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Quaresima: Istruiscimi come tu vorrai – di don Cristiano Passoni

don Cristiano Passoni

Da un po’ di tempo a questa parte sono affascinato dalle Chiese che si sporgono sulle strade di Milano, che insistono, solo un poco defilate, su vie affollatissime, quasi a custodire, a lato, qualcosa che la vita rischia di perdere, persa nel suo inesorabile flusso. Lungo la via si vedono uomini e donne che camminano in tutte le direzioni. La fretta nasconde il vocio dei discorsi, delle mille chiamate in corso. Affari, amori, vacanze e cose di ogni giorno si intrecciano a comporre il grande affresco della vita. A lato un povero coccola il suo cane, quando i suoi occhi non sono persi in uno sguardo rasoterra, che spunta da povere coperte: ma come si vede la vita dal basso, a pochi centimetri dalla strada? Chi sa? E tutto questo, misto alla grande varietà di profumi, di odori e dei rumori del traffico.

Ecco, in mezzo a questo vivace e colorito conglomerato di case, di gente, di vita, vi sono le chiese. Con le loro cupole che guadagnano il cielo, indicano i luoghi messi a parte da un’antica e meticolosa cura per Dio. Sono infatti chiese bellissime, talora nascoste da umilissimi accessi. Ma quando vi entri ti trovi subito a casa, come se fossi atteso da tempo. Sono, infatti, spazi senza voci rumorose, senza movimenti frenetici o gesti impazienti. Sono spazi tranquilli che parlano un linguaggio diverso dalla strada che li lambisce. Per quanto la loro bellezza attragga, non vogliono essere musei per visitatori di un giorno. Piuttosto, invitano a rimanere, a stare in silenzio, a prendere tempo, ad ascoltare con attenzione e a riposare con tutto il proprio essere. Che ne sarebbe della città senza questi spazi? Valgono quanto un’oasi in mezzo al deserto. Nella loro essenzialità, infatti, richiamano un’indispensabile protezione nella quale poter sentire, in silenzio, la Parola dalla quale provengono tutte le parole. Invitano sovranamente a riposare nel mistero della Presenza dalla quale trovano verità tutte le azioni. Si tratta del mistero dell’intimità tra Dio e ogni essere umano. Dunque, di una realtà smisurata. Senza di essa la vita correrebbe il pericolo di perdere il suo vero centro.deserto silenzio cammino

Ecco, mi è venuto spontaneo, avvicinandomi alla Quaresima, rivolgere il pensiero a ciò che lo sguardo mi ha offerto da qualche tempo. Accanto a questo stanno le domande di sempre, mai invecchiate o inutili: Che significa il ritorno di questo nuovo tempo di Quaresima? Il viaggio è da tempo noto a ciascuno e le condizioni saranno identiche: perché avviarmi di nuovo? Ecco, capisco che questo nuovo tempo assomiglia alle chiese accanto alle strade, riferisce di un centro che non può essere smarrito, di parole in cerca di senso, di azioni in cerca di un ordine: la Pasqua di Gesù. Ma come vivere questo accesso?

A Nazareth, Charles De Foucauld dedicò un anno intero a scrivere delle considerazioni sulle feste dell’anno. Nella prima domenica di Quaresima del 1898, volle trasportarsi spiritualmente nel deserto per vivere un ritiro con Gesù. Desiderando tenere compagnia al Maestro, mentre era in preghiera intima col Padre, chiedeva la grazia di contemplare il Suo mistero, ben consapevole della sua piccolezza. Eppure era così felice di essere presso di Lui:  «Oh! mio Dio, tu che sai così ben contemplare tuo Padre, insegnami a contemplarti! Io sono talmente piccolo bimbo… Io non so dire neanche A A A! … Ma sono presso di te… Non oso turbare la tua meditazione per chiederti di insegnarmi: ma senza cessare di contemplare tuo Padre tu puoi parlarmi nel profondo dell’anima senza lingua né parola, e dirigermi come vuoi tu, o celeste direttore!»

Impareggiabile, certo. Ma ugualmente, non sapendo quali parole usare per chiedere di entrare in questo nuovo tempo di Quaresima, in cammino verso la Pasqua, potremo senz’altro prendere a prestito le sue, non senza qualche salutare commozione: «Istruiscimi come tu vorrai, io sono troppo semplice per indicare i mezzi all’Onnipotente, ma istruiscimi, mio Signore Gesù, e insegnami a contemplarti perché io passi gli occhi sui tuoi occhi in tutta questa Quaresima, e che anche ti consoli il più possibile, e faccia la tua volontà, in te, da te e per te, mio Signore e mio Dio… E io oso aggiungere, o Beneamato Gesù, fai la stessa grazia a tutti i tuoi figli, poiché tu li ami tutti! Amen». Buon cammino.

Don Cristiano Passoni – Assistente Generale Azione Cattolica ambrosiana

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