Consigli di lettura Editoriale

In cammino verso l’Assemblea Diocesana #1 – Chiara Grossi

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Ho un popolo numeroso in questa città”, lo slogan della XVII Assemblea diocesana, ci rimanda all’esortazione di Papa Francesco all’Ac, il 30 aprile 2017, in occasione dei 150 anni dell’Associazione: Continuate ad essere un popolo di discepoli-missionari che vivono e testimoniano la gioia di sapere che il Signore ci ama di un amore infinito, e che insieme a Lui amano profondamente la storia in cui abitiamo”.

Essere un’AC di discepoli-missionari, che si lascia definire dal primato della missionarietà, della prossimità, della fraternità, come lo slogan assembleare ci invita e realizzare, vuol dire oggi coltivare alcuni stili: costruire reti e relazioni che siano ricchezza per ciascuno, al servizio della comunità, dei luoghi e degli ambiti di vita (parrocchia, casa, studio, lavoro, ambito sociale, culturale, economico, politico…).

Ciò richiede formazione continua, audacia e tanta creatività, per essere in grado di affrontare le sfide del nostro tempo e del nostro territorio.

Con questa prospettiva ci apprestiamo a vivere l’Assemblea diocesana del 23 febbraio 2020 verso cui la nostra Associazione è in cammino attraverso una forte esperienza di partecipazione e democraticità che si ripete ogni tre anni: le assemblee territoriali con l’elezione di Consigli, dei Presidenti, dei Responsabili decanali e dei candidati diocesani.

Il percorso, che si sta concludendo, è avvenuto in modo davvero singolare: il ricco materiale offerto da un’apposita commissione diocesana, ci ha consentito di vivere ogni assemblea elettiva dopo un preliminare esercizio di discernimento personale e comunitario con una grande domanda sullo sfondo “Come l’AC mi ha cambiato la vita?”. Questo cammino, caratterizzato da uno o più momenti di ascolto della Parola, di silenzio, di dialogo e da alcuni appuntamenti significativi sul territorio, ha offerto la possibilità ai giovani e agli adulti di interrogarsi sull’impatto che l’AC ha avuto sul proprio cammino vocazionale ed è stato un’occasione preziosa per rigenerare scelte e processi e per definire i passi da intraprendere in ogni Chiesa locale.

E per alcune realtà associative l’esperienza del gemellaggio è stata una bella opportunità per conoscere, ascoltare, raccontarsi e confrontarsi con amici che, con storie diverse, condividono la stessa esperienza.

Un tempo allora, quello delle Assemblee, non vissuto solo in funzione del rinnovo delle responsabilità, ma come occasione di partecipazione, dibattito e democrazia, tempo in cui “dire l’AC” e i principi su cui si fonda e rinnovare i motivi dell’adesione, tempo in cui riscoprire l’Azione Cattolica come comunità gioiosa, accogliente ed inclusiva, dove ognuno è aiutato a vivere il proprio cammino di fede, tempo per rafforzare i legami intergenerazionali e per aprirsi alle altre realtà ecclesiali e civili.

Un tempo, quelle delle Assemblee, in cui recuperare il valore delle prassi democratiche che restituiscono, in chiave di corresponsabilità, il senso della partecipazione e dei “luoghi associativi” come patrimonio di tutti e non solo dei responsabili, luoghi in cui si maturano le decisioni e si fa concreto esercizio di laicità.

Ed allora l’Assemblea diocesana del 23 febbraio, grazie al cammino assembleare percorso, potrà essere davvero cifra della sinodalità vissuta dalle Associazioni.

Chiara Grossi, vicepresidente adulti Ac ambrosiana

 

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