Consigli di lettura Editoriale

Joanna, la studentessa inglese che frequenta l’Ac di Milano

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“Ciao, mi chiamo Joanna e sono una studentessa inglese”. La reazione è lo stupore di aver incontrato una ragazza inglese ad un incontro di Azione cattolica, seguito da numerose domande: come ho conosciuto l’Ac e come mai mi trovo ad un incontro del genere. Dopo aver raccontato tante volte la mia storia, che è cominciata con una semplice ricerca su Google dei “campi estivi per i ragazzi”, che mi ha condotto a Santa Caterina, mi rendo conto sempre di più che la mia scoperta dell’Ac non era per niente una ricerca “a caso” ma un’apertura di una strada nuova che fa parte del grande progetto di Dio, l’inizio di un cammino molto più importante e profondo di quello che avrei mai potuto immaginare.

La scoperta dell’Ac mi ha permesso di sperimentare l’amore di Dio su tutti noi. Se siamo pronti a seguire la Sua voce concretamente, nascosta nella nostra quotidianità, Lui ci rivela tantissime grazie che sono state da sempre preparate per noi. Dopo la mia settimana passata a Santa Caterina nel 2015, un anno dopo, nel 2016, avevo l’occasione di venire a studiare a Milano… di nuovo un’occasione “per caso” o un segno che a Milano Dio aveva messo dei tesori nascosti per me che dovevo scoprire?

Senza grandi aspettative, sono arrivata a Milano con tutti i dubbi di una fuorisede. Rivedere e ristabilire le mie amicizie fatte a Santa Caterina mi ha aiutato nelle prime settimane, e potevo anche creare nuove amicizie aggiungendomi al gruppo ‘fuorisede’ a San Giorgio, una parrocchia nel centro di Milano. Era l’occasione perfetta per vivere il carisma dell’Ac nella quotidianità e condividere dei pensieri che riguardano la fede con altri che si trovano una situazione “estranea” come la mia. Inoltre, avevo l’opportunità di assistere alla creazione di un gruppo nuovo, spinto dal desiderio dei responsabili di vivere ancora più concretamente il carisma dell’Ac con quelli più vicini alla loro quotidianità, nella quale si affrontava il tema dell’anno “Contagiati di gioia”. Questi incontri sicuramente sono diventati una parte importante del mio cammino, e senza rendermene conto, con una nuova apertura e spontaneità, mi sono coinvolta sempre più nelle attività dell’Ac.

Partecipare all’iniziativa di “3P” mi ha permesso di vivere un’esperienza bella; di avvicinarmi ai poveri, di umiliarmi e incontrare nei poveri e negli altri volontari il Signore vivo e presente. Un altro momento chiave è stato il pellegrinaggio a Roma, in occasione dei 150 anni dell’Ac. È stato un momento speciale, anche se conosco l’Ac solo da due anni, perché ormai l’Ac è diventata una parte indispensabile della mia vita. Ero contenta di poter festeggiare la fondazione di quest’associazione e ricordare dei grandi personaggi come il beato Piergiorgio Frassati, che continuano ancora oggi a dare forza ai fedeli di tutto il mondo.

Per concludere il mio anno all’estero, mi è stata regalata l’occasione di dare una mano come educatrice durante la settimana di “Viaggio ai Confini”, cosi come a Santa Caterina con i 14enni. Si vive in modo particolare la preghiera, il servizio e la condivisione attraverso le testimonianze, il cammino e il divertimento. Dal tempo trascorso insieme nascono delle relazioni vere e autentiche, che vuol dire che ogni fatica, affrontata insieme, non sembra più di essere una fatica.

La settimana a Santa Caterina è stata il modo migliore di finire la mia esperienza in Italia – essere di nuovo nel posto dove tutto è cominciato con una prospettiva diversa mi ha fatto riconoscere quanto il Signore ci dia e come ci conduca a scoprire continuamente il Suo progetto per noi. Ho capito che l’unico modo di vivere è collaborare strettamente con Dio e la sua volontà. Possiamo compiere grandi cose con la Sua forza se ascoltiamo la Sua voce e se non abbiamo paura di fare cose che non sembrano coerenti con i pensieri del mondo o con le sue aspettative. Sappiamo che facciamo la volontà di Dio quando ci sentiamo in pace, felici e aperti al cambiamento, quando ci sentiamo a casa, come io mi sono sentita in Italia. E possiamo essere sicuri che Lui ci condurrà al posto dove Lui ci vuole, se noi siamo disponibili.

Dopo un anno vissuto con l’Ac posso dire di aver fatto un passo in più, anche se non so bene la meta finale verso cui sto andando. Niente ci può far sentire più gioia che sapere che stiamo vivendo la volontà di Dio, e voglio ringraziare tutti i miei amici dell’Ac che mi hanno contagiati con la loro gioia, che spero di portare a casa e custodire per sempre.

Joanna

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