale

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