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Incontro con Alberto Rossi, 35 enne sindaco di Seregno

Venerdì 15 novembre i giovani di Azione Cattolica ambrosiana hanno incontrato il sindaco di Seregno, Alberto Rossi. Molti di questi erano proprio seregnesi, che non vedevano l’ora di incontrare il proprio sindaco per porgli qualche domanda.

La storia politica di Alberto Rossi è tanto breve quanto entusiasmante.

“Fare il sindaco è una cosa che non mi è mai passata per la testa. Il lavoro da sindaco era come l’astronauta: un ruolo bellissimo, ma irraggiungibile. Sono sempre stato appassionato di politica, ma non ho mai avuto esperienze di politica attiva. Il mio primo consiglio comunale l’ho vissuto da sindaco”.

Questo però non vuol dire che ad Alberto Rossi manchi esperienza e formazione. Dopo il diploma di liceo classico, ha studiato scienze politiche, ha fondato un’associazione (Il Caffè geopolitico), ha lavorato per quasi dieci anni in Fondazione Italia Cina. Non ha mai escluso di impegnarsi in politica. E l’occasione è arrivata quando il Comune della città in cui è vissuto, Seregno, è stato commissariato e una serie di vicissitudini giudiziarie hanno coinvolto i vertici del Consiglio comunale, ma non solo.

“Le elezioni precedenti a quelle in cui sono stato eletto sindaco hanno visto un’affluenza del 40%: c’era una disaffezione generale alla politica nella mia città. Molti osservavano e criticavano, sempre dall’alto, senza mai coinvolgersi in prima persona. Tra questi c’ero anch’io. Fino a quel giorno in cui mi è stato chiesto di candidarmi, insieme ad altri. Ho pensato che Seregno meritasse qualcuno che la governasse per spirito di servizio e non per interessi personali”.

Nasce così la campagna elettorale che porterà Alberto Rossi a vincere le elezioni a giugno 2018, nonostante tutti lo considerassero super-sfavorito.

Come hai capito che era la decisione giusta da prendere? In che modo hai fatto discernimento? Cosa hai valutato?” Queste sono le domande più urgenti che i giovani hanno rivolto al sindaco.

“Mi sono preso tre settimane di tempo per decidere. Ho chiesto consiglio a persone di cui mi fido, ma soprattutto ho valutato con mia moglie, Cristina, il cambio di vita che ci saremmo dovuti aspettare. Ho dovuto lasciare un lavoro che mi piaceva tantissimo. Non ero di certo nella condizione di volerlo cambiare. Eppure dopo un primo scetticismo, soprattutto di Cristina, abbiamo deciso insieme che avremmo affrontato questa avventura.

Te l’aspettavi così?

Non mi sono mai aspettato niente. Ho dato disponibilità senza sapere che cosa volesse dire fare il sindaco. Ma quando mi sono impegnato, ho deciso di dare tutto me stesso per questo obiettivo.

Marta Valagussa

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