2 Commenti

  • Ma perché in un articolo come questo così equilibrato e completo non si parla anche di quello che la maggior parte della popolazione italiana sperimenta quando incontra i rom? Non parlarne significa amplificarne il peso

    • Rispondo ad Ambrogio

      Gli italiani, compresi non pochi cattolici, non sanno nulla e ignorano, o lo vogliono, una realtà che non conoscono (anche non pochi giornalisti). Non è un giudizio, è una constatazione! Nel mio articolo parlo di questo. L’espressione le sembrerà forte, ma credo che il tema dei rom è una “periferia” non frequentata, o conosciuta, dai cattolici e gestita, con cinica intelligenza da non pochi leader populisti. Una gestione di “pancia”, non di governo del problema. Gli italiani, sin da piccoli, sono convinti – anzi sono stati convinti – che il popolo Rom è nomade per natura. E’ una bugia colossale che, ripetuta nel tempo e nei secoli, è diventata una falsa “verità” pericolosa.
      L’articolo che definisce “equilibrato e completo” (ne sono grato) paradossalmente parla di ciò che gli italiani, compreso i cattolici, non sanno per questo la “paura” e la malavita esercitano un potere vasto e straordinario. La responsabilità di chi ruba è personale, non può essere estesa ad una etnia, a un popolo, si finisce nel razzismo travestito di verità assoluta. Io non sottovaluto la “paura”, specie di chi non si conosce, che deve essere rispettata, capita e analizzata, mai cavalcata dalla pancia, così ci si rifugia – aggravando il problema – nella torre merlata dell’egoismo. Questo sì impedisce di parlare con i rom e proporre loro un cammino nella responsabilità. Moltissimi milanesi, e non solo, ignorano che negli ultimi dieci anni, grazie a molti volontari sconosciuti, Casa della carità, Caritas Ambrosiana, Comunità di Sant’Egidio, padri Comaschi hanno proposto e aiutato l’inserimento e l’integrazione di moltissime famiglie rom nel tessuto sociale urbano e milanese: scuola, lavoro, casa, ma soprattutto l’attivazione di una responsabilità verso la propria autonomia. Senza questo l’integrazione vera non scatta. Nessun regalo buonista! Concludo: la Chiesa, anni fa, ha beatificato lo spagnolo gitano Gimènez Malla, più conosciuto in altre realtà, pochissimo dai cattolici. Grazie della sua cortese attenzione.

      Silvio Mengotto

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