Editoriale FUCI

Le figure che hanno segnato la storia dell’Europa

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Le elezioni del Parlamento europeo, che si terranno il 26 maggio, sono sicuramente una sfida epocale. L’Europamarcone però non è sempre stata come oggi la conosciamo, né nella pratica né nella teoria di chi l’ha ideata. Propongo di seguito il profilo e le idee di alcune importanti figure storiche che sono considerate fondatrici dell’Unione Europea. La storia, che è maestra, può aiutarci a scegliere come votare, ma soprattutto può aiutarci a capire come vivere l’Europa.
Il primo è Konrad Adenauer, un democratico pragmatico, instancabile unificatore, primo Cancelliere della Repubblica federale di Germania, che fu alla guida di quest’ultima dal 1949 al 1963, cambiandole radicalmente il volto nel dopoguerra. Adenauer contribuì inoltre a stabilire il peso che oggi la sua nazione ha in Europa. Un caposaldo della sua politica estera è rappresentato dalla riconciliazione con la Francia. Insieme al Presidente francese Charles de Gaulle determinò una svolta storica: nel 1963 Germania e Francia, nemiche per antonomasia, firmarono un trattato di collaborazione destinato a divenire una pietra miliare per l’integrazione europea.
L’idea di convivenza pacifica fra stati promossa da queste scelte politiche venne appoggiata in quel periodo anche dalla Santa sede. Giovanni XXIII fu promotore del concetto di “comunità dei popoli” ponendo l’accento sul fatto che questa organizzazione non fosse un semplice insieme di stati ma un amalgama di nazioni che, sentendosi fondatrici della comunità, avessero anche la premura di perpetuarla e far sì che si riaffermasse a livello mondiale, introducendo conseguentemente il concetto di “coscienza europea”.
Infine Paolo VI, prima nella Evangelii Gaudium, con la proposta di coinvolgere i laici nella costruzione della “città dell’uomo”, poi nella Popolorum Porgressio, invitando implicitamente l’Europa a volgere lo sguardo verso i problemi dell’Africa, affermò definitivamente il sostegno della Chiesa ai progetti, e alla mentalità aperta e lungimirante, della UE.
Alcide De Gasperi, esponente della lotta cattolica contro il fascismo in Italia, della quale anche la FUCI fu protagonista, dal 1945 al 1953, in qualità di Presidente del Consiglio e Ministro degli Affari Esteri, preparò la strada per il futuro del proprio Paese negli anni del dopoguerra. Promosse iniziative indirizzate alla maggior collaborazione in Europa occidentale, lavorando alla realizzazione del Piano Marshall, e creò stretti legami economici con altri Stati europei, in particolare la Francia.
Lo statista Robert Schuman, Ministro degli Esteri francese tra il 1948 e il 1952 è considerato uno dei padri fondatori dell’Unione Europea. Insieme a Jean Monnet elaborò il Piano Schuman, reso pubblico il 9 maggio 1950 e fondamento ideologico per la successiva nascita della Comunità Europea. Propose inoltre il controllo congiunto della produzione del carbone e dell’acciaio, i principali materiali per l’industria bellica. La sua proposta puntava al raggiungimento di una pace duratura in Europa: non avendo il controllo sulla produzione di carbone e ferro nessun Paese sarebbe stato in grado di combattere una guerra.
Winston Churchill, ex ufficiale dell’esercito, corrispondente di guerra e Primo Ministro britannico (1940-45 e 1951-55), è stato uno dei primi ad invocare la creazione degli “Stati Uniti d’Europa”. A seguito della Seconda Guerra Mondiale si convinse che solo un’Europa unita potesse garantire la pace. Era sua intenzione debellare una volta per tutte i germi del nazionalismo e del bellicismo europeo. Ma cosa avevano in comune tutti questi uomini?
Come dice Altiero Spinelli, uno dei più importanti italiani che contribuirono all’idea di “Europa”: “La federazione europea non si proponeva di colorare in questo o quel modo un potere esistente. Era la sobria proposta di creare un potere democratico europeo.”
L’idea di stare insieme, di dare forma all’Europa, era la prima vera risposta a secoli di guerre, nazionalismi e ostilità: per questi uomini stare insieme in Europa significava infatti vivere in pace e in fraternità tra uomini e donne, tra fratelli e sorelle.
Allora c’è da chiedersi: oggi possiamo stare ancora bene insieme?
Nascita delle lingue romanze che crearono per la prima volta un collante europeo

Si potrebbe affermare tuttavia che l’idea di Europa sia nata in modo addirittura spontaneo. La continua ricerca filologica che i monaci del medioevo svolgevano per tradurre in latino testi originariamente scritti in altre lingue ha portato, mischiata varie sfumature che la lingua latina aveva all’interno delll’Europa geografica dell’epoca, alla formazione delle lingue romanze. Questo evento ha portato alla perdita progressiva della lingua latina ma è stata capace, alo stesso tempo, di far crescere la coscienza di “origine comune” dei cittadini europei, legati dal collante della lingua.

Come è nato il concetto di Europa? Come è nata praticamente l’Europa politica? Da chi è stata voluta?

La ricerca filologica dei monaci medievali è stata la prima tappa nella formazione della coscienza europea. La fine della lingua latina e l’affermazione delle lingue romanze hanno significato da un lato il termine (apparente) dell’Europa geografica, intesa fino ad allora come impero romano, e dall’altro la nascita dell’Europa politica, ovvero un insieme di stati uniti da un passato comune.

Marco Casetti, Giurisprudenza

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