Consigli di lettura Editoriale Famiglia

Il futuro è l’immediato – La voce delle famiglie

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FAMIGLIA: UNA NUOVA CONSAPEVOLEZZA

È successo tutto all’improvviso. Quello che all’inizio sembrava solo una vacanza prolungata si è presto trasformata in una realtà dai confini senza margini – perché le notizie sulla diffusione del Coronavirus erano inizialmente cariche di incertezze – eppure al tempo stesso ben definiti dal perimetro delle nostre abitazioni.

Se all’inizio ci sembrava, appunto, di trascorrere una vacanza un po’ più lunga del solito, al “rientro” ci siamo trovati a vivere ognuno il proprio “reality”. Eh già, perché in vacanza siamo tutti più rilassati e spensierati ma, solitamente, tornati a casa ci troviamo ad affrontare nuovamente gli stessi affanni e le stesse fatiche di prima.

Solo che questa volta il viaggio non è stato geograficamente rilevante, si è più trattato di un viaggio all’interno delle relazioni, famigliari e non, a km zero. Tutti gli scenari della nostra vita quotidiana erano concentrati tra le mura di casa: il lavoro, la scuola dei figli, le attività sportive, gli hobby, le relazioni.

Molte di noi hanno vissuto e/o condiviso le situazioni di dolore di chi ha perso parenti, famigliari, amici, il lavoro, come le fatiche, la solitudine e l’impossibilità di prenderci cura dei nostri anziani… il tutto accavallato in una inedita riproposizione della cura degli ambienti, delle pulizie di casa insieme, della gioiosa – e a volte impegnativa! – preparazione dei pasti e delle attenzioni ai bisogni dei famigliari, a partire dal desiderio del gioco insieme.

Noi famiglie ci siamo calate profondamente nella nuova realtà, genitori insieme ai figli, traendo forza di volontà e desiderio di reinventarci da quello che fino a poco tempo prima era stato il nostro vissuto quotidiano.

Per qualche famiglia è stato un passaggio quasi naturale, per altre si è trattato probabilmente di fare una seria riflessione per identificare i pilastri sui quali continuare a costruire il progetto di famiglia. Per altre ancora si è fatto più pesante di prima il carico da portare per il venire meno di alcuni pilastri, quali il lavoro e quindi il sostentamento. Per tutte si è trattato di prendere in mano un setaccio e passare le nostre vite, le nostre relazioni famigliari, le nostre giornate e lasciare scorrere via il superfluo in cerca di quel frammento d’oro da custodire tutti insieme.

Non sempre è stato facile per noi accettare quelle mezze verità e ammettere quelle piccole bugie che ci siamo detti per rimandare scelte importanti, perché tanto c’è tempo domani, dopodomani o alla prossima vacanza.

La Comunità di appartenenza è stata in questo frangente un punto di riferimento importante.

Dal punto di vista spirituale, i tempi liturgici della Quaresima e della Pasqua ci hanno accompagnato in questo cammino di riscoperta del senso della famiglia, attraverso innanzitutto la Santa Messa seguita in televisione o in collegamento streaming con la propria Parrocchia, ma vissuta insieme nel tranquillo salotto di casa (“famiglia chiesa domestica”, e non solo “agli arresti domiciliari”). Durante la Messa in Parrocchia, invece, capitava che le famiglie fossero divise tra il volontario servizio di lettura dei genitori e l’ineluttabile attrazione dei figli più piccoli verso i compagni di catechismo e di quelli più grandi per la compagnia degli amici.

Sono tante le testimonianze di famiglie che con creatività hanno preso spunto dai suggerimenti diocesani per le celebrazioni domestiche per le domeniche di Quaresima, ad esempio preparando insieme un angolo per la preghiera o la tavola apparecchiata per la Messa con una tovaglia pulita, un Crocifisso, dei lumini e qualche fiore. Sono stati vissuti e riproposti in chiave famigliare anche i riti delle Settimana Autentica, ad esempio realizzando dei rami d’ulivo e delle foglie di palme con i bambini per la Domenica delle Palme, oppure riproponendo il rito della Lavanda dei piedi, col significato non solo di servizio e cura reciproca, ma anche quale gesto per chiedersi perdono gli uni gli altri per le nostre mancanze. Tutti momenti significativi che rimarranno nei cuori e nei ricordi cari di famiglia.

Ci ha aiutato molto la vicinanza dei nostri sacerdoti, con i loro messaggi audio, video e proposte per la Comunità come ad esempio, in una Parrocchia, la Via Crucis del Venerdì Santo partecipata in casa attraverso un video preparato dal Gruppo Giovani. La condivisione di queste iniziative e la loro diffusione nella rete di amicizie ci ha fatto sentire meno isolati e parte di una comunità più grande.

Ci siamo collegate in rete attraverso lo spazio Una preghiera per tutti che l’AC ci ha messo a disposizione, oppure gli aperitivi virtuali organizzati con gli amici, vicini e lontani, o ancora le videochiamate con i fidanzati che diverse di noi seguono nel cammino di preparazione al matrimonio.

In poco più di due mesi abbiamo acquisito una nuova consapevolezza di noi, stiamo costruendo nuovi equilibri che ci vedono al centro e ci portano a focalizzarci sulle relazioni nella famiglia, pronte a donare quanto ricevuto ad altre famiglie.

Un sentiero che si sta pian piano delineando davanti a noi, come un pavimento di mosaico composto anche da frammenti d’oro, frutto della scoperta semplice e quotidiana all’interno delle relazioni significative. Quanta bellezza stiamo riscoprendo, quali piccoli artisti di un nuovo umanesimo sempre più in grado di parlare di Gesù, la Bellezza che salva il mondo!

Come ha detto San Giovanni Paolo II, è il momento di prendere in mano le nostre vite e farne un capolavoro!

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