Consigli di lettura Editoriale

Il mio primo Consiglio Comunale – di Paolo Cova

Paolo Cova 290216

Abbiamo chiesto a Paolo Cova alcuni consigli per chi è all’inizio di una nuova esperienza nell’amministrazione comunale.

Terminate le elezioni amministrative sono di questi giorni le convocazioni dei nuovi Consigli Comunali.  Giovani e adulti, neo eletti, affronteranno la loro prima esperienza in una istituzione. Immagino la loro emozione che presto lascerà spazio alla fatica del lavoro giornaliero, siano essi parte della maggioranza o della minoranza. Immagino i timori, la preoccupazione di sentirsi inadeguati a questo ruolo o anche impreparati, e insieme l’entusiasmo di sentirsi protagonisti di un cambiamento o di una responsabilità.

Sono momenti unici, che devono essere coltivati nei mesi e negli anni successivi.

Credo che un primo consiglio sia quello di non scoraggiarsi mai, lavorare in squadra, collaborare con i propri compagni di partito o gruppo. Sentirsi parte di un progetto, che non è l’obiettivo del singolo, ma il segreto di un corretto “mettersi a servizio” per costruire il bene di una Comunità locale, di una città, del Paese.  Essere gruppo in consiglio è essenziale per riuscire a dare risposte puntuali ai problemi delle persone, aiuta a non disperdersi nei tanti bisogni dei cittadini.

Anche approfondire e studiare le varie questioni sarà uno dei pilastri del vostro agire. Siamo in una stagione dove sembra che tutto ciò non sia importante o necessario, ma non è così, le vostre scelte cambieranno la vita delle persone nel bene e nel male.

Partecipare, poi, ad un Consiglio comunale o una commissione comporta, poi, una responsabilità: si vota e questa scelta verrà sempre “contata”, perchè schierarsi a favore o contro cambia le sorti di una comunità, non sarà mai un atto neutro. Farsi carico di questa responsabilità sapendo sempre dare ragione delle proprie scelte non è mai semplice e scontato.

Infine, ma non meno importante, è evitare di farsi trascinare dalla sirena della Vanità, in politica il suo fischio è molto forte e ci vuole tutta la capacità di Ulisse per non farsi ammaliare e diventarne vittime. Per Vanità si rompono legami, si ricerca l’apparire personale e non il bene comune, si insegue la propria visibilità e non la prudenza.

A tutti voi che avrete l’onore di declinare in azione concrete la passione per l’umano, la ricerca della giustizia e attuare una politica dei “volti” va il mio augurio: che la vostra creatività, immaginazione e coraggio siano strumenti importanti nel vostro agire quotidiano e con esse, la cura e la passione per le vostre Comunità.

Paolo Cova

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