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Quest’estate? Un campo di volontariato

mani giovani volontariato

Il campo per me è…

“Che farai quest’estate?”

“Prima vado via con i miei amici, poi qualche giorno con i miei e a fine agosto partecipo a un campo di volontariato”

“Che bello! Con chi, dove?”

“E’ organizzato dall’Azione Cattolica, a Lecco.”

“Ah, vicino, pensavo andassi lontano…”

Vicino. Un campo di volontariato vicino…

Ma c’è proprio bisogno di andare lontano e fare grandi cose per vivere un’esperienza stra-ordinaria?

Pensando al campo, mi tornano alla mente luoghi, volti, momenti ma anche oggetti e frasi; semplici simboli che inseriti nel giusto luogo e contesto, acquistano una carica emotiva e personale che va oltre all’uso pratico.

Se me lo permetti, ti porto a fare un giro per Lecco, la mia Lecco, quella che ho conosciuto e apprezzato grazie all’esperienza del campo di volontariato.

Ok, allora sali in macchina:

Lasciandoci alle spalle Milano, metti in stand by per una settimana qualsiasi altra cosa. Avvicinandoti all’uscita Lecco Bione, sulla SS36, cominci a pensare ai volti di chi parteciperà: dei tuoi amici che vedi spesso e di quelli che non vedi mai, delle new entry e di chi è all’ultimo anno, che è già pronto a lavare i piatti di plastica colorata la prima sera.

Già vedi il lago, cos’è Lecco senza il lago? Abbiamo pulito anche qualche spiaggia, ma il lavoro è ancora lungo e questa volta – forse – il costume servirà davvero.

Ci stiamo avvicinando a Pescarenico, si vede l’Esselunga, luogo di enormi spese, la caserma dei Carabinieri, la fabbrica di cioccolato che sovrasta un campo da calcio, bene ci siamo!

E’ lì la nostra meta, l’oratorio di Pescarenico, via Guado 4.

Oltre al già citato campo da calcio, ottimo per giocare e per celebrare la Messa con il Resegone come cornice, l’oratorio ci offre un campo da basket e pallavolo che, una sera all’anno, diventa per noi un cinema all’aperto.

Al piano terra troviamo il salone, dove gustiamo ogni sera prelibatezze dettate dall’estro dei nostri preziosi cuochi che lavorano nelle retrovie.

Salendo le scale, ci spostiamo nella zona notte. Al primo piano dormono i ragazzi, chi dentro, chi sul balcone. A quanto pare, tra gli adolescenti maschi, non sei abbastanza forte se non dormi all’aperto, cosa che non accade invece al piano superiore, adibito alle ragazze.

Altri due luoghi sono fondamentali per la vita all’interno dell’oratorio:

la cappellina, che ci permette di dare un senso alle nostre giornate di lavoro, di chiederci il perché e per Chi abbiamo scelto di passare questa settimana e di approfondire un tema grazie al libretto appositamente preparato; e le docce.

Una delle prime regole che un buon “aciessino” (studente di ACS) impara è “la doccia è un dovere concesso”. Ossia: se un responsabile ti dice che è il momento per fare la doccia la fai, altrimenti no. E’ così che si sopravvive in gruppo.

Ma andiamo oltre; anche se l’oratorio è uno snodo fondamentale per la nostra settimana, l’obiettivo del campo di volontariato è quello di rivolgersi al territorio e ai lecchesi, di uscire, con tutti i mezzi che abbiamo a disposizione, pullman di linea, macchine e piedi, pronti a raggiungere ogni realtà che richieda il nostro aiuto.

Seguendo i movimenti del gruppo andiamo in Piazza Garibaldi durante i tornei sportivi o sui sagrati di alcune delle chiese principali, dove effettivamente rendiamo visibile agli occhi della cittadinanza il nostro impegno anche grazie alla vendita di alcuni prodotti dell’Equo Solidale.

Se raggiungessimo i ragazzi al lavoro andremmo a Maggianico, zona sud di Lecco, dove ci sono almeno tre strutture diverse, oppure sopra l’ospedale, in cui ne possiamo vedere altre due o in zona stazione altre, ma non vorrei disturbare i ragazzi che hanno la possibilità di instaurare relazioni tra di loro e con gli ospiti dei centri. Imbiancare pareti insieme permette di conoscersi!

Che ne dici di ampliare lo sguardo? Saliamo un po’.

La vista dal campanile di San Nicolò è davvero bella, soprattutto sapendo di contribuire alla pulizia di questo monumento storico, grazie all’aiuto di due veri monumenti viventi, quali Ugo e Gaetano, ex membri della protezione civile ora nonni dell’ACS ad honorem.

Da quassù possiamo vedere altri luoghi che regalano ricordi. Piazza XX settembre e il nostro, ormai storico, flash mob, la sede della Protezione Civile, nostra spalla per un po’ di tempo, e tutti i luoghi segnati dal passaggio di Manzoni che, grazie alle serate a tema, conosciamo come le nostre tasche.

Mi sembra di averti portato in giro abbastanza. Per oggi il viaggio, il mio viaggio, finisce qui, per ognuno è diverso, perché non trovare il tuo? Partiamo il 18 agosto, basta dircelo e ti aspettiamo.

Non saremo andati lontano, ma ci abbiamo lasciato il cuore, ed è ciò che vorremmo tornasse in mente ai ragazzi in ogni loro giornata di scuola: non è necessario andare lontano per metterci passione, iniziamo da qui.

Letizia Ricci

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