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Memoria del futuro. Da 150 anni il prete al servizio dell’Ac

assisi

Martedì 30 gennaio 2018 ore 3,30 della notte milanese: un pulmino (tipico mezzo da viaggio oratoriano), con a bordo sei preti “ambrosiani” assistenti di Azione Cattolica, parte dalla Chiesa di San Giorgio al palazzo in via Torino per raggiungere Assisi, precisamente Santa Maria degli Angeli, e partecipare così, nella città del Poverello, al Convegno Nazionale promosso dall’Associazione.

La tempistica di questo viaggio (chi scrive ha già consigliato per il prossimo anno una partenza “più umana”) fa emergere con assoluta chiarezza il desiderio che abitava il cuore di ciascuno di noi: vivere un breve ma intenso momento di fraternità e di ecclesialità con presbiteri al servizio dell’Azione Cattolica, provenienti da tutte le Diocesi italiane. Così è stato.

Con queste poche righe desidero condividere con voi alcune parole ed esperienze che hanno reso “grande” questa occasione che si è conclusa alle ore 17.00 del 31 gennaio 2018 in piazza Missori a Milano. Sono parole che devono trovare posto nello zaino del laico di AC e del prete assistente perché l’Azione Cattolica è sempre stata una casa e una scuola di comunione per i laici e di formazione permanente per i presbiteri.

Prima parola: fraternità. Sono stati giorni (forse è meglio dire “ore”) di fraternità tra noi, preti milanesi, con i fratelli preti della nostra “lunga” Italia, con i frati di Rivotorto che ci hanno accolto nel loro Convento e con tutti coloro che abbiamo incontrato lungo il viaggio ed ad Assisi. Ogni incontro è stato l’occasione per aprirci all’altro con un racconto personale, un sorriso, una condivisione delle fatiche ed un incoraggiamento per il cammino futuro, con uno sguardo “nuovo” perché condiviso con altri, presbiteri e laici con la passione per il Vangelo.

Seconda parola: missione. Matteo Truffelli, presidente nazionale di Azione Cattolica, nel suo intervento che abbiamo ascoltato martedì 30 gennaio alle ore 9.30, forse un po’ assonnati, ha raccontato l’impegno di tutti perché l’Azione Cattolica sia più missionaria e più popolare per rispondere alle urgenze del nostro tempo, per fare nostra la prospettiva di Papa Francesco nella sua Evangelii Gaudium. L’assistente insieme ai fratelli laici darà forma ad una associazione e quindi, ad una chiesa, sempre più audace e creativa, capace di abbandonare la comodità del “balcone” da cui si guarda senza giocarsi per scendere in strada ed “attraversare” gli spazi ed i tempi nei quali l’uomo di oggi vive.

Terza parola: sinodalità. L’Azione Cattolica è un laboratorio per i fedeli laici e per i preti di discernimento comunitario, di esercizio di quella sinodalità che allena i fedeli laici a vivere “da cittadini degni del Vangelo” e i preti a essere “servi premurosi del Popolo di Dio”. Mons. Gualtiero Sigismondi che è intervenuto nella mattinata di mercoledì 31 gennaio ha concluso il suo strepitoso intervento dicendo: “L’Ac ha bisogno di assistenti che preghino e insegnino a pregare, disponibili a lasciare la piazza ai laici per presidiare piuttosto l’altare e il confessionale”.

Che bello! Un sogno irrealizzabile? No, nell’Azione Cattolica, vivere così è storia!

Una storia che continua da 150 anni e non smette di generare futuro!

Don Daniele Gandini, assistente di AC per la Zona Pastorale di Varese

5 Commenti

    • Grazie a te ed a tutti i laici che con passione amano il Mondo e la Chiesa!
      Grazie a don Luca, don Alessio, don Paolo, don Franco e don Fabio che con me hanno vissuto questa bella esperienza!

  • Davvero bello operare spalla a spalla presbiteri e laici. A partire dalla fraternità attraverso la corresponsabilità nei differenti ruoli facendoci davvero compagni di strada. Grazie a tutti

  • Davvero speciale questo entusiasmo del mio parroco e assistente Ac, che coinvolge tutti e invita al cammino. Il mio parroco don Daniele è così come scrive, sente la Chiesa, in entrata e in uscita e vive ogni attimo nel cammino insieme a tutti. Grazie don Daniele per esserci, per sostenerci, per averci dato questa voglia di metterci in gioco come AC e come Chiesa. Nel cammino si vive l’incontro e nell’incontro Dio parla. Eccome parla. Grazie a tutti questi assistenti sacerdoti AC, forse un po’ pazzoidi, ma innamorati della vita e pronti a partire. Don tu sei abituato a mezzi sommari, guidavi la multipla come me…..l’importante è il viaggio, ricordi? La prossima volta ti portiamo noi laici ad Assisi….

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