Consigli di lettura Editoriale

Maria Dutto: «Ho proprio questo sogno!»

OI - Maria Dutto, Conv. Cattolica 1997

“Nel Vangelo – scrive Maria Dutto su un foglietto – Gesù ci dimostra che ascoltare donne non era una formalità: guardava la loro vita, raccoglieva desideri e tensioni, non le lasciava in disparte, non chiedeva loro di starsene a casa, ma si faceva seguire. Le amava e le sanava. Questo è il mio sogno riguardo alla presenza delle donne nella Chiesa. Per questo ho ancora un po’ di forza, tanta voglia di vita, quella che il Signore mi lascerà”

Nel 2001 ho iniziato la collaborazione con la redazione di “in dialogo”. Conoscevo la fama di Maria Dutto perché, negli anni ’80, seguivo con interesse e curiosità il cammino profetico del Gruppo promozione donna da lei fondato insieme a Marisa Sfondrini. Grazie ad una amica consegnai la copia cartacea di uno scritto da anni nel cassetto.Maria Dutto - questo è il mio sogno 10002Parlavo del protagonismo delle donne nella passione, morte e risurrezione di Gesù. Il giorno dopo la consegna squillò il telefono di casa. Era Maria Dutto che, entusiasta, si  congratulava ma, con tono determinato, mi disse che dovevo assolutamente pubblicarlo perché sarebbe stato apprezzato da molti. Così è nato il mio primo libro Donne nel respiro di Ruàh, con una madrina inaspettata e profetica. Ero sbalordito e contento! Nel giro di pochi mesi il libro si esaurì, ci volle la ristampa per esaudire le continue richieste. Maria Dutto aveva ragione!

E’ nata un’amicizia e una gratitudine profonda. Conservo le sue lettere, i bigliettini, che – Dutto non amava molto il computer – mi scriveva e spediva con la posta ordinaria. Mi voleva bene e le ho voluto bene! Una donna che ha pagato di persona le incomprensioni, le ostilità, a volte durissime. Prima donna eletta alla presidenza dell’Azione cattolica ambrosiana in un tempo sociale difficile. Eppure ha saputo navigare controcorrente, sia perché amava la quotidianità della Parola, sia perché – anticipando papa Francesco – a suo modo chiedeva alla Chiesa lo spazio del rispetto, del servizio e non della servitù, la partecipazione della donna conquistandola sul campo. In Curia, quando c’era un problema grosso da risolvere, era consuetudine dire: «bisogna parlarne con la Dutto». «E’ necessario – dice papa Francesco – ampliare gli spazi di una presenza femminile più incisiva nella Chiesa. Il genio femminile è necessario nei luoghi in cui si prendono le decisioni importanti. La sfida oggi è proprio questa: riflettere sul posto specifico della donna anche proprio lì dove si esercita l’autorità nei vari ambiti della Chiesa». Tutta la vita e le scelte, compresi gli errori – se ce ne sono stati – di Maria Dutto hanno anticipato l’auspicio pastorale, ed evangelico, di papa Francesco.

Quando padre Martini divenne vescovo di Milano, Maria Dutto era Presidente diocesana dell’Azione cattolica. Nella prima udienza con Martini rimase piacevolmente colpita. Contrariamente al consueto protocollo, l’Arcivescovo «ci interrogò – scrive su “in dialogo” (n. 7 luglio/agosto 2002) – amabilmente e cordialmente desiderando conoscerci. […] Voleva conoscerci e sapere altra di noi, cioè quello che eravamo come persone. Uno stile di ascolto e di interesse che scioglieva timidezze e rigidità e apriva alla confidenza, a sentirlo “padre” come fu sempre per l’Azione cattolica e per ciascuno di noi». Maria Dutto capì subito che Martini, come ha fatto Gesù nel Vangelo, desiderava ascoltare le donne! Nell’autunno 2007 intervistai Maria Dutto, a tema la storia al femminile e i sogni nel cassetto (“in dialogo”, n.8 nov/dic 2007). L’intervista merita la rilettura, sia per la sua straordinaria attualità, sia per la profezia contenuta nella parte finale dove Maria Dutto parla del suo sogno nel cassetto per l’Azione cattolica e la chiesa. Un sogno che il Convegno posticipato dell’Azione cattolica ambrosiana non potrà farne a meno.

«Ho un po’ di sogni – dice Maria Dutto – che riguardano le donne. Sogno un’Ac, una Chiesa, che ascoltano, che si lasciano filtrare dalle difficoltà, dai discorsi, dalla mentalità, dalla concretezza e anche dalle prospettive che le donne hanno. Questo dialogo può essere profiucuo se capace di portare dentro i programmi l’essenziale che le donne vivono. Ho proprio questo sogno! Mi pare giunto il momento per cui alle donne siano aperte tutte le possibilità, ma con loro ci sia il confronto da sorelle. Mi piacerebbe che i Vescovi (dico una cosa che alla mia età spero di poter affermare) ci interpellassero quando fanno un documento proprio per ascoltare quello che pensiamo. Se siamo le portatrici della vita, allora il domani andrebbe pensato insieme.  Questo il mio sogno da perseguire senza spaccature, ma con un dialogo nella comunione. Un dialogo, uno stile come quello di Gesù che si siede al pozzo e ascolta; come quello di Gesù che va in casa degli amici e ascolta Marta e Maria; come quello di Gesù che fa questa esperienza persino nel miracolo, sotto l’influsso della Madre, alle Nozze di Cana. Cambia l’ora del miracolo! Va da Marta e Maria e piange, cambia i suoi programmi e risuscita Lazzaro».

Silvio Mengotto

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