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QUESTA VOLTA VOTO!

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Il 26 maggio voteremo per eleggere i nostri rappresentanti al Parlamento Europeo per il quinquennio 2019-2024.
Si tratta dell’unico organo dell’Unione Europea eletto direttamente dai cittadini degli Stati membri.
Esso condivide il potere legislativo (voto sugli atti normativi) con il Consiglio dell’UE (composto dai ministri degli stati membri competenti per materia). L’iniziativa legislativa è invece monopolio della Commissione Europea (composta da delegati competenti indicati dai singoli stati e il cui presidente è eletto dal parlamento).
Il parlamento ha 2 sedi principali: Bruxelles (in cui si riuniscono tutte le commissioni) e Strasburgo (in cui si svolgono alcune sessioni plenarie). In ogni legislatura vengono eletti 2 presidenti del parlamento, con mandato di due anni e mezzo ognuno, che ne presiedono i dibattiti e le attività e lo ernestorappresentano a livello internazionale ed europeo. L’attuale presidente, che sta per terminare il mandato, è l’espone italiano Antonio Tajani.
L’Italia esprime i suoi 73 rappresentanti (a seguito del rinvio della Brexit) che siederanno poi in gruppi transnazionali a seconda dello schieramento politico.
Ai fini delle elezioni l’Italia sarà divisa in 5 circoscrizioni: Nord-occidentale, nord-orientale, centrale, meridionale, insulare. La nostra legge elettorale prevede un sistema proporzionale puro con soglia di sbarramento al 4%. Si vota tracciando una X sul simbolo della lista prescelta accanto al quale ogni elettore può scrivere fino a tre nomi di candidati (a patto che almeno uno dei tre sia di sesso diverso rispetto agli altri).
Tristemente, l’affluenza alle elezioni europee è scesa dal 62% (1979) al 42% (2014), questo dato spaventa oggi come mai alla luce del recente exploit dell’euroscetticismo.
È importante votare perché questo è il modo principale che ogni cittadino dell’UE ha per esprimere la propria opinione prima dell’approvazione di norme che sarà poi tenuto a rispettare. Esiste inoltre a tale scopo il diritto di iniziativa dei cittadini europei (ICE) attraverso il quale è possibile invitare la Commissione a presentare una proposta appropriata su materie in merito alle quali tali cittadini ritengono necessario un atto giuridico dell’Unione.
Nell’ultima legislatura molti provvedimenti importanti sono stati votati dal parlamento europeo su materie molteplici: i flussi migratori, la ripresa post-recessione economica, il terrorismo, le crisi regionali (Siria, Africa), le minacce nazionaliste e protezioniste (da USA, Russia, Turchia), il bilancio comunitario, la sicurezza dei voli aerei e i diritti dei passeggeri, l’abolizione del roaming, il sostegno agli agricoltori, la protezione dei dati, il libero accesso a internet, il divieto alle plastiche monouso.
Purtroppo non è possibile votare lontano dal proprio luogo di residenza per cui tanti studenti fuorisede che preferiscono non cambiare la residenza dovranno tornare a casa per il voto, si potrà tuttavia usufruire delle agevolazioni per il viaggio che saranno presto rese note dal ministero degli interni.
Ricordiamoci che l’articolo 48 della Costituzione definisce il voto non solo un diritto ma anche dovere civico e cerchiamo quindi di arginare l’astensionismo dilagante (magari cercando di convincere anche un nostro amico o familiare). Facciamolo per il nostro futuro e non rassegniamoci allo status quo, d’altronde anche Papa Francesco invita tutti i giovani a non perdere mai la speranza!

Articolo di Ernesto Sposato

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