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La fede cristiana alla prova dei giovani – intervista a Mons. Luca Bressan

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LA FEDE CRISTIANA ALLA PROVA DEI GIOVANI

Incontriamo Mons. Luca Bressan e parliamo con lui del Corso di Teologia Pastorale, “La fede cristiana alla prova dei giovani”, organizzato presso la Facoltà Teologica dell’Italia Settentrionale, nel solco aperto dalla indizione della XV Assemblea Ordinaria del Sinodo dei Vescovi, sul tema “I giovani, la fede, il discernimento vocazionale”.

Perché l’esperienza cristiana trova sempre maggiore fatica ad intercettare il mondo giovanile, a presentarsi come una valida risposta alla ricerca di futuro, di bene, di felicità, di verità, che anima questo mondo?

Perché l’esperienza cristiana è organizzata e trasmessa in una cultura che non è più quella del mondo giovanile di oggi. L’ingresso del digitale e i numerosi cambiamenti che i giovani vivono nel quotidiano fa sì che il cristianesimo risulti estraneo e quindi non più compreso.

Come interpretare questa distanza, come abitarla?

Proprio perché il nostro mondo è nuovo, non possiamo avere ricette o risposte dall’esterno. L’unica è entrarci e ricostruire all’interno quelle grandi cattedrali, che i teologi definirebbero “semiotiche”, per avviare un lavoro di reinterpretazione della Parola e di confronto. Occorre dare vita a lettere che sono morte, non perché non abbiano più niente da dire, ma perché non vengono più intercettate dalle orecchie dei più giovani.

Anche il rito e la simbologia della celebrazione eucaristica va quindi rivisto e progettato nuovamente?

Più che rivedere il rito, occorre capire la gestualità ad esso legata. Dovremmo imparare di più gli ortodossi, che praticano il digiuno e l’astinenza in modo per noi molto lontano e incomprensibile. Dobbiamo segnare sulla nostra pelle certi significati. In mondo come quello di oggi in cui i tatuaggi ci dicono così insistentemente quanto è necessario fissare la durata delle cose, occorre tornare a comprendere che il rito serve per cominciare a vedere la resurrezione di Gesù.

Quali strumenti vengono offerti a un giovane durante questo corso?

Proprio perché si entra in una cultura nuova, è necessario avere tanti punti di vista. Il corso aiuta proprio in questo senso, nell’illuminare l’oggetto in tutta la sua “pluriformità”, e cogliere i diversi punti di ingresso per ciascuno.

A chi è rivolto in particolare questo corso di studi?

E’ rivolto a tutti, giovani e adulti. La Chiesa ha bisogno di tutte le età della vita, affinchè avvenga la trasmissione della fede. In particolare questo corso è consigliato a tutti coloro che incontrano direttamente i giovani tutti i giorni: preti, educatori, insegnanti, genitori.

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