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Lettera di Silvia Landra a don Franco Carnevali

don franco carnevali

Caro amico don Franco,

ho appena saputo della tua morte e sto ancora facendo fatica a contenere le lacrime. La bellezza dei ricordi invade in modo tumultuoso il cervello, tanta amicizia condivisa che rivivo in molti momenti indimenticabili e soprattutto quel fiume di gratitudine che ti dobbiamo in centinaia per averci aiutato a crescere. Tante volte mi dicevi: “Dai Silvia, scrivi qualcosa che ti viene veloce”, ma adesso scrivere di te non è facile.

Sono tanti i contesti e le comunità che ti hanno conosciuto e apprezzato e che ora ti piangono. Uno di questi è l’Azione Cattolica ambrosiana, alla quale ti sei dedicato anima e corpo, come facevi in tutte le cose: per due trienni assistente del Settore Giovani (dal 1992 al 1998, quando io ho avuto la fortuna di essere vicepresidente giovani con te, con Mario e con Francesco) e poi assistente adulti e unitario, per un periodo anche dell’ACR. E’ indescrivibile la passione che ci hai messo nell’evento di Leccogiovani 92, perché l’AC della Diocesi si trovava per tre giorni a convegno proprio nella terra dove tu per molti anni eri stato coadiutore.

Conoscevi tutti, ci spronavi davanti ad ogni difficoltà, tiravi fuori sempre il meglio di noi. Un lavoro indefesso per sostenere la Pastorale Giovanile della diocesi, centinaia di frequentatissime scuole per educatori e responsabili, i lavori del Sinodo quarantasettesimo sulle tante tematiche su cui eravamo in prima linea: la risposta giovane sempre pronta ai fatti del nostro tempo, tante discussioni fino a notte fonda sul volto della Chiesa del Concilio.

Tanta promozione associativa, tu sempre al nostro fianco a dire quanto era bello e forte ciò che facevamo, lavori di scrittura dei programmi, degli articoli, delle lettere, degli itinerari formativi, anche con la collaborazione nelle commissioni nazionali del Settore Giovani di AC per la “sussidiazione” dei nuovi catechismi della CEI.

Un numero di settimane formative a santa Caterina Valfurva da guinness e in essa centinaia di giovani, di educatori, di responsabili, di studenti, di lavoratori, di giovani pronti all’età adulta che tu hai ascoltato, incoraggiato, accompagnato. Ma poi anche la tua attrazione per i due tiri al pallone, le chiacchierate, le discussioni accese, i momenti di svago, lunghi viaggi in auto, le grandi risate.

Ecco, ora mi trovo ad esprimerti in modo ufficiale la gratitudine a nome della bella associazione che ancora rappresento e insieme, da amica, a vivere con il Signore un dialogo schietto fatto di tanti sentimenti contrastanti e tante domande.

Abbiamo pregato per la tua guarigione, ma ora ti sappiamo felice nell’abbraccio del Padre, in dialogo con Eugenio Zucchetti, con Maria Dutto, e con le centinaia di soci di AC in cielo e di tanti uomini e donne che hai conosciuto, aiutato, amato.

Ti avremmo voluto ancora qui e nello stesso tempo riconosciamo nella fede che hai fatto il grande passo.

Siamo vicini con tanto affetto ai tuoi familiari, ai nipoti di cui sei orgoglioso, alla mamma e al papà che ora torni ad incontrare nella misteriosa gloria infinita di Dio.

Ora, intercedi per noi che stiamo facendo fatica.

Silvia Landra, presidente di Azione Cattolica ambrosiana

    4 Commenti

    • Mi unisco al ricordo affettuoso di Silvia e piango anche io questo nostro pastore ed amico che come dice giustamente Silvia ha sempre saputo tirare fuori il meglio di noi , svelandoci il volto del Padre ed incoraggiandoci sempre ad essere migliori e conformi all’immagine del Padre.Credo che siamo una associazione fortunata , molto fortunata perché nella nostra vita abbiamo potuto conoscere tante persone che veramente hanno amato la Chiesa ed il Signore. E don Franco è in questa schiera di santi che brillano come lo splendore del firmamento, perché hanno indotto molti alla giustizia. Grazie don franco.

