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Papa Francesco a Milano – intervista a mons. Gianni Zappa

don gianni zappa

Papa Francesco ha visitato le terre ambrosiane sabato 25 marzo. Grande è l’entusiasmo che ha lasciato ed è giusto cominciare a riflettere sul senso di questa visita e sui prossimi passi che la diocesi di Milano è chiamata a fare. Ne parliamo con mons. Gianni Zappa, Assistente unitario di Azione Cattolica ambrosiana.

Come verrà ricordata la visita di papa Francesco nella nostra diocesi?

“E’ stata una visita che ha toccato il cuore della gente e ha risvegliato molte coscienze. Prima ancora delle parole pronunciate dal Papa, ha parlato il suo programma. È entrato in Diocesi incontrando non semplicemente la periferia ma le persone che la abitano. Una città è sempre fatta di persone, prima che di luoghi. Ha deciso di trascorrere con i carcerati più tempo che con chiunque altro. Ci ha mostrato concretamente cosa vuol dire Chiesa in uscita”.

In che modo i fedeli hanno risposto al Papa?

“La visita del Papa nella diocesi di Milano ha fatto emergere la forza, la grandezza e la bellezza della nostra Chiesa. Il popolo di Dio ha risposto. Ha risposto nonostante le fatiche e il grande impegno richiesto per partecipare”.

Si parla infatti di un milione di persone.

“Non lasciamoci suggestionare dai numeri. Conta molto di più come Il popolo di Dio ha partecipato. Voleva vedere il Papa da vicino, voleva ascoltare le sue parole dal vivo. Eravamo in tantissimi ma ciascuno ha avvertito come se il Papa parlasse a lui, non ad una massa. Questo vuol dire che il popolo di Dio ha sete, ha bisogno di quelle parole, di quei gesti, di quelle sollecitazioni che il papa ha saputo dare.

Lei era presente nel Duomo durante l’incontro con i sacerdoti, i diaconi e i consacrati. E a Monza, concelebrando insieme al Santo Padre. Cosa l’ha colpita di più?

“Mi sembrava di sentire che venivano messe in ordine cose che come Azione Cattolica abbiamo più volte evidenziato. E questo mi ha fatto pensare che siamo sulla strada giusta. Questa è la rotta che dobbiamo mantenere. Mentre papa Francesco spiegava come la Galilea fosse la periferia in cui Dio ha scelto di inserirsi, a partire dal sì di Maria, ho ricordato “Cittadini di Galilea”, il testo che l’assistente nazionale di Azione Cattolica, mons. Mansueto Bianchi, aveva scritto insieme a Matteo Truffelli e Luigi Alici. Siamo sulla strada giusta”.

Nella giornata di sabato il papa ha richiamato diverse volte alcuni passaggi della sua esortazione apostolica Evangelii Gaudium. Non è ancora stata compresa del tutto?

“Molti di noi hanno già letto l’Evangelii Gaudium. Ma non basta. Bisogna riprenderla. Lì possiamo trovare il forte motivo ispiratore di tutte le nostre scelte associative: il tempo è superiore allo spazio, la realtà supera l’idea, il tutto è superiore alla parte, e la necessità di avviare processi più che elaborare progetti a tavolino. L’Evangelii Gaudium sia la nostra bussola per i prossimi anni. E’ un testo da riprendere, rileggere e meditare di nuovo. Personalmente e in gruppo”.

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