Consigli di lettura Editoriale

Metti una sera al Refettorio ambrosiano – di Alessandro Colombo

refettorio ambrosiano

Mario Fani, Giovanni Acquaderni, Armida Barelli, Luigi Gedda, Alberto Marvelli, Vittorio Bachelet, Giuseppe Lazzati, Piergiorgio Frassati, Carlo Carretto. Ho fatto soltanto alcuni nomi di una lista che potrebbe davvero essere infinita e che rappresenta tutti coloro che dal 1867 in poi hanno voluto vivere la propria fede e la propria appartenenza alla Chiesa nella forma dell’Azione Cattolica.

Quest’anno 2017 l’Azione Cattolica ha compiuto 150 anni e questo particolare anniversario è stato festeggiato dall’Azione Cattolica del nostro decanato Zara con una serata che si è tenuta il 28 ottobre presso il Refettorio Ambrosiano di piazza Greco e che ha visto la presenza, come autorevole relatore, di Luca Diliberto , già vicepresidente per il settore giovani dal 1989 al 1992 e presidente della cooperativa in dialogo dal 2005   al 2008.

Luca, nato a Milano nel 1963, è sposato con Chiara dal 1993, ha tre figli e dal 1990 insegna presso l’Istituto Leone XIII, retto dai padri gesuiti. Laureatosi in Storia del Cristianesimo nel 1988 presso l’Università degli Studi di Milano, ha pubblicato volumi e saggi su figure e vicende della storia della Chiesa italiana nel Novecento; ha dato un contributo all’avvio dell’archivio Lazzati e, con l’Opera Madonnina del Grappa di Sestri Levante, alla diffusione della conoscenza di Padre Enrico Mauri, primo assistente ecclesiastico della Gioventù Femminile.

Per tutte queste ragioni, oltre per il fatto che per molti di noi è stato amico e compagno di viaggio del cammino associativo per tanti anni, gli abbiamo chiesto un contributo per aiutarci a riflettere e rileggere questi 150 anni. Anni nei quali, giova ricordarlo, la storia dell’Associazione si è intrecciata con la storia dell’Italia, dalla formazione dello stato unitario alla proclamazione della Repubblica, e ancor più con la storia della Chiesa diventando un luogo fecondo e privilegiato di formazione e organizzazione del laicato cattolico.

L’Azione Cattolica nasce in diocesi di Bologna attraverso l’iniziativa di alcuni giovani tra cui Mario Fani e Giovanni Acquaderni. Armida Barelli e Padre Enrico Mauri nel 1918 fanno nascere in diocesi di Milano (ma nel volgere di pochi anni diventerà nazionale) la gioventù femminile. Un fatto che per noi sembra scontato e tranquillo allora non lo era. Questa iniziativa apre la partecipazione femminile alla vita della Chiesa e contribuisce a rendere particolarmente popolare e capillare la presenza associativa.

Dobbiamo anche pensare che a differenza di oggi la pastorale non era cosi strutturata ed organizzata e quindi l’Azione Cattolica ha avuto il pregio, il merito e l’attitudine di colmare un vuoto dando cosi una opportunità di formazione, di apostolato e di crescita spirituale che altrimenti non ci sarebbe stata.

L’Azione Cattolica ebbe un ruolo decisivo nel formare anche laici adulti capaci di farsi carico della città attraverso l’assunzione di responsabilità civili. Di fatto per molti anni i quadri e i dirigenti della Democrazia Cristiana giunsero dall’Azione Cattolica. Nel secondo dopoguerra l’Azione Cattolica giunse ad avere tre milioni di iscritti , ma nelle parrocchie riusciva a coinvolgerne almeno il doppio.

Luca ha espresso in pillole la storia dell’Azione Cattolica dichiarando subito il limite del suo compito.

In poco più di un’ora era impossibile raccontare 150 anni di storia. Ma riflettendoci ora, posso dire che, seppur nella brevità, Luca è riuscito davvero bene in questo compito. Ci è riuscito non solo per la sua comprovata competenza in materia, ma anche perché essendo in associazione dall’età di 16 anni ha saputo profondere nella sua relazione tutta la passione, l’entusiasmo, la gioia e la convinzione di chi l’Azione Cattolica l’ha fatta   e l’ha vissuta.

