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Scuola: ritorno… al futuro! – di Elisabetta Perego

lavagna pulita scuola

Settembre è il mese della ripresa per tutti, ma soprattutto è il mese in cui riprende la scuola.
Un anno scolastico porta con sé sempre tante novità: compagni e professori nuovi, nuovi libri, nuove esperienze, nuove nozioni…
Ma la scuola non è solo questo.
In questa decina d’anni d’insegnamento ho sempre avuto in testa un pensiero: “La scuola è il mondo”. Sì, perché entrare in una classe significa aprire gli occhi sulla società in cui viviamo: tipologie di famiglie sempre più complesse e “allargate”, ragazzi con una vita piena (di impegni) ma spesso fragili, nuove generazioni sempre più tecnologiche…

La prima cosa che balza agli occhi di ogni insegnante è la varietà che caratterizza ciascuna classe, circa 25 alunni, ognuno con il proprio bagaglio culturale, familiare, emotivo.

I ragazzi vivono la diversità nella quotidianità, con naturalezza, con simpatie e antipatie che vanno oltre le differenze che pesano a noi adulti. E’ perciò molto importante il ruolo dei genitori, insieme a quello dei docenti, soprattutto nell’educazione alla convivenza civile.

Quando mi viene assegnata una nuova classe cerco subito di far passare ai ragazzi l’idea di “classe”; mi piace usare la metafora del viaggio, da fare tutti insieme, alunni e insegnanti, anche se non si va d’accordo con tutti, anche se a volte costa fatica. Ogni anno scolastico è un viaggio con delle tappe, degli imprevisti, delle esperienze costruttive, dei momenti divertenti. Per essere davvero una classe i ragazzi dovrebbero capire l’importanza del rispetto per l’altro e dei suoi tempi, fino a comprendere il valore della corresponsabilità e dell’aiuto reciproco. E’ certamente un percorso lungo che non si esaurisce nei mesi di scuola, ma da lì si inizia a seminare.

Più che mai attuale è il tema dell’accoglienza, che a scuola passa attraverso il compagno più fragile, quello straniero neoarrivato in Italia, quello con difficoltà di apprendimento o disabilità. I ragazzi però sanno già accogliere, senza problemi di lingua, cultura e religione; lo si vede da come giocano e scherzano. Si imparano davvero tante cose in classe: un compagno ha un’insegnante che gli sta vicino perché ha delle difficoltà nello studio, un altro non porta la merenda a scuola per un mese come scelta religiosa e un altro ancora spesso non ha il materiale perché i suoi genitori non possono comprarglielo. Tutte queste differenze tra i ragazzi scompaiono nel momento in cui si è tutti compagni di un viaggio, ognuno con il proprio bagaglio, l’importante è camminare insieme.

Una delle fatiche maggiori per un insegnante è educare all’ascolto. Infatti, si nota subito come i giovani oggi siano spesso influenzati da modelli negativi di un modo di vivere per lo più individualista. Si fa fatica a farsi ascoltare, a parlare uno alla volta, a non alzare la voce. Se si aiuta i ragazzi ad ascoltare, poi impareranno anche a comprendere.

La scuola ha, quindi, un grande potere e una grande responsabilità: riuscire a stupire le giovani menti che si affacciano al mondo degli adulti, stimolando la loro sete di conoscenza. A volte mi torna alla mente la bella esperienza fatta come insegnante d’italiano a un gruppo di alunni stranieri; all’inizio di una lezione del mese di gennaio cominciò a nevicare e un alunno con tanta ingenuità e stupore mi chiese: “Prof, è questa la neve?”.

Dunque insegnare è proprio questo, accompagnare i ragazzi nel loro stupore aiutandoli a scoprire a fondo ogni cosa, rispondendo alle loro domande e formulandone delle altre insieme.

Gli insegnanti, come tutti gli adulti, per svolgere al meglio il loro ruolo educativo dovrebbero prima di tutto rispettare ogni ragazzo che si trovano davanti. Ognuno di loro è per prima cosa una persona, con un nome, fatta di sentimenti, fragilità, curiosità e interessi. Bisogna innