Consigli di lettura Editoriale

Festa unitaria del 3 giugno – l’invito della presidente Silvia Landra

silvia landra

L’AC cambia pelle, ascoltando con grande attenzione i segni nuovi della società e della Chiesa. Più incontri a piccoli gruppi, metodi e linguaggi inediti per la formazione, confronti sul vissuto credente tra politici e amministratori, disponibilità ad ospitare e lasciarsi trasformare dall’incontro con l’altro, partecipazione a campagne e discussioni pubbliche in alleanza e in dialettica con altri soggetti significativi, eventi che valorizzano il territorio e che fanno dialogare le generazioni, interpretazioni creative degli indirizzi del Vescovo in nome di un Vangelo che non lascia fuori proprio nessuno.

Perché vi ricordo tutto questo? Voi soci e simpatizzanti, cari amici assistenti, curiosi frequentatori dell’AC sapete bene che non si promuovono più né le adunanze formative degli anni 50 né i convegni diocesani degli anni 90 ma che stiamo componendo un profilo associativo diverso, più variegato, più adatto alle pluriformi caratteristiche dell’oggi.

E allora troviamoci una volta insieme per fare festa di tutto questo! Gridiamo la gioia di essere popolo multicolore, chiesa dalle genti, città plurale, persone che non scavallano le fatiche e non sono immuni dai drammi ma che lasciano scorrere la speranza più grande che appartiene agli uomini e alle donne di tutti i tempi, la gioia della vita che ogni storia contiene come segreto, la grande potenzialità dell’essere in tanti a fare il bene.

Il 3 giugno è il giorno scelto per la festa unitaria dell’AC, giorno per mettersi in cammino, per condividere – fede, pranzo, gioco, allegria – per dirci che ci siamo reciprocamente indispensabili, che abbiamo del tempo da dedicare alla relazione con l’altro, quella più semplice, quella nella quale l’amicizia, la familiarità e l’appartenenza si gustano e basta.

Vieni e invita a venire, fidati di un programma curato che propone momenti belli, considera il valore di occasioni nelle quali cogliere l’evidenza di un popolo aperto e fiero che procede con uno stile, che scambia note di speranza perché accede al futuro con fede e perciò non può essere cupo e polemico. Proprio guardando al presente e al futuro di società, politica e istituzioni ci mettiamo decisamente tra coloro che vogliono costruire, evidenziare il bene, diffondere sguardi di riconoscimento e riconoscenza.

Voglio dirti di non mancare alla festa unitaria perché è momento profondo della vita della nostra Associazione e perché sono in tanti ad aspettarti!

Un abbraccio

Silvia

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