Consigli di lettura Editoriale

Giovanni Battista Montini: finalmente san Paolo VI – di Valentina Soncini

Paolo VI

A distanza di tre anni dalla festa per la beatificazione di Montini, ora siamo giunti alla sua canonizzazione, un riconoscimento che serve soprattutto a noi, popolo fedele di Dio, per avere una indicazione in più nel modo di vivere la fede, cioè un esempio da imitare nella via alla santità. Questa canonizzazione è motivo di festa per la chiesa universale, ma anche per alcune chiese particolari, come Brescia e Milano, dove Montini è nato e ha vissuto il suo ministero episcopale. Tanti saranno i fedeli lombardi in piazza San Pietro il 14 ottobre prossimo.

Chi è Paolo VI?

Paolo VI ha espresso un magistero molto alto sul mistero della Chiesa, segno e strumento di comunione con Dio e tra gli uomini, popolo di Dio in cammino, realtà antica, eppure resa sempre nuova dalla forza dello Spirito. La Chiesa per lui non era società perfetta, di fronte al mondo, ma realtà insieme mistica e storico sociale, in cammino nella storia per indirizzare il cammino dell’uomo verso il Regno di Dio, di ogni uomo, tutto l’uomo. Per questo ha definito la chiesa nella sua natura, colloquio, dialogo aperto verso ogni persona, senza discriminazioni, dialogo aperto a 360 gradi perché fondato nella ricerca della verità.

Questo Papa non solo ha condotto a termine il Concilio Vaticano II, ma si è anche fatto carico di guidare la Chiesa nel solco aperto dal concilio, tenendola insieme e guidandola come barca traballante e scossa dalle tante tensioni. Ha aperto la via per la vita della Chiesa nel terzo millennio, il nostro.

Paolo VI ci cammina davanti per guidare ancora i passi e a lui , alla sua Evangelii Nuntiandi, lettera apostolica del 1975, fa ampio riferimento Papa Francesco nella sua Evangelii Gaudium e alla Evangelii Nuntiandi il nostro arcivescovo Mario Delpini rimanda noi fedeli ambrosiani per vivere in questo anno il cammino pastorale.

Questo Papa ha avuto a cuore l’Azione Cattolica, cioè l’azione di laici innamorati della Chiesa e della sua edificazione missionaria nei contesti locali in collaborazione responsabile con la gerarchia, una collaborazione interpretata da lui come relazione di obbedienza filiale, di rapporti fraterni, profondi, autentici, prima che funzionali o operativi. A partire da questa profonda comunione ha elaborato un intenso magistero sul rapporto con il mondo, sui laici, sul laicato associato. La sua canonizzazione impegna ulteriormente a una ripresa di questi insegnamenti.

Queste parole sono solo brevi cenni per indicare questa straordinaria figura del XX secolo che oggi, grazie al tenace e perseverante lavoro di studio dell’Istituto Paolo VI di Brescia, all’opera di studioso del livello di Giselda Adornato, Claudio Stercal, Apeciti e molti altri, può essere ampiamente conosciuta e meditata nelle sue intuizioni spirituali e pastorali più attuali.

Rimane una sfida: far conoscere Paolo VI anche alle nuove generazioni, per le quali potrebbe essere un personaggio del passato come tanti. Questa sfida l’hanno raccolta ancora una volta degli appassionati educatori e conoscitori di Montini: soci e studiosi dell’Azione Cattolica. Dalle associazioni di Brescia e Bergamo e con interventi di soci di altre diocesi, sono infatti stati pubblicati a fine settembre due utili strumenti per ragazzi e giovani. Precisamente Paolo VI tanta vita! (Ed. GAM – Testo a cura dell’AC di Brescia) con disegni a fumetto indirizzato ai ragazzi, ma godibile anche per adulti e giovani. “Tenete gli occhi aperti” Paolo VI e i giovani. A cura di Paolo Bustaffa, con un intervento di Paola Bignardi , testo editato da Webmedia.

Con profonda gratitudine per questo evento , tutta l’AC si sente coinvolta il 14 ottobre.

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