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Messe ancora senza popolo: i vescovi italiani contro la decisione del governo

Roma, 26 settembre 2016.
Il card. Angelo Bagnasco tiene la prolusione  del Consiglio Permanente CEI

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  • Mentre scrivo, la notizia è già vecchia perché le cose sono state meglio precisate ed il governo ha “allentato le maglie” delle disposizioni. Mi spiace però, anche se a freddo, dover esprimere il mio rispettoso disaccordo con il comunicato dei vescovi, soprattutto per il tono che giunge a espressioni francamente fuori luogo quali “vedere compromesso l’esercizio della libertà di culto”. Ora, tutto si può dire e di tutto come cattolici italiani possiamo lamentarci, ma una frase del genere la lascerei ai nostri fratelli che vivono nel mondo una “Chiesa delle catacombe”, e senza andare troppo lontano la lascerei ai nostri fratelli Islamici ai quali la possibilità di riunirsi a pregare in luoghi di culto degni è impedita da decenni con i più vari pretesti da amministratori -locali e non- magari mediatici baciatori di crocifissi. Io sono invece grato a questo traballantissimo governo che in questa emergenza epocale sta operando con tutta la lucidità che è possibile in un frangente di questa portata epocale: inevitabilmente rimodulando giorno per giorno secondo l’evolversi della situazione, e inevitabilmente con qualche sbavatura o scivolone. Mi pare che l’intento più che lodevole (ed evangelico) sia quello di tutelare la vita e la salute, qui con riferimento soprattutto ai più fragili: gli anziani che sono i più assidui frequentatori delle funzioni religiose, e non certo per conculcare la libertà di culto, che alle nostre latitudini non autorizza proprio motivi di lamentela. E’ verità di fede che “sine dominico vivere non possumus” e che la Chiesa nasce dalla Eucaristia, ma non credo proprio che qualche altra settimana di incolpevole “digiuno sacramentale” possa minare la fede di alcuno, anzi mi sembra che in questo periodo stiano nascendo qua e là forme nuove che neppure ci sognavamo (meno tridentine?), e che la fantasia inesauribile dello Spirito ci può sorprendere là dove meno ce lo aspettiamo, se solo guardiamo più in là del nostro naso e non ci perdiamo in lamentazioni.

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