Consigli di lettura Editoriale

Rispondere al futuro da cristiani – di Alberto Mattioli

alberto mattioli

E’ iniziato il 2018 e scrutando l’orizzonte percepiamo che il futuro è un immenso punto di domanda.

Capiamo che non sarà facile perchè dovremo tracciare nuove strade. Immaginare nuovi percorsi crea certo ansietà. Dopo un periodo di espansioni prolungate, di acquisizioni di grandi poteri conoscitivi e di ricchezza ci ritroviamo a cercare di decifrare i segni dei tempi. Nuove questioni locali e internazionali rimettono in discussione gli ordini acquisiti.

La crisi demografica che colpisce l’Italia (e in misure diverse anche tutta l’Europa) con l’invecchiamento della popolazione, crea profondi squilibri e alimenta le disuguaglianze. A farne le spese sono i giovani che hanno maggiori difficoltà a entrare nel mondo del lavoro ed acquisire una stabilità di vita.

Aumentano quindi gli espatri e il sistema di Welfare, gravato dagli oneri della senescenza, fatica a reggere l’equilibrio. L’elevato debito pubblico pesa come un mutuo a vita sulle nuove generazioni. Il forte fenomeno migratorio che da un lato è una opportunità per far fronte a queste carenze, dall’altro crea rigurgiti nazionalisti e protezionisti per il timore della perdita delle nostre identità, tradizioni e sovranità.

La vexata questio della nuova legge di cittadinanza detta “Ius Solis” ne è la prova. Le nuove frontiere robotiche dello sviluppo tecnologico pongono domande sulla futura capacità occupazionale mentre quelle bio scientifiche, cavalcate dal business,  riaprono delicate questioni antropologiche sulla vita, dal concepimento alla fine. La terra abusata dai nostri iper-sviluppi industriali presenta il conto con squilibri climatici allarmanti. Basta che non piova per qualche mese e tutti i nostri beni e sapienze rimangono annichiliti per l’impotenza dinnanzi alla forza della natura.

Se non bastasse, nuovi protagonisti mondiali minacciano la Pace mondo esibendo potenze nucleari di distruzione di massa. E in tutto questo la neonata Unione Europea arranca alla ricerca di non facili soluzioni.

Perché parlare è facile, fare è più difficile.

Il futuro mescola memorie e immaginazione. Servono nuove visioni, programmi, mezzi e impiego di capitali. Ma tutto questo non basterà se non poggerà su: competenza, coraggio e determinazione tenuti insieme da solidarietà e senso civico. Un paese è ciò che sono i suoi cittadini. E anche le fedi che risiedono e alimentano le nostre anime avranno un ruolo cruciale. E così forse meglio comprendiamo lo sforzo enorme di Papa Francesco per riconnettere il Vangelo con il prendersi cura degli uomini e delle case comuni. Cristiani portatori si speranza, profeti e pionieri del mondo che verrà.

Non possiamo invece permetterci il rischio dello spreco che viene da ambiziosi parolai litigiosi, incompetenti e inconcludenti. Dobbiamo pensare e agire costruendo strade nuove se vogliamo che la nostra vitalità si rinnovi. Non è facile eppure dobbiamo essere determinati a farlo.

Alberto Mattioli

    Scrivi un commento