Adulti Adulti Giovani Adulti più Lecco Melegnano Milano Monza News - Lecco News - Melegnano News - Milano News - Monza News - Rho News - Sesto News - Varese Rho Sesto Territorio Varese

Lectio divina 2018-19 – Abbattere i muri di separazione

lectio 18

Perché la proposta della Lectio Divina.

“Esiste una modalità concreta per ascoltare quello che il Signore vuole dirci nella sua Parola e per lasciarci trasformare dal suo Spirito. È ciò che chiamiamo “lectio divina”. Consiste nella lettura della Parola di Dio all’interno di un momento di preghiera per permetterle di illuminarci e rinnovarci” (Evangelii Gaudium, 152).
Stimolati da queste parole di Papa Francesco, l’Azione Cattolica intende continuare a proporre agli adulti la celebrazione della Lectio Divina nei Decanati della Diocesi. Sentiamo questo servizio come un dovere maturato dalla consapevolezza che pregare “nella” Parola è incontrare Dio che non solo ci dice delle cose ma soprattutto ci rivela
il suo volto, la sua volontà di salvezza e il suo amore per ciascuno. Vogliamo quindi proporre di condividere la bellezza di metterci in ascolto del Signore e di aiutarci a vicenda ad accogliere la sua verità, così che la sua Parola sia lampada per i nostri passi e luce sul nostro cammino (cfr. Salmo 118/119, 105).
Il metodo della Lectio Divina è ampiamente noto ed è opportuno che sia seguito diligentemente e con cura, lasciando ai diversi momenti il giusto spazio.
È importante anzitutto introdursi nella preghiera invocando lo Spirito affinché “visiti le nostre menti e riempia della sua grazia i nostri cuori”. Invocare il dono dello Spirito significa fare spazio nel nostro animo, liberarsi dai rumori della mente e del cuore così che la Parola trovi un terreno buono nel quale poter fecondare e portare frutto.
Il momento della Lectio bisogna viverlo con calma. Suggeriamo di avere la penna in mano per sottolineare le parole che colpiscono e annotare i pensieri chiave trasmessi dal predicatore. In tal modo la nostra attenzione viene stimolata, l’intelligenza, la fantasia e la sensibilità si muovono facendo sì che il brano, magari già noto, appaia nuovo.
È necessario il silenzio per una buona meditatio. Raccomandiamo alcuni minuti di silenzio dopo l’intervento del predicatore, così da poter riprendere le parole del testo sottolineate e i concetti chiave scritti. Questo è il momento nel quale si riflette nel proprio spirito: che cosa dice a me il brano che è stato proclamato? Quale messaggio
in riferimento all’oggi della mia vita raccolgo dalle parole del testo e dai concetti che mi sono stati donati?
Dalla meditatio sgorgano sia l’oratio che l’actio. La prima preghiera è condivisa con i fratelli. Le intercessioni vogliono aiutare a costruire un comune sentire nella comunità così che in maniera più forte si stringano le relazioni. Si prega gli uni per gli altri e insieme si prega secondo le intenzioni della Chiesa. Anche l’actio viene anzitutto offerta come frutto comune della preghiera vissuta insieme. Essa si pone come una “decisione” per la vita della comunità, nata dalla condivisione dell’incontro con “quel” brano della Parola di Dio.
Ma è auspicabile che l’orazione continui anche a livello personale e che ciascuno si interroghi per definire un’actio che tocchi specificamente lui, la sua vita quotidiana.
C’è un atteggiamento di fondo che sentiamo necessario suggerire per vivere in modo fruttuoso la Lectio Divina. La Parola di Dio va accolta con umiltà perché è parola d’amore. Solo se viene riconosciuta e accolta come parola d’amore entra nel cuore e cambia la vita. Essa passa per la nostra mente ma deve arrivare fino al cuore perché è
dal cuore, dal centro vitale del nostro essere, che prende corpo la conversione e la decisione di seguire Gesù. Pertanto non va mai tagliata la strada alla Parola (magari immaginando la sua “comprensione” solo come esercizio della mente) perché si taglierebbe la strada all’amore di Dio. Bisogna lasciare che la Parola faccia il suo percorso: dalla mente al cuore e da questo alla vita quotidiana.

Il tema della lectio.
Il Sinodo minore indetto dal nostro Arcivescovo impegna le comunità della Diocesi a rileggersi per diventare consapevoli che siamo “Chiesa dalle genti”. Nell’epoca di cambiamento che stiamo vivendo, uno dei tratti più evidenti sono l’incontro e la presenza nelle nostre terre di persone di altri paesi e di altre culture. Non possiamo
pensarci come comunità di Cristo stando semplicemente accanto a loro e immaginando che dovremmo essere “accoglienti” solo nel senso di “permettere” a queste persone di partecipare alle nostre cose. Questo tempo ci chiede molto di più.
Ci domanda di ripensare il senso dell’essere Chiesa, di riconoscere che nessuno è straniero o ospite ma che tutti siamo concittadini dei santi e familiari Dio, “edificati sopra il fondamento degli apostoli e dei profeti, avendo come pietra d’angolo lo stesso Cristo Gesù” (Ef 2, 19-20). Ma il cammino per acquisire tale consapevolezza non è automatico. Abbiamo bisogno di convertirci e di lottare per vincere la tentazione di rimanere chiusi nelle nostre abitudini perché timorosi di trovarci esposti a qualcosa di troppo nuovo.

La Lettera di Paolo agli Efesini la proponiamo come un alimento utile e opportuno per la nostra conversione. Le esortazioni che Paolo rivolge a tale comunità nascono dall’invito a riconoscere che siamo potentemente rafforzati nell’uomo interiore mediante lo Spirito di Dio (cfr. Ef 3, 16).
L’indirizzo della nostra conversione è quello di sentirci chiamati a contribuire ad “abbattere i muri di separazione” forti dell’armatura di Dio che ci rende capaci di resistere alle insidie del diavolo (colui che separa) (cfr. Ef 6, 11), e quello di alzare lo sguardo per accorgerci che la Chiesa non ha i nostri confini, anzi, che di confini non ne ha proprio.
Come lo scorso anno, abbiamo aggiunto qualche breve nota per stimolare, alla fine del percorso, una verifica personale sul cammino compiuto. E abbiamo ritenuto di mantenere la bella preghiera del Cardinale Martini. Abbiamo anche voluto offrire alcuni passi della Gaudete et Exsultate che ci sono sembrati attinenti ai contenuti dei
diversi incontri. L’invito, tuttavia, è di riprendere, personalmente, la lettura integrale dell’Esortazione apostolica di Papa Francesco come testo prezioso che fa “risuonare ancora una volta la chiamata alla santità, cercando di incarnarla nel contesto attuale, con i suoi rischi, le sue sfide e le sue opportunità. Perché il Signore ha scelto
ciascuno di noi per essere santi e immacolati di fronte a Lui nella carità” (GE 2).
L’itinerario della Lectio.
Come introduzione generale alla Lectio, consigliamo la lettura integrale della Lettera agli Efesini, eventualmente accompagnata dalla testimonianza di chi ha provato a vivere in prima persona il senso di essere “Chiesa dalle genti”. Dal Centro diocesano di Azione Cattolica non sarà predisposto uno strumento, lasciamo alla libertà di ciascuno la sua predisposizione.
Si consiglia che l’incontro sia accompagnato dalla bellezza della musica e dalla buona ed efficace lettura dei testi.

Il titolo generale della lectio è:

ABBATTERE I MURI DI SEPARAZIONE – Per una Chiesa fino ai confini della terra
Il percorso si articolerà poi in cinque incontri:

PRIMO INCONTRO:
Il disegno d’amore di Dio (Efesini 1, 1-19)
SECONDO INCONTRO:
Nessuno è straniero (Efesini 2, 8-22)
TERZO INCONTRO:
Ricolmi della pienezza di Dio (Efesini 3, 14-21)
QUARTO INCONTRO:
Rivestire l’uomo nuovo (Efesini 4, 17-32)
QUINTO INCONTRO:
Lottare con l’armatura di Dio (Efesini 6, 10-20)

Clicca qui per conoscere gli appuntamenti del tuo decanato

Scrivi un commento