Consigli di lettura Editoriale

Quale Europa vogliamo? – di Silvia Landra

silvia landra

Quale Europa il 26 maggio?

Il parlamento Europeo è l’unico organismo dell’Unione che chiede il voto diretto di tutti i cittadini. Le elezioni del 26 maggio ci chiamano all’impegno come abitanti della casa comune e come cristiani appassionati della storia che stiamo vivendo. L’adesione al Vangelo ci sensibilizza continuamente a tutto ciò che riguarda il “noi”, ad ogni percorso di sostegno vicendevole, ad atti concreti di costruzione della comunità.

C’è una tentazione da vincere subito, ed è quella di pensare che la principale questione sia scegliere se essere europeista o euroscettico come fosse un’alternativa secca. Questa Unione Europea ha tradotto il sogno della pace in valori condivisi, ha migliorato la stabilità economica e sociale di paesi che nello scenario internazionale sarebbero briciole se non potessero concorrere insieme, ci permette di varcare confini con la sola carta d’identità in tasca sentendoci abitanti della stessa casa, offre i vantaggi che ogni soggetto plurale può offrire in termini di creatività, crescita, sostegno, sviluppo. L’impoverimento socio-culturale e la recessione economica sarebbero i prezzi da pagare se non fossimo parte di questo processo che ci connette e che trova le sue radici più profonde nella custodia della concordia sociale. Il tema di fondo sta nella qualità delle politiche che riusciamo a fare insieme, soprattutto in merito ai temi oggi più scottanti, come le risposte al terrorismo o all’impatto dei flussi migratori. C’è da studiare, da migliorare, da capire come affrontare le nuove sfide e non perdere la speranza. L’adesione acritica non fa bene alla buona politica, in Italia come in Europa.

Ci sono conoscenze di base sull’Unione Europea e sui suoi organismi che andrebbero diffuse e condivise, a cominciare dai più piccoli. Si fa molto ma non abbastanza se ancora così tante persone sono convinte che l’Europa possa essere un soggetto autonomo sovranazionale che può decidere al posto dei singoli Paesi. Sono ancora troppo pochi coloro che conoscono bene con quale delicatezza ogni discussione e ogni testo all’interno degli organismi dell’Unione Europea sia tradotto in tutte le lingue degli Stati membri e ogni decisione venga presa con il consenso di tutti i Paesi. Non è escluso che a partire dalla nostra stessa AC si pensino molte più azioni concrete e precise di formazione sull’Unione Europea e sul suo reale funzionamento. Nozioni chiare e parole semplici su questo tema possono nutrire un senso di appartenenza all’Unione Europea che sia capace di non escludere nessuno, di parlare al cuore di tutto il popolo.

E’ utile guardarci dal rischio della retorica sull’Europa. Così come oggi non giova alla vita della Chiesa continuare a decantare i bei tempi in cui si era numerosi a frequentare le messe senza domandarsi cosa significa essere significativi in una posizione di minoranza, in merito all’Unione Europea non serve limitarsi a portare l’attenzione sui valori rocciosi che hanno sostenuto la fase fondativa e che tuttora danno senso alla cooperazione tra i Paesi. Ciò non basta per dire come si fanno oggi le politiche economiche, di accoglienza, di difesa dei diritti umani, di lotta alla povertà e ai criminali, di promozione della cultura a partire dalla difesa di un patrimonio storico-geografico meraviglioso, di attenzione al clima e all’ambiente.

Da credenti ci aspettiamo di partecipare e contribuire a discorsi positivi e costruttivi sulle scelte per l’Europa. Sproniamoci a vicenda a capire meglio le singole questioni in gioco, ed anche ad usare un linguaggio maturo e informato. Conosciamo al meglio i candidati e lo stile con il quale si pongono e propongono. Facciamo tesoro anche ora dei molti insegnamenti che ci vengono dalla palestra dell’AC: porsi nel mezzo, creare alleanze, tessere legami, sviluppare resilienza, invocare la comunione, promuovere dialogo, valorizzare la diversità, sopportare le fatiche per un bene più grande, metterci al servizio perché anche i più piccoli possano trovare casa, valorizzazione e speranza, affrontare senza timori anche i temi più difficili confidando nell’aiuto degli altri. Crediamo che sia lo stile con il quale possiamo crescere e far crescere cittadini europei degni del Vangelo.

Silvia Landra

Presidente Azione Cattolica ambrosiana

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Segnaliamo alcune delle tante iniziative che sul territorio sono state organizzate con tema: Europa.

Locate Varesino

Cesano Boscone

Milano

Gallarate

Insieme per l’Europa

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