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De Bortoli a Legnano: “Cattolici in politica guardando alle generazioni future”

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Le persone in difficoltà, le famiglie meno abbienti, il lavoro per i giovani, la formazione scolastica: sono alcune delle priorità per il sistema-Italia che dal 5 marzo, il giorno dopo le elezioni (“che difficilmente daranno un governo stabile al Paese”), la politica dovrà perseguire “con coraggio e determinazione”. Lo ha affermato Ferruccio De Bortoli, giornalista e scrittore, partecipando al ciclo di incontri “Oltre la sacrestia” organizzato a Legnano dall’Azione cattolica in collaborazione con le parrocchie della città. IMG_20180130_211423
“Cattolici e politica oggi” il tema assegnato all’ex direttore del Corriere della Sera e del Sole 24 Ore: ampio il ventaglio dei temi affrontati davanti a un pubblico molto numeroso (la sala Leone da Perego, in centro a Legnano, ospitava almeno 200 persone): De Bortoli ha parlato di economia, politica interna (scuola, immigrazione…), soffermandosi in particolare sul rapporto tra fede e vita, sul ruolo dei credenti nello spazio pubblico, sull’“era Bergoglio” che, secondo il relatore, “chiede una riforma della Chiesa”.
“Papa Francesco ci richiama – ha dichiarato il giornalista – a una politica come servizio; invoca spazi di dialogo e spazi di speranza”. De Bortoli, sollecitato da alcune domande, ha affermato che oggi “è difficile individuare una Politica con la maiuscola”, anche se i buoni esempi non mancano, “spesso provenienti dal mondo cattolico che ha dato molto alla storia del Paese”. Ma sono necessari “laici responsabili e protagonisti” nel sociale e nella politica, competenti e formati. “Inoltre occorrono statisti, ovvero leader che guardino alle prossime generazioni, al futuro dell’Italia”.
Non sono mancate da parte del relatore alcune “stoccate”, o “provocazioni” come ha detto, al mondo cattolico: “Il laicato è stato un po’ sacrificato in questi anni, è stato un vero spreco”, ha osservato. Da qui il richiamo ai cattolici per un ritrovato protagonismo e un “impegno convinto per il bene comune che, è bene ricordarlo, non è la sommatoria degli interessi privati”.
Alcuni degli argomenti sollevati si ritrovano nel suo ultimo volume, Poteri forti (o quasi), il quale attraversa le vicende italiane degli ultimi quarant’anni.
De Bortoli ha quindi svolto una riflessione sul “capitale sociale e familiare” che caratterizza l’Italia, “un punto fermo per il nostro Paese e una base fertile per una nuova, possibile economia della condivisione”.
Quali le urgenze del Paese, su cui le istituzioni e i cattolici impegnati in politica (“sottorapresentati in tutte le liste” per le elezioni del 4 marzo) dovrebbero concentrarsi? De Bortoli ha citato l’occupazione giovanile, le politiche familiari orientate alla natalità, gli interventi per lenire la povertà (“in questo senso gli ultimi due governi hanno assunto buoni provvedimenti, fra cui il Reddito di inclusione sociale”), l’istruzione, la detassazione del lavoro. Per poi aggiungere: “proprio in vista delle elezioni sarebbe bene che i partiti facessero meno promesse irrealizzabili perché il debito pubblico gigantesco che grava sul Paese ci rende, di fatto, meno liberi” sul versante delle spese e degli investimenti.
Non da ultimo, l’invito a una sorta di “esame di coscienza” dei media rispetto all’informazione politica, una parziale “presa di distanza” dal web nel quale si “rifugiano” tante persone, una analisi della globalizzazione: “Non possiamo sfuggire alle trasformazioni del nostro tempo e per rispondere alle sfide mondiali lo Stato nazionale non basta più; l’Unione europea, pur con i suoi limiti, è un imprescindibile scenario di riferimento”.

Gianni Borsa

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