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“Quelli della porta accanto: vicini o lontani?” – di Simone Ranzani

A split screen showing an angry woman pounding on the wall to her neighbor

Partecipare a questo incontro sull’abitare sociale (come dicono i giovani d’oggi) o sulla vita fraterna (come dicono i più maturi) è stato per me come aver scoperto l’acqua calda e adesso trovarmi in un mare caldo…diciamo alle terme!

Io, giovane di buone speranze che pensava di essere l’unico a desiderare un mondo in cui vivere “vicino ai vicini” tanto da promuovere quest’anno il progetto AvVicinati per giovani coppie, vedo comparire una mail dalla segreteria AC e non appena leggo le parole “porta accanto”…”vicini”…mi si drizzano le antenne (ormai sta diventando una malattia!) e mi iscrivo subito all’incontro.

La commissione famiglia, sulla scia del discorso alla città del nostro Arcivescovo “Per un’arte del Buon Vicinato”, ha pensato bene di far parlare gli esperti in materia: Cristina Pasqualini, sociologa presso l’Università Cattolica, e Giusy e Silvio Songini, esperti in “materia pratica”.

Cristina inizia il suo intervento fornendoci giusto qualche dato: 6 persone su 10 non si parlano tra vicini di casa (tra le cause il poco tempo e l’allarmismo dei media), si registra una diffidenza nei confronti dello straniero tra le fasce adulte, mentre una risposta più positiva da parte dei giovani, le persone sole rappresentano circa il 30% dei vicini e sono un numero in crescita e,  in quanto a fiducia negli altri, i Paesi del nord sembrano essere in testa (Danimarca, Finlandia, Paesi Bassi) mentre l’Italia arranca.

Insomma un panorama che fa pensare: ma allora Milano è veramente la città dalle porte serrate? C’è un fondo di verità in tutto questo e non lo si può negare, ma spesso non conosciamo e non guardiamo quei movimenti sotterranei della città che si diffondono lentamente e senza fare chiasso , ma che diventano indispensabili sorgenti di vita.

Per cominciare a farci un’idea Cristina ci propone qualche video simpatico sul buon vicinato da cui emerge che entrare in relazione con i vicini è cosa buona e giusta e soprattutto semplice…basta avere una buona scusa e un po’ di creatività!

Lo spirito creativo del “buon vicino meneghino” si spinge ben oltre semplici pubblicità, porta ad esempio a creare realtà di Cohousing (case con spazi e progetti comuni), comunità di famiglie che si uniscono per accogliersi e accogliere, e le Social Street su cui Cristina si sofferma in particolare, in quanto oggetto del suo studio. Fenomeno di origine bolognese, le Social Street non sono altro che strade sociali in cui le persone, a partire da una pagina Facebook, creano occasioni di incontro delle più disparate: c’è chi ogni domenica mattina scende in strada con il suo tavolino da campeggio e offre caffè + chiacchiere (da mangiare e non solo), chi a Natale mette un albero in strada invitando chi passa ad addobbarlo con una pallina e ad incontrarsi poi per un brindisi, chi organizza la festa di strada (si chiude la via e via con la tavolata), chi organizza il giro turistico della via guidati dal Cicerone autoctono dispensatore di ricordi, storie e passione….insomma di tutto e di più, nessuno escluso: è una gara a chi si mette in gioco di più. Ad oggi sono ben 77 social street a Milano e stanno diventando una moda virtuosa.

Per dare la possibilità di approfondire il tema, Cristina ci parla di un suo libro nato da una ricerca disinteressata sul tema dell’abitare sociale: “Vicini e Connessi”, disponibile gratuitamente online dal 16 Febbraio.

Ma in condominio invece? Il luogo della proprietà privata e della libertà privata? Dov’è finito lo spirito creativo? Ce lo racconta la famiglia Songini: in Silvio e Giusy, tornati da una riunione condominiale, nasce il desiderio di favorire le relazioni tra vicini: perché non diventare consigliere? Perché non fare una festa di condominio? 200 condomini….della serie solo cose facili! Eppure cominciano loro due soli soletti ad invitare e a proporre, la cosa piace e si crea una squadra motrice di condomini… insomma ad oggi non solo la festa di condominio è il momento più atteso dell’anno, ma si vive una quotidianità di piccoli gesti che fanno compagnia, le tensioni tra condomini si attenuano per fare spazio alla pazienza e all’ascolto. Nelle puntuali discussioni tra condomini (che rimangono sempre e comunque se no sarebbe il condominio della “Mulino Bianco”) si respira una nuova tolleranza e non basta più un incontro all’anno, ma le feste diventano stagionali!

…E così, nel silenzio della nostra città, senza che i TG (purtroppo) ne parlino, si riconferma com’era stato predetto 2000 anni fa che non bastano le ansie, le paure e l’indifferenza del tran tran quotidiano a chiudere le porte dell’Amore…e navigar m’è dolce in questo mare caldo!

Simone Ranzani

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Ecco i materiali audio dell’incontro:

Pasqualini

Songini

Interventi

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