Consigli di lettura Editoriale Gruppo Teologico

Matteo De Matteis. Nuovi riti per celebrare la Pasqua in casa

chiarazambon e matteodematteis

Care socie e cari soci,

è ormai probabile che non potremo celebrare la Pasqua comunitariamente nelle nostre chiese. La Curia sta infatti preparando un sussidio per pregare in quarantena durante la settimana santa (cf comunicato del Vicario Generale).

I più audaci tra i pastori (http://www.settimananews.it/pastorale/se-pasqua-cadesse-nella-emergenza/) e i teologi (https://www.cittadellaeditrice.com/munera/la-liturgia-in-quarantena-e-un-modello-di-celebrazione-di-a-grillo-e-m-festi/) hanno già cominciato a sognare in grande.

E’ l’invito che faccio anch’io a tutti noi: oltre al sussidio della Curia e agli orari delle trasmissioni in TV, approfittiamo dell’occasione per immaginare segni, gesti e parole che possano esprimere liturgicamente nelle nostre case la fede nella Pasqua di Gesù.

Mai come quest’anno possiamo cogliere l’opportunità di sperimentare nuovi riti: la situazione è occasione. E’ occasione per riscoprire ciò che il popolo ebraico ha mantenuto e la Chiesa ha perduto: la famiglia come comunità domestica, la ritualità famigliare, i sacramentali della vita famigliare (cf Benedizionale, pag 121-126). E’ occasione per riscoprire ciò che forse i fratelli riformati hanno valorizzato più di noi cattolici: il sacerdozio battesimale. E’ l’occasione infine per ricucire la frattura tra fede e vita, che solo ognuno di noi può compiere per sé.

Non c’è bisogno di essere teologi o liturgisti per inventare nuovi riti: il popolo di Dio già lo fa da secoli, attraverso ad esempio lo sviluppo delle “devozioni” (rosario, novene, lectio divina etc…). Attingiamo allora alla nostra memoria, alla nostra esperienza e alla nostra fantasia guidata dallo Spirito! Così facendo, quando questo dramma sarà passato e torneremo nelle nostre chiese, potremo aiutare le celebrazioni con le intuizioni che avremo avuto mentre eravamo in quarantena e permettere così alla liturgia della Chiesa di rinnovarsi, di aggiornarsi, di essere più capace di parlare alla nostra vita e di celebrare la nostra fede. E’ sotto gli occhi di tutti infatti la difficoltà a dare alle nostre celebrazioni uno stile capace di intercettare appieno il nostro vissuto.

Anche il popolo di Israele, in quarantena quell’ultima notte prima di fuggire dall’Egitto, con il timore che lo Sterminatore colpisse anche i loro figli, celebrò nelle case la prima cena pasquale: un rito che ogni famiglia avrà vissuto a modo suo e con il suo stile, a partire da un comune nucleo centrale (la ricetta dell’agnello).

Qualcuno penserà: sì, va bene, sono belle teorie, ma da dove cominciare?
Risponderei che già la nostra casa è piena di altari e le nostre relazioni sono piene di riti: riconosciamo ad essi il loro spessore spirituale e viviamole come la liturgia della nostra fede. Perché noi siamo laici, chiamati ad imparare come preghiera e azione sono inscindibilmente connesse se vissute con l’amore di Dio nel cuore:

 “Poiché troviamo nell’amore un’occupazione sufficiente, non abbiamo cercato il tempo per classificare gli atti in preghiere e in azioni.

Troviamo che la preghiera è un’azione e l’azione una preghiera; ci sembra che l’azione veramente amorosa è tutta piena di luce. […] Ci sembra che l’azione perfettamente compiuta là dove ci viene reclamata innesta noi in tutta la Chiesa, ci diffonde in tutto il suo corpo, ci fa disponibili in essa […] È per questo che i nostri piccoli atti, nei quali non sappiamo distinguere fra azione e preghiera, uniscono così perfettamente l’amore di Dio e l’amore dei nostri fratelli […] Allora la vita è una festa” (Madeleine Delbrel, Noi delle strade)

Il che non vuol dire che basta agire e non serve pregare, ma che possiamo trasformare in riti i gesti e le parole della vita quotidiana, come ha fatto Gesù istituendo il Sacramento dell’Eucarestia a partire da una cena come mille altre vissute con i suoi amici.

Nei due articoli linkati sopra possiamo trovare belle idee molto concrete per celebrare nelle proprie case.

Allora, buon cammino verso la Settimana Autentica!

Matteo De Matteis

Presidente AC Gallarate-centro

Membro del Gruppo teologico

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