Consigli di lettura Editoriale Media

Greta: Erasmus ed elezioni europee

greta tenconi

Mi chiamo Greta, ho da poco 22 anni e da un paio di mesi vivo in A Coruña, in Spagna, per il progetto Erasmus+. È la prima volta che mi trovo a vivere lontana da casa, e sono felice di essere qui, perché questa esperienza mi sta insegnando a confrontarmi giorno dopo giorno con ragazzi di tutto il mondo, a guardare un po’ più in là del mio naso, a capire che le differenze fra nord e sud Italia, nord e sud Europa e nord e sud del Mondo sono estremamente relative.

Vivo con due ragazze palermitane e due ragazzi colombiani, in Università seguo le lezioni con ragazzi spagnoli, principalmente galiziani (A Coruña è in Galizia), e frequento quotidianamente ragazzi polacchi, francesi, irlandesi, tedeschi, messicani e brasiliani.

Tra i tanti discorsi affrontati un po’ in spagnolo, un po’ in inglese e un po’ a gesti e sorrisi (il modo migliore per comunicare), abbiamo parlato delle imminenti elezioni europee, e, purtroppo, ho potuto notare che la maggior parte delle persone le avverte come una realtà lontana. Il problema? C’è troppa poca informazione, o meglio è poco accessibile. Questo sembra essere il pensiero della stragrande maggioranza delle persone con cui ho potuto confrontarmi, sia in Università che fuori.

I candidati, per esempio, non sono persone di cui si parla quotidianamente, e la campagna elettorale è meno seguita dai mass media rispetto a quella delle politiche: mentre per le elezioni politiche di ciascun Paese c’è un vero e proprio “bombardamento” costante di notizie, per le europee le informazioni vanno in qualche modo cercate personalmente, e il problema è che, spesso, non si ha la minima idea di come reperirle. Il sentore che ho avuto è che a noi 20enni europei importi molto dell’Europa, percepiamo le infinite possibilità che essa può offrirci, siamo addirittura invidiati dai nostri coetanei sudamericani per avere queste grandi possibilità (come per esempio viaggiare con la sola carta di identità in tanti Paesi), ma, purtroppo, non riusciamo a sfruttare al 100% queste opportunità: a parte il progetto Erasmus+, conosciuto dalla stragrande maggioranza dei giovani, non si sa molto di più su altri progetti/opportunità offerte. E credo sia un peccato.

Mi sono resa conto che tantissimi ragazzi non hanno la minima idea di come operi l’Unione Europea, di quali siano le Sue sedi e istituzioni. È menefreghismo? No, spesso il disinteresse giovanile per la politica (e non solo) è sintomo di mancata informazione e voglia di investire nella comunicazione: se nessuno ci spiega in maniera chiara come funzionano queste cose, non è del tutto colpa nostra. La voglia di capire c’è, mancano i mezzi (e a volte gli stimoli) per avvicinarsi.

Quello che ho potuto percepire in questi mesi, però, è che noi giovani nati negli anni ’90 andiamo estremamente fieri di questa Europa, che ci fa sentire più cittadini del Mondo, che azzera le differenze e esalta le somiglianze, fra nord e sud, est e ovest. E non possiamo che essere grati a chi, prima di noi, ha lottato per costruire tutto questo. Sta a noi, ora, portare avanti questa sfida.

Greta Tenconi

    Scrivi un commento