Milano News - Milano Territorio Vicino ai nostri soci

Ricordo di Gigi Galbusera

Gigi galbusera

Caro Gigi,

Mentre entravo nella sala rianimazione sapevo che le tue condizioni di salute erano precipitate. Sul letto eri immobile, a fatica parlavi e respiravi. Con dei gesti semplici, ma efficaci, un giorno hai chiesto la presenza di don Andrea che ha celebrato l’unzione degli infermi che desideravi tanto. Nel corridoio mi dicevo “e adesso di che cosa gli parlo?”. Quando ho incrociato i tuoi occhi scintillanti sei stato tu a rispondere alla domanda e sono rimasto sbalordito. Con la voce flebile hai detto “parlami di Sara, la tua nipotina”. Sino all’ultimo la tua passione era per la vita, il futuro: “parlami di Sara, la tua nipotina”. “Bisogna uscire da qui” era l’altra fase che, con fatica, ripetevi con tutti. Sono le ultime note della tua straordinaria fisarmonica che, da oggi, suona nello spazio senza tempo dove i santi aspettavano le tue note per cucire nell’infinito l’amore che hai donato a tutti, incominciando dalla tua famiglia. La battaglia si stava concludendo, ma la fisarmonica continuava a suonare. Un Natale di pochi anni fa, piano per piano, sei passato nel pianerottolo dell’intero caseggiato suonando la fisarmonica e augurando a tutti il buon Natale! “Bisogna uscire da qui!” e condividere con tutti i propri talenti. Così è stato il cammino della tua vita, della tua fede, sostenuto dall’amore della famiglia e del Signore. Con la fisarmonica della fede hai suonato melodie per tutti! Hai suonato nelle periferie più  scomode per vedere, ascoltare, sentire “l’odore delle pecore” assetate di speranza. Le più belle parole, seguite anche da fatti concreti a volte invisibili, sono state le tue note silenziose scritte nello spartito della quotidianità. Nessun politico è riuscito a “suonare” melodie alla gente: tu sì! Suonavi non per il consenso, ma per dare un senso alla vita! Per questo i tuoi amici, e fratelli, musulmani hanno pregato per te. Dopo la recita del rosario Laura mi dice: “Gigi ci mancherà tanto!” E’ vero! Ma tu hai seminato tantissimo, per questo non avremo mai la nostalgia della tua musica perché, per sempre e un giorno ancora, la ascolteremo ogni volta che ci fermeremo nelle difficoltà, nei dubbi, nel che fare? Dietro a questi angoli della vita, sbucherà la forza straordinaria delle tue note, della tua fede che ci sprona: “Bisogna uscire da qui”, bisogna amare la vita, costruire futuro! Ci aspetta la risurrezione. Un abbraccio!

Silvio e Mariagrazia

 

Scrivi un commento