Consigli di lettura

Itinerari di pace: il viaggio continua..

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Ho aderito con curiosità e interesse ad una proposta un po’ diversa dalle solite vacanze: non solo un viaggio turistico- culturale, ma un vero e proprio cammino sui luoghi del Carso e della Slovenia, in cui ripercorrere, nel centenario della conclusione della I Guerra Mondiale, i paesi teatro delle più dolorose vicende belliche.
Un cammino intenso e ricco – un grazie speciale a Licia e alle guide che ci hanno accompagnato – che ci ha permesso di conoscere e approfondire gli eventi tragici e dolorosi che in queste terre sono accaduti, sì studiati sui libri ma ancora distanti dalla nostra comprensione, eventi che ancora oggi pesano sul presente di queste terre di confine.
Molto toccanti sono state le visite al Museo della Guerra di Gorizia e di Caporetto, emozionante il percorso tra le trincee del Monte S. Michele del Carso, ove abbiamo ascoltato le poesie di Ungaretti, scritte proprio lì, sul Carso, mentre infuriava la battaglia. Tra la fitta boscaglia ci siamo immaginati la desolazione, la durezza e la fatica dei soldati nella terra carsica, con soli punti di riferimento “l’albero storto” e “l’albero isolato”, ora simboli di pace.
Difficile credere che qui, in Italia – tra i “paesi avanzati”, e in una società connessa con il mondo intero – fino a pochi anni fa resisteva un muro di separazione tra Gorizia e Nova Gorica: ora si può fare la foto di rito con i piedi in due stati, ma quel muro ci ricorda come spesso ci rapportiamo anche ai nostri vicini: demarcando i confini della nostra terra, della nostra cultura, della nostra identità.
friuli itinerari di paceDa questo varco però nel muro dell’inimicizia, possiamo riconoscere una fratellanza comune e riaffermare la speranza di pace, come già i soldati, che nel giorno di Natale rifiutarono di combattere da fronti opposti, riconoscendosi semplicemente “uomini”.
Insieme abbiamo pregato per i caduti di tutti gli schieramenti: soldati italiani, austriaci, ungheresi e per le vittime delle foibe, altra tragedia generata dall’odio, dalla guerra e dal desiderio di vendetta.
Affrontare questi argomenti è ancora oggi difficile ma necessario: solo la comprensione reciproca del dolore, della sofferenza e della violenza subite dalle popolazioni può aiutare a superare la diffidenza verso l’altro, il “nemico”, e ripartire insieme in una prospettiva di condivisione e solidarietà.
Con piacere poi il nostro viaggio è proseguito alla scoperta della Slovenia: ci siamo immersi nel verde dei boschi, rilassati davanti alla tranquilla bellezza del lago Bled, sorpresi dalla grandezza delle grotte di Postumia, incuriositi nella vivace Lubiana… un paesaggio armonioso, da gustare magari con più calma!
Il viaggio continua… ciascuno nel proprio ambiente: l’impegno quindi è “andare oltre” i confini dei nostri pregiudizi, raccogliendo il desiderio di pace, di verità e di giustizia che sale da queste terre, cercando nel nostro quotidiano di dare senso e concretezza alla nostra libertà per realizzare una vera comunione, promessa di felicità per tutti.
Il mio grazie sincero anche agli amici dell’AC – oggi posso chiamarli così – che mi hanno accolto tra loro con affetto e che ho avuto modo di conoscere in questo viaggio denso e significativo, in cui abbiamo condiviso memorie, fatiche, risate, canti: la bellezza dell’incontro con ciascuno è una ricchezza ulteriore che mi porto nel cuore.
Viviana Pontiggia

    1 commento

    • Grazie, Viviana, per questo intenso pensiero sulla recente esperienza in Friuli e Slovenia.
      E’ stata davvero una bellissima opportunità per riflettere percorrendo sentieri di guerra con l’intento di farli diventare itinerari di pace: un invito per ciascuno a costruire, nel quotidiano, occasioni di dialogo.
      La Foiba di Basovizza ci ha fatto poi intuire che le ferite dei tragici eventi della Seconda Guerra Mondiale sono ancora aperte: maggiore, dunque, sarà l’impegno per cancellare sentimenti residui di odio e di vendetta.
      La Slovenia, poi, è stata per me una piacevolissima sorpresa: tanto verde, luoghi incantevoli, gente giovane e accogliente, segno tangibile di una nazione emergente.

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