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Educatori ACR – Ci prendo gusto! Ecco le testimonianze

ManifestoAcr2018-19

Il 20 ottobre nella casa dei missionari comboniani di Venegono c’è stato l’incontro di inizio anno tra gli educatori dell’Azione Cattolica Ragazzi della zona pastorale 2.

Il tema di quest’anno è “ci prendo gusto”, che ha come ambientazione la cucina, come luogo di incontro e di condivisione. Per questo motivo all’inizio della giornata è stato chiesto ad ognuno di noi di riempire un piccolo vasetto con il sale colorato, in modo tale che ogni strato rappresentasse una parte della propria personalità. Successivamente, attraverso un piccolo gioco, abbiamo avuto la possibilità di descrivere “il nostro vasetto” agli altri educatori. Poterci confrontare con persone diverse, molto spesso più giovani di noi, è stato utile per ampliare il nostro modo di vedere gli altri e per ascoltare e capire il loro modo di fare.

Durante il momento di formazione siamo stati guidati da Paolo Airoldi, responsabile diocesano dell’ACR, che, partendo da 5 parole chiave, ci ha aiutato a ricostruire l’attualità e l’essenza dell’ACR. Protagonismo: l’azione cattolica è dei ragazzi, tutto deve girare intorno a loro. Esperienzialità: le esperienze dei ragazzi devono essere sempre il punto di partenza e il punto di ritorno di ogni riflessione, passando attraverso il Vangelo. Associazione: l’Azione Cattolica è la più grande associazione di cattolici laici. Diocesanità: rappresenta un ampio respiro di Chiesa, con grande potenzialità di relazione. Spiritualità: ricordare sempre la regola, sull’esempio del ragazzo dei 5 pani e 2 pesci > dare tutto, subito e gratis.

Questo è proprio quello che ci portiamo a casa in questa giornata: gli strumenti necessari per poter dare tutto, per impegnarci al massimo e fare il nostro meglio; per farlo da subito, con tutti gli spunti che ne abbiamo ricavato e tutte le idee che ci frullano già in testa e infine per farlo gratis, per i ragazzi, con tutto l’amore che metteremo in ogni attività creata su misura per loro.

Laura Roveda e Marta Bressa, ACR di Gallarate – Madonna in Campagna

 

Due giorni fra formazione e convivialità il 27 e 28 ottobre all’oratorio di Besana Brianza, per la due giorni educatori ACR della zona di Monza. Le due giornate sono state divise fra l’esplorazione del tema dell’anno, Ci Prendo Gusto, e la ri-scoperta di uno stile fondamentale dell’ACR, il protagonismo dei ragazzi.

Ci siamo incontrati alle 16 in oratorio per il primo incontro formativo sul protagonismo, guidati dall’esperienza di Cristina Romanelli, già per molti anni educatrice ACR e responsabile diocesana e ora impegnata in altre attività caritative. Nel corso dell’incontro c’è stata la possibilità di conoscersi fra educatori di lungo corso e chi era alla prima esperienza, fra cui molti ragazzi provenienti da gruppi nuovi, iniziati quest’anno. Il protagonismo è una tematica cruciale anche nell’attualità dell’educazione, ma contraddistingue in modo particolare la proposta cristiana, e dunque lo stile di AC, in quanto si riconosce che il Signore ha per ciascuno di noi un piano e una richiesta in qualsiasi stato ed età della vita ci troviamo: anche i ragazzi possono essere completamente cristiani, nel loro essere ragazzi.

La sera è stata illuminata dalla preghiera comune dei Vespri e dalla Lectio, che ci ha introdotto all’icona biblica di quest’anno, e al tema che accompagnerà noi e i ragazzi: la tavola e la convivialità, così come rappresentati dalla casa di Marta e Maria a Betania. Abbiamo messo subito in pratica qualcosa del Vangelo, mangiando insieme e giocando con allegria dopo cena, in un’atmosfera serena di divertimento e amicizia. Il mattino dopo il tema dell’anno è stato ancora approfondito: la nutrizionista Chiara Rizzi ci ha introdotto ai molti significati e all’importanza del cibo, non solo sostegno del corpo e risposta ad una necessità biologica, ma anche momento di relazione, simbolo concreto di molte realtà interiori delle persone e del loro stare insieme. Ciò che è stato detto, è stato poi subito sperimentato nella Messa domenicale, nutrimento della relazione con Gesù e fra di noi. Un ultimo momento di gioia insieme nel pranzo della domenica, e poi ciascuno, arricchito dai molti incontri fatti e dalle nuove amicizie strette, è tornato alla propria casa e alla propria comunità.

Giovanni Colpani, ACR di Omate

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