Consigli di lettura Editoriale

Riconoscenti al Vescovo Dionigi

11222899-kcvG-U11003905585059tnH-1024x576@LaStampa_it

L’Azione Cattolica ambrosiana si unisce alla preghiera di tutta la Diocesi per il Cardinale Dionigi Tettamanzi ed esprime grande riconoscenza per il servizio che in tanti anni di sacerdozio ha reso alla nostra Chiesa, in particolare negli anni in cui è stato nostro Arcivescovo.

I suoi messaggi, i suoi scritti, i suoi gesti e le sue parole, rivisitati oggi, sono di una straordinaria lungimiranza e attualità.

Risuonano ancora vive alcune sintetiche espressioni che egli amava coniare e offrire, non solo alla Chiesa, come fossero slogan: “I diritti dei deboli non sono diritti deboli”; “Bisogna saper cambiare, non continuare a ripetere: abbiamo sempre fatto così”. In particolare ai sacerdoti ripeteva sovente riferendosi all’agire pastorale: “Lavorare tutti, lavorare meglio, lavorare insieme”.

Tra i suoi scritti vogliamo ricordare i tre percorsi pastorali dedicati alla famiglia, compresa già come “soggetto di evangelizzazione” e la lettera “Il Signore è vicino a chi ha il cuore ferito”, indirizzata agli “sposi in situazione di separazione, divorzio e nuova unione”.

Il Vescovo Dionigi era consapevole del cambiamento d’epoca che ancora stiamo vivendo come Chiesa e come Società; una consapevolezza annunciata subito nel primo e articolato percorso pastorale “Mi sarete testimoni”. Ciò lo ha indotto anche a scelte coraggiose per la Diocesi, a partire dalla costituzione delle “Comunità pastorali”. Ricordiamo quanto tale scelta fece discutere e come oggi invece sia praticamente vissuta come un passaggio inevitabile nell’organizzazione della geografia diocesana. Anche nei confronti della società civile non sono mancate iniziative esemplari, su tutte, la costituzione del “Fondo famiglia – lavoro”, proposto la notte di Natale del 2008, quando iniziava la crisi economica, che il Vescovo Dionigi leggeva soprattutto come crisi del lavoro che avrebbe penalizzato molte famiglie.

Sapeva essere rigoroso e coerente. Non si lasciava turbare da polemiche che il più delle volte si rivelavano ideologiche e strumentali. Amava rispondere che dai frutti si riconosce l’albero buono. Anche a chi gli rimproverava la necessità di preservare le radici (quali?) rispondeva allo stesso modo: “bisogna guardare i frutti per verificare se le radici sono vive”. Lo sguardo del Vescovo Dionigi non era teso all’immagine bensì alla vita della gente. Amava la gente, gli piaceva stare in mezzo al popolo, distribuendo sorrisi e strette di mano che avevano il sapore di un concreto messaggio di vicinanza, di comunione, di accoglienza, di solidarietà. Oggi lo diremmo “Un Pastore con l’odore delle pecore”, sempre con “la gioia del Vangelo nel cuore”.

Con l’Azione Cattolica era molto esigente. Ricordiamo molto gli stimoli e le tante esplicite esortazioni a guardare avanti con più coraggio. Fin dal suo primo intervento alla Associazione – omelia all’Azione Cattolica del 8 dicembre 2002 – ebbe a dirci: “Andate! Vivete cioè con rinnovato slancio missionario anche oltre i confini delle nostre comunità ecclesiali. Testimoniate Gesù e il suo Vangelo là dove – da laici, fieri di esserlo – vivete la vostra vita di ogni giorno: in famiglia, a scuola o al lavoro, nei luoghi del tempo libero, nella società, nel mondo della cultura, dell’economia, della politica. Il vostro essere cristiano si veda anche lì, senza ostentazione, ma nella concretezza delle scelte e delle azioni di ogni giorno”. Sono parole che oggi sentiamo profondamente radicate nel cammino associativo.

“Caro Vescovo Dionigi, ti ringraziamo per averci accompagnato lungo un tratto del cammino della nostra Chiesa. Hai saputo stare davanti a noi aprendoci il cammino; hai saputo metterti in mezzo a noi con parole e gesti di esortazione, di conforto e solidarietà; hai saputo portarti dietro a noi, anche al passo di chi faceva fatica, alzando la voce nei confronti di chi voleva correre, affinché nessuno si perdesse.

Ora amiamo pensarti in Paradiso, insieme ai tuoi amici e ai tuoi Vescovi predecessori con i quali continui la preghiera per ciascuno di noi e per la nostra amata Chiesa ambrosiana”.

 

Gli Assistenti e la Presidenza di AC

Scrivi un commento