A questo proposito è bello ricordare, come lui ha fatto, che una delle prime persone da lui incontrate in AC è stata la “nostra” Giuseppina Brasca che ha saputo coinvolgerlo con attenzione, rispetto e sensibilità nei primi passi del cammino associativo.

Luca, al termine dell’esposizione storica, ha tentato, da buon laico di AC, di attualizzare la storia passata per intravedere delle piste sulle quali lavorare nel futuro. L’Azione Cattolica oggi ha un senso perché – ha detto – può essere capace di interpretare questo presente guardando ai segni del futuro che vi sono dentro. E – ha aggiunto- gli snodi in cui si è articolata la storia dell’AC sono dati da un’attenzione prettamente profetica del reale: l’AC ha cresciuto generazioni di laici capaci di questa profezia sul reale.

In questo senso il futuro presente può voler dire questa cosa, siamo presenti nell’oggi, ma contemporaneamente possiamo sognare il futuro.

Partendo dalla constatazione che l’AC ha saputo dare il meglio di sé quando si è addentrata in terreni che altri frequentano poco, Luca ha proseguito con i suoi “ sogni “:

1° Perché non creare l’Azione Cattolica Migrati   per coinvolgere tutti coloro che provenienti dall’estero ormai vivono stabilmente all’interno delle nostre città e offrire loro un cammino di formazione alla corresponsabilità ecclesiale?

2° Lo statuto pratico dei laici : cosa deve essere un laico per essere un buon cristiano?  Da laici, proprio perché viviamo questo sulla nostra pelle, dovremmo disegnare un itinerario percorribile da tutti che tenga conto della concretezza della vita quotidiana. Questo per evitare di imporre pesi inutili.

3° Proporci come luogo privilegiato per un ascolto continuato e meditato della Parola all’interno della nostra diocesi continuando la consegna lasciateci a suo tempo dal Cardinale Martini: quale posto hanno i giovani? Quale posto hanno i ragazzi? Assumerci questo compito garantirebbe organicità e omogeneità evitando che l’estemporaneità di singole iniziative faccia passare questo aspetto come un pallino di pochi.

Noi questo non possiamo permetterlo.

A margine di quanto detto da Luca Diliberto durante tutta la serata, io da cronista , debbo annotare la profonda attenzione con cui è stato seguito e ascoltato da più di 90 persone. A un certo punto mi sono reso conto che perfino i volontari del refettorio che stavano preparando la cena per noi con la solita maestria, si sono fermati in un ascolto assorto.

Vi è stato poi spazio per un breve dibattito dove Luca è potuto intervenire per completare e illustrare altri aspetti del cammino associativo.

La cena offerta dal Rifugio Ambrosiano e voluta da Felice Indovino, organizzatore della serata, come segno di condivisione concreto fatto dall’AC verso chi è nel bisogno, ha offerto la cornice per continuare in un clima di festa e fraternità la conversazione   e lo scambio di idee, esperienze, ricordi.

Abbiamo avuto anche la gioia di essere stati visitati da don Gianni Zappa , Assistente Unitario della diocesi , don Massimo Fumagalli e da don Ambrogio Piantanida . La loro presenza ci ha davvero riempito di gioia e gratitudine.

Da segnalare inoltre la presenza , anche a nome della presidenza tutta , di Chiara Grossi, vice presidente degli Adulti.

Paolo Danuvola, verso la fine della serata, è intervenuto per raccontare il futuro della Cooperativa In dialogo, mentre Roberto Nobile ha fatto gli onori di casa raccontando e presentando l’attività svolta, da ormai quasi tre anni, dal Refettorio Ambrosiano.

Concludo questo mio racconto esprimendo la mia gioia per la serata vissuta e per la presenza importante e preziosa di Luca Diliberto. Credo che l’Azione Cattolica, oltre che essere luogo di crescita nella fede, scuola di santità, palestra del dialogo e del confronto, resta con la sua diocesanità e la sua partecipazione alla vita della Chiesa, la garanzia migliore per una presenza non episodica e sporadica, ma fedele, continuativa, capace di sacrificio   senza personalismi e autoreferenzialità , dentro un cammino molto più grande di noi che ci precede e continuerà anche dopo di noi…

Alessandro Colombo

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