Consigli di lettura Editoriale

Elezioni amministrative – Comunicato dell’Azione Cattolica ambrosiana

silvia landra

Nell’imminenza delle elezioni amministrative in diversi Comuni della Diocesi, avvertiamo anzitutto l’importanza di sollecitare alla partecipazione al voto: un obbligo non più giuridico ma certo una responsabilità morale, in un contesto dove si tende a mortificare l’espressione democratica a vantaggio dello slogan, dell’annuncio, del discredito dell’altro prima del dire ‘cosa voglio’ e perché, o a quale linea culturale sono più vicino. Chi giustifica l’astensionismo col ‘tanto sono tutti uguali’ banalizza il proprio ruolo di cittadino e commette un’ingiustizia nei confronti di tanti donne e uomini impegnati proprio a partire dalle loro realtà locali. Nei Comuni infatti è possibile conoscersi e informarsi sulle persone e verificare la loro credibilità prima ancora di quanto afferma la bandiera sotto cui si collocano (diversi infatti sono gli indipendenti).

È poi certamente doverosa la verifica dei contenuti delle diverse componenti politiche, obiettivi che si confondono spesso per le legittime alleanze suggerite dal sistema elettorale (che dà il premio di maggioranza al candidato che arriva primo). I grandi contenitori tendono a relativizzare le specificità valoriali per rendere il programma comunale da presentare accettabile da un ampio elettorato.

L’area cristianamente ispirata sa di essere minoranza in una società secolarizzata, ma non per questo rinuncia o si autocensura nell’affermare che la persona vale più delle cose, la famiglia è un nucleo di affetti e risorse da sostenere per il bene di tutta la società, i figli sono un patrimonio, la proprietà comporta una responsabilità sociale, le risorse devono essere redistribuite attraverso i servizi sociali, l’accoglienza e il sostegno del malato e del disabile sono un tratto della nostra cultura che allontana la solitudine e la disperazione, l’integrazione del migrante è una responsabilità non solo nazionale e europea ma anche personale e comunitaria. Sono punti intorno ai quali è giusto verificare i programmi e sentire la condivisione di candidati.

In merito al “caldissimo” tema dell’immigrazione, da un lato assistiamo ormai ad un cambiamento rilevante: dalla immigrazione di passaggio si sta arrivando ad una integrazione residenziale dove famiglie ricongiunte abitano, lavorano, mandano i figli a scuola innervando la nostra società -avara di figli- di una nuova generazione di italiani; dall’altro siamo chiamati ad uno straordinario sforzo di accoglienza che ci impegna anzitutto a leggere la realtà a dimensione mondiale, e a chiederci cosa possiamo responsabilmente fare per soccorrere chi fugge da situazioni di vita terribili. L’Azione Cattolica vede come esercizio di responsabilità la scelta di quei Comuni che si sono resi disponibili ad un piano di accoglienza in accordo con le Prefetture.

Vogliamo insistere nel sostegno -attraverso le preferenze- di due tipi di persone-candidate:

persone competenti, anche giovani, che contribuiscano a rinnovare un sistema contro il rischio dell’autoreferenzialità. La linfa nuova va vista con simpatia e incoraggiata, mai lasciata sola. Chi ha esperienza e conclude il suo mandato civico-politico ricordi che i giovani hanno bisogno di lui, della sua esperienza e del suo suggerimento.

persone libere e costruttive, ovvero i giovani e i meno giovani non polemici a priori, capaci di apprezzarsi a vicenda nelle diversità. L’aula del Consiglio Comunale non può ridursi ad ospitare battibecchi e scontri, ma deve diventare ambito di ricerca del bene comune possibile, da non pregiudicare mai per questioni di parte. Nessuno ha tutta la verità: la maggioranza non sia arrogante e la minoranza porti le migliorie al progetto sul quale hanno vinto gli altri.

Ci pare proponibile anche all’ambito politico istituzionale quanto S. Paolo diceva alle litigiose comunità cristiane originarie: “gareggiate nello stimarvi a vicenda” (Rm.12,10). Ognuno porta in sé qualche spunto di verità, e a volte, nel ricercare esclusivamente il valore assoluto si corre il rischio di perdere l’opportunità di incamminarsi sulla strada che porta al bene comune. La convergenza prevalga sul conflitto, la quotidianità diventi più importante dell’idea (o dell’ideologia).

Papa Francesco, che sa parlare agli uomini di buona volontà, nel recente discorso all’Azione Cattolica indicava una raccomandazione che potrebbe riguardare quanti si impegnano da tempo e adesso per la prima volta in politica: “Mettetevi in politica, ma per favore nella grande politica, nella Politica con la maiuscola”.

Per questo l’impegno dell’AC intende esprimersi sia prima che dopo la scadenza elettorale. Prima, nel favorire luoghi di ascolto reciproco, approfondimento sui contenuti, sollecitazione alla partecipazione democratica, ripresa di un senso di responsabilità che non si limita alla delega ma riconosce che ciascuno deve fare la sua parte. E’ questo un importante lavoro culturale da fare con determinazione e competenza, in rete con soggetti diversi, che richiede tenacia e l’occupazione di uno spazio che oggi non molti abitano volentieri: è lo spazio del confronto approfondito e ad ampio raggio che ancora non comporta già la scelta di parte, ma che forma la coscienza.

Dopo la scadenza elettorale, promuovendo un importante e continuo lavoro culturale da offrire a tutti coloro che avvertono l’esigenza giusta di approfondire temi che mano a mano sollecitano la società ad una presa di posizione. Questo sta già avvenendo in diversi luoghi ed è un processo favorito dalle comunità cristiane più attente, da associazioni, gruppi e movimenti ecclesiali, da circoli culturali sensibili al bene comune. Va sostenuto e favorito soprattutto il livello formativo ed educativo dei giovani affinché non cedano alla tentazione di guardare la politica con sospetto e diffidenza.

Da un’Azione Cattolica “estroversa” in passato sono uscite persone che hanno segnato con il loro impegno la storia di tanti nostri Comuni. Anche oggi diversi soci di Azione Cattolica, a titolo personale e con piena responsabilità, assumono in modo diretto l’impegno di contribuire ad amministrare il bene comune, accettando di candidarsi, di porsi a servizio. A tutti loro un grazie e l’augurio che possano essere promotori di cura e di attenzione ad ogni persona nello scenario della concreta realtà del nostro tempo.

La Presidenza Diocesana

dell’Azione Cattolica ambrosiana

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