Consigli di lettura

Dalla Terra alla Luna

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Avevo vent’anni e davanti al televisore, in bianco e nero, con mio padre ho visto l’allunaggio e lo sbarco dei due astronauti americani. Ancora sento Tito Stagno, giornalista e conduttore della diretta televisiva, che annuncia esaltante: “ha toccato, ha toccato”. Erano circa le cinque del mattino di un caldissimo 19 luglio 1969. Gli americani camminavano sulla luna, ma chi andò per primo nello spazio è stato il giovane russo Juri Gagarin. Erano passati solo 25 anni dalla fine della seconda guerra mondiale e la scienza e la tecnologia avevano fatto dei passi giganteschi che anticipavano di molto la globalizzazione che oggi viviamo. Su una targa gli astronauti lasciarono questo pensiero: “Qui gli uomini del pianeta Terra per la prima volta posero il loro piede nel luglio dell’ Anno del Signore 1969. Siamo venuti in pace per tutta l’umanità“. In realtà le “cose” sul pianeta terra non andavano molto bene. Nel mondo, nella stessa America, le voci profetiche bussavano quotidianamente. Tra le tante ricordo quella di Martin Luhter King.dfsfsdfs Mancavano due mesi al servizio militare ma ero entusiasta di quella missione che sapeva parlare alle mie giovani speranze, mi invitava a pensare, non subire, al futuro. Sullo straordinario evento, con un registratore a nastro intervistai alcune persone e dei giovani, ma quel prezioso nastro di memoria si è perso. Quell’impresa  ha insegnato molte cose: allargare gli orizzonti della conoscenza e della curiosità, puntare e volare alto tenendo ben in conto i limiti, il senso di finitudine, il misterioso richiamo nell’eterno. La fantastica fotografia della piccola terra, bianca e azzurra, fotografata dalla cabina spaziale era la sua icona. Secoli prima altri “astronauti”, della fantasia, poesia, letteratura e musica, con la loro creatività erano già “sbarcati” sulla luna: Galileo Galilei con il suo cannocchiale aveva scoperto, e descritto, i crateri di selene, ma la teologia dell’epoca lo costrinse ad abiurare la verità. Nel 1865 lo scrittore Jules Verne nel libro Dalla terra alla luna, con un missile fa sbarcare l’uomo sulla luna. Ancora oggi questi “astronauti” si ispirano al fascino misterioso della luna lontana ma vicina, mentre le cose nella terra non solo non vanno ancora bene, ma sono peggiorate insieme alla salute del pianeta. Eppure bisogna sempre puntare in alto proprio per amore della vita e dell’umanità. Ormai si parla di un ritorno sulla luna e di sbarcare sul lontanissimo pianeta di Marte. Pasolini era convinto che la stessa terra, compresa la sua umanità, provenisse dallo spazio e, questo il vero motivo, l’uomo vuole tornare nello spazio per conoscere le sue lontanissime radici.

Silvio Mengotto, 20 Luglio 2019

 

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