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Daniela Mazzucconi. Ricordo di Dino Clapis

Dino Clapis

Ho conosciuto Dino Clapis moltissimi anni fa: sempre sorridente, propositivo e disponibile al fare. Aderiva volentieri ad ogni proposta di impegno: aveva cominciato con il servizio civile, obiettore di coscienza, come si diceva allora, e aveva speso un tratto di quell’esperienza nella realtà di Porlezza, per il territorio e la comunità ecclesiale. Poi era venuta l’intensa attività con i boat people vietnamiti nella seconda metà degli anni Settanta ed ancora l’impegno in Irpinia a seguito del terremoto (1980): partiva e faceva. Intanto aveva cominciato la professione che avrebbe caratterizzato la prima parte della sua vita lavorativa: il maestro elementare, unitamente al suo hobby di lavorare il legno e realizzare “oggetti concreti”.

Agli inizi degli anni Ottanta l’impegno in Azione Cattolica, già vivo nel periodo precedente e ricco di presenze nel territorio della zona pastorale di Lecco, assume un connotato di maggior responsabilità: Dino diventa Vicepresidente diocesano dell’Azione Cattolica milanese per il Settore giovanile. Vivace e allegro come sempre stringe tantissime relazioni e amicizie che lo accompagneranno per il resto della vita.

Terminato il periodo di vicepresidenza si dedica da un lato alla sua famiglia, ma comincia ad interessarsi più da vicino alla formazione dei cristiani nell’ambito sociopolitico: il convegno “Farsi prossimo” del 1986 aveva infatti messo in moto nella diocesi di Milano, accanto a molte altre iniziative, anche una ricchissima offerta formativa in questo campo.

Così Dino diventa un assiduo collaboratore della Segreteria per la formazione all’impegno sociale e politico della diocesi, partecipa al coordinamento della Conferenza episcopale lombarda e al coordinamento nazionale della CEI nel medesimo settore, non manca di essere presente alle Settimane sociali dei cattolici e si coinvolge appassionatamente in un’associazione di cultura politica nata a Milano sul finire degli anni Ottanta: Laboratorio politico.

Cambia nel frattempo lavoro, lascia la scuola elementare a metà degli anni Novanta e passa prima a lavorare presso la sede di Brescia dell’Università Cattolica del Sacro Cuore per la formazione permanente, tenendo i rapporti con le varie diocesi e i centri culturali sparsi per ogni dove, poi presso la sede di Milano nell’ufficio delle pubbliche relazioni dell’Istituto Toniolo e di nuovo nella formazione permanente della medesima università, spesso in giro per l’Italia in convegni e incontri di vario genere.

Continua la sua attività per l’educazione politica e nel 2004-2005 partecipa a un gruppo ristretto, promosso all’interno della Segreteria diocesana per la formazione all’impegno sociale e politico, che produrrà il sussidio per la catechesi I cristiani nella città: per dare forma a un sogno (2005): si tratta di un ambito per il quale Dino nutriva un’autentica passione.

Nel 2018 arriva la pensione, ma Dino è l’uomo dai mille sogni e dai grandi desideri e continua le sue molteplici relazioni, incrociando continuamente gli amici di sempre.

Ci ha lasciato, a 65 anni, il 16 aprile per complicazioni legate a una malattia che lo aveva accompagnato per buon tratto del suo cammino: lo ricordiamo sorridente e collaborativo, partecipe di tantissime attività e, soprattutto, ricordiamo di lui quella sua infaticabile propensione “giovanile”, che non lo ha abbandonato fino alla fine, di fare di più e di progettare più in grande e quel suo desiderio continuo di fare cose sempre nuove e belle, nonostante i disincanti e la pesantezza delle esperienze della vita e della malattia.

 

Daniela Mazzuconi

 

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