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Lectio Divina 2019-2020 – Perché abbiate la vita

paralitico

Perché la proposta della Lectio divina

“Esiste una modalità concreta per ascoltare quello che il Signore vuole dirci nella sua Parola e per lasciarci trasformare dal suo Spirito. È ciò che chiamiamo “lectio divina”. Consiste nella lettura della Parola di Dio all’interno di un momento di preghiera per permetterle di illuminarci e rinnovarci” (Evangelii Gaudium, 152).

 

Stimolati da queste parole di Papa Francesco, anche per questo anno l’Azione Cattolica intende proporre agli adulti la celebrazione della Lectio divina nei Decanati della Diocesi. Sentiamo questo servizio come un dovere maturato dalla consapevolezza che pregare “nella” Parola è incontrare Dio che non solo ci dice delle cose, ma soprattutto ci rivela il suo volto, la sua volontà di salvezza e il suo amore per ciascuno. Vogliamo quindi proporre di condividere la bellezza di metterci in ascolto del Signore e di aiutarci a vicenda ad accogliere la sua verità, così che la sua Parola sia lampada per i nostri passi e luce sul nostro cammino (cfr. Salmo 118/119, 105).

Il metodo della lectio divina

La Lectio divina è l’antichissima prassi di leggere la Scrittura in un clima di preghiera e come preghiera. Così come la tradizione ce l’ha consegnata, si compone di quattro gradini che descrivono un vero e proprio viaggio nel testo in cui la lettura è chiamata a divenire incontro col Signore vivente, capace di mettere ordine nella vita: la lectio, che coincide con il semplice esercizio umano dell’ascolto; la meditatio, che intende approfondire la conoscenza personale del testo, ricercandone il messaggio contenuto, attraverso la riflessione sui soggetti, le azioni, le parole, gli atteggiamenti e i sentimenti incontrati nella lettura; l’oratio, che descrive la risposta personale alla Parola rivelata, in forma di preghiera; la contemplatio, che è, infine, l’intrattenersi cuore a cuore con Dio, in un dialogo intimo ed affettuoso. È il momento, questo, nel quale si accoglie con profondo affetto la rivelazione che Dio fa di sé alla nostra vita, riconoscendo come veramente la sua Parola ci è estremamente vicina: è nel nostro cuore, nella nostra intimità più profonda, e, insieme, chiede di diventare la verità delle nostre labbra e del nostro agire. In tal modo la contemplazione del mistero di Dio non diviene fine a se stessa, ma concretamente stile di vita, sguardo sul mondo, interpretazione della storia, orizzonte ultimo di ogni nostro agire.

Nei quattro gradini della lectio divina è così tracciato un cammino prodigioso che ritrascrive da vicino l’itinerario di una vita spirituale. Si tratta, infatti, di quell’itinerario che appartiene all’esperienza di fede di ogni credente che va dall’ascolto alla conoscenza, per giungere alla maturità dell’amore.

Il tema della lectio

Nella prima chiusura del Vangelo, Giovanni ricorda al discepolo-lettore di tutti i tempi qual è il senso del viaggio che egli ha compiuto: «Gesù, in presenza dei suoi discepoli, fece molti altri segni che non sono stati scritti in questo libro. Ma questi sono stati scritti perché crediate che Gesù è il Cristo, il Figlio di Dio, e perché, credendo, abbiate la vita nel suo nome» (Gv 20, 30-31). Giunto ormai alla fine del suo viaggio, emerge che la preoccupazione che ha accompagnato tutto il racconto non è soltanto quella di spiegare ai lettori la vita di Gesù, ma soprattutto quella di rendere loro credenti attraverso di esso. Il Vangelo, dunque, è un viaggio dentro la fede e in vista della fede in Gesù: il suo scopo è credere in Lui e ricevere in questo modo la sua vita.

Tra le modalità originali del suo modo di raccontare troviamo quello dei personaggi che si rapportano con Gesù. Giovanni ama descrivere gli incontri tra Gesù e alcuni personaggi che in modo più o meno prolungato si intrecciano col suo cammino. Attraverso di essi il Lettore-discepolo si può identificare, riconoscendo le proprie paure, i propri dubbi, le proprie resistenze al suo messaggio, ma anche l’incredibile forza della propria fede. Come ha scritto un grande esegeta «i personaggi formano il prisma che diffrange nei colori che il lettore può vedere, la pura luce della manifestazione di Gesù (R.A. Culpepper).

Si comprende, allora, la scelta della lectio di quest’anno: incrociare alcuni personaggi che incontrano Gesù come figure viventi della fede. Attraverso queste «figure delle fede» Giovanni intende farci entrare nel mistero di Gesù e provocarci a prendere una decisione, proprio come è accaduto loro.

L’itinerario della Lectio.

Suggeriamo, laddove possibile, di iniziare il percorso della Lectio con incontro introduttivo di zona che permetta di apprezzare l’intero cammino. Sarà premura del Centro Diocesano predisporre per questo un piccolo sussidio, con un suggerimento per la sua realizzazione, attraverso i linguaggi della bellezza, dell’arte, della rappresentazione, della musica, della cura della buona lettura.

Dal vivo le varie “figure della fede” in Giovanni potranno anticipare il senso del loro cammino e invitarci all’ascolto della loro testimonianza.

Il percorso di Lectio si articolerà poi in cinque incontri:

PRIMO INCONTRO

“Voce di uno che grida nel deserto”

Giovanni il Battista, il testimone fedele (Giovanni 1, 19-28)

SECONDO INCONTRO

“Venite e vedrete”

La chiamata dei discepoli (Giovanni 1, 35-51)

TERZO INCONTRO

“Qualsiasi cosa dica, fatela”

Maria, la mediatrice (Giovanni 2, 1-12)

QUARTO INCONTRO

“Vuoi guarire”?

Il paralitico della piscina di Betzaetà (Giovanni 5, 1-17)

QUINTO INCONTRO

“Tu hai parole di vita eterna”

La crisi dei discepoli e la fede di Pietro (Giovanni 6, 59-69)

Se anche tu desideri far partire un percorso di lectio divina nella tua parrocchia o comunità pastorale non esitare a contattarci.

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