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In cammino verso l’Assemblea #6 – Marco Magni

Marco Magni

Assemblea, il nostro sinodo

Sinodalità fa rima con percorso assembleare. Da alcuni anni il processo di coinvolgimento assembleare del sinodo ha assunto un rilievo nel dibattito e nella vita della Chiesa. Sinodalità è divenuto sinonimo di un processo più ampio e condiviso tra laici e presbiteri, di un processo dal basso verso l’alto, di valorizzazione di tutte le forme di partecipazione nella Chiesa, a partire dal consiglio pastorale della più piccola parrocchia. La Chiesa ha vissuto in breve tempo importanti sinodi e anche la nostra diocesi è ricorsa allo strumento del Sinodo minore. Operazione facile quindi sostituire la parola sinodalità con percorso assembleare di Ac, ne ha tutte le caratteristiche: valorizza ogni singola assemblea di Atb (associazione territoriale di base), è un processo ampio, a cui si sono aggiunti quest’anno ulteriori proposte d’incontro sul territorio. Il punto di partenza, la lectio sul brano dell’Apocalisse, ha messo in rilievo anche la necessità che ogni percorso sinodale parta dalla grazia e dal soffio dello Spirito.

Quindi non dobbiamo considerare l’assemblea come un momento tecnico-organizzativo, lo scopo non è solo quello di mettere a punto nuove strategie e percorsi. Non è questo lo scopo di un sinodo, momento ecclesiale molto ampio e delicato, ricco di significati più profondi che non quelli organizzativi; e quindi nemmeno il prossimo 23 febbraio deve essere solo un momento tecnico.

C’è comunque un punto di forza ulteriore per l’Ac rispetto al cammino sinodale ecclesiale. La dimensione associativa rende ancora più incisiva quella caratteristica comunitaria, che è elemento essenziale per un cammino sinodale. E’ indubbio che esista una dimensione comunitaria in parrocchia, nella diocesi, ma talvolta appare come un fuoco che divampa velocemente ma altrettanto rapidamente rischia di stemperarsi. L’Ac garantisce un alimento continuo con le occasioni di incontro, di scambio, perfino di vacanze insieme tipiche di un’associazione. Potremmo dire che il viaggio in treno insieme, il pranzo condiviso, i momenti di pausa hanno tutte le caratteristiche per essere inseriti a pieno titolo nel cammino assembleare.

Una caratteristica da rafforzare è invece la sinodalità tra laici e sacerdoti. Le statistiche del centro diocesano ci diranno in un secondo tempo a quante assemblee parrocchiali e decanali è stata registrata a verbale la presenza di sacerdoti. L’impressione è che il dato non sia maggioritario e che comunque occorra aprire un’ulteriore fase di scambio e confronto tra sacerdoti e laici di Ac, all’interno del vivace cammino che si apre con un nuovo triennio.

Viviamo dunque quest’assemblea come un vero e proprio sinodo. Oltre quindi a riflettere sui documenti inerenti l’assemblea, la miglior preparazione al 23 febbraio è quella di rileggere il discorso che papa Francesco ha pronunciato in occasione del 50simo anniversario dell’istituzione del sinodo dei vescovi, lo scorso 17 ottobre 2015 :  ”Se capiamo che, come dice san Giovanni Crisostomo, «Chiesa e Sinodo sono sinonimi» – perché la Chiesa non è altro che il “camminare insieme” del Gregge di Dio sui sentieri della storia incontro a Cristo Signore – capiamo pure che al suo interno nessuno può essere “elevato” al di sopra degli altri. Al contrario, nella Chiesa è necessario che qualcuno “si abbassi” per mettersi al servizio dei fratelli lungo il cammino”.

Marco Magni

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