Consigli di lettura Editoriale

La Politica con la maiuscola – di Martino Incarbone

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Mettetevi in politica! Ma per favore nella grande politica, nella Politica con la maiuscola.” Questo è quanto ho letto nei titoli dei giornali del discorso che Papa Francesco ha rivolto ai soci di Azione Cattolica domenica 30 aprile 2017, in occasione dell’udienza per i 150 anni dell’associazione.

Ma il papa vuole rivoltare la scelta religiosa? Alle elezioni dobbiamo prendere posizione come associazione per qualche formazione politica? Ci dice di restare in parrocchia e fare politica, vuol dire politicizzare le parrocchie? Il Papa sta prendendo una chiara posizione nella politica italiana? Leggendo i titoli dei giornali, nella mia testa (e immagino anche nelle riflessioni dentro e fuori dall’associazione), si sono generate queste domande. Poi mi sono subito detto: ma queste, non sono forse interpretazioni politiche (con la minuscola) delle sue parole?

Papa Francesco è sempre diretto e semplice. Pochi minuti prima di invitare i soci di AC a mettersi in politica ha detto: “Avere una bella storia alle spalle non serve però per camminare con gli occhi all’indietro, non serve per guardarsi allo specchio, non serve per mettersi comodi in poltrona! Non dimenticare questo: non camminare con gli occhi all’indietro, farete uno schianto! Non guardarsi allo specchio! In tanti siamo brutti, meglio non guardarsi! E non mettersi comodi in poltrona, questo ingrassa e fa male al colesterolo!”

Mettersi in Politica con la maiuscola, significa in primo luogo, non camminare con gli occhi all’indietro: l’identità che viene da una storia è solo un punto di partenza, perché una identità che guarda al passato, è una identità esclusiva; oggi c’è bisogno di una identità inclusiva, cioè costruita attorno ad un comune progetto futuro. Significa progettare il possibile a partire da un ideale, nel contesto nazionale, regionale, locale. Significa creare consenso includendo idee e partecipazione di quanti si riconoscono in un unico obiettivo. Altrimenti, camminando con gli occhi all’indietro, farete uno schianto, dice il Papa!

Mettersi in Politica con la maiuscola, significa non guardarsi allo specchio: lo sguardo del politico sia rivolto ai cittadini, alle loro esigenze, bisogni, interessi, paure, sogni, fragilità. Diciamo basta alla politica autoreferenziale, dove “gli elettori non hanno capito il nostro progetto”, dove “ci vorrebbe un esame per avere il diritto di voto”! Il bello della politica è risolvere problemi complessi comunicando in maniera semplice il proprio progetto. Altrimenti, guardandosi allo specchio… in tanti siamo brutti, dice il Papa.

Mettersi il Politica con la maiuscola, significa non mettersi comodi in poltrona. La poltrona è il simbolo dell’attaccamento al potere. Ma non si può far politica senza gestire il potere, piccolo o grande a seconda del tipo di istituzione in cui si opera. Che cosa rende il potere utile ed efficace? Le istituzioni democratiche credibili e un’autentica cultura democratica. La credibilità delle istituzioni dipende dalla credibilità personale di chi opera in esse, e la forza che le istituzioni esprimono è direttamente proporzionale alla cultura democratica dei cittadini che rappresentano. Mettersi comodi in poltrona – dice ancora il Papa – questo ingrassa e fa male al colesterolo.

Il messaggio è dunque diretto e semplice, come le metafore che Papa Francesco sa usare per farsi capire. E allora mi torna in mente il brano di Matteo 10, dove Gesù manda i suoi discepoli. “Ecco: io vi mando come pecore in mezzo ai lupi; siate dunque prudenti come i serpenti e semplici come le colombe.” e ancora poco più avanti “Non li temete dunque, poiché non v’è nulla di nascosto che non debba essere svelato, e di segreto che non debba essere manifestato”. In politica, quindi, come in tutti gli altri ambiti di impegno laicale, senza paura!

Martino Incarbone

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