    • Caro Don Franco

      E’ un grande dolore vederti andar via. Proprio due giorni fa riguardavo le foto del mio matrimonio e ti vedevo giovane e sorridente, sull’altare con gli altri concelebranti. Grazie per essere stato con noi e per averci aiutato nel cammino della vita. Ho da chiederti un favore. Dove adesso sei tu, nella luce di Dio, c’e’ anche una bambina. Si chiama Sophia. La riconoscerai: e’ molto bella, sorride sempre e ha la sindrome di Down. Dille che le vogliamo bene e che la mamma, il papa’, il fratello e la sorella la pensano sempre. Pregate insieme per noi, per la nostra fatica, per aiutarci a superare questo dolore del veder andar via chi si ama. Stateci vicini, insieme ai tanti altri che amiamo, e vivono con voi adesso nella pienezza della comunione dei Santi. Con tanto affetto e grande gratitudine, Rosa

    • Caro don Franco, io ho avuto il privilegio di conoscerti un po’ “da dietro le quinte” quando -ormai oltre due decenni fa- ho svolto il mio servizio come obiettore di coscienza in centro diocesano, diventando a un certo punto di fatto anche il tuo segretario e trascorrendo a contatto stretto con te giornate di lavoro lunghe e intense per diversi mesi. Ho quindi ricordi e motivi di gratitudine un po’ speciali.
      Grazie per la tua passione educativa e la tua dedizione totale all’Ac e alla Chiesa, con la tua capacità di lavoro assolutamente “mostruosa” per quantità ed intensità (che chi non ha visto da vicino non può immaginare) in anni in cui l’Ac, e la Pastorale Giovanile diocesana con cui vi era stretta collaborazione, erano anche “macchine” grandi e complesse.
      Grazie per come ti adattavi a cenare per settimane intere di fila con un semplice panino al salame, fino a non poterne fisicamente più, tra una riunione e l’altra e prima di correre a una Scuola della Parola.
      Grazie per quanto ti fidavi di me.
      Grazie per come ti sforzavi di smussare il tuo carattere irruento, per le tantissime volte che di fronte a qualcosa che non filava liscio o a qualcuno che non reggeva il tuo ritmo ti ho visto sbattere la porta dell’ufficio con un diavolo per capello e poco dopo tornare ad aprirla, trovando modi diversi per scusarti, spesso con l’offerta di un gelato, di cui eri così ghiotto.
      Grazie perché i tuoi giudizi erano sempre trancianti, spesso ruvidi ma mai offensivi, e grazie anche per il tuo senso dell’umorismo che esplodeva in risate fragorose e contagiose fino alle lacrime, soprattutto quando c’era Silvia a fare da “detonatore”…
      Non ti sei risparmiato e hai dato davvero tutta la tua vita. Anche se è difficile comprenderlo, possiamo quindi dire che non ti è stata tolta: sei tu che l’hai donata.
      Dopo i giorni in cui abbiamo pregato per la tua guarigione e ci sembra di non essere stati esauditi, a me torna alla mente una frase di Bonhoeffer ascoltata per la prima volta dalla tua voce a conclusione di una lectio e che da allora per me è indissociabile dalla tua persona: “Dio non esaudisce tutte le nostre richieste, ma adempie tutte le sue promesse”.
      Dal cielo prega con noi e aiutaci a sperare sempre nel compimento delle promesse di Dio.

    • Grazie per avermi insegnato, come si deve, da adolescente (ma poi in altre preziose occasioni) come si gioca a briscola chiamata senza tenersi carichi in mano. Mi associo alla preghiera del popolo che hai amato, perché la tua presenza educativa possa accompagnarci sempre.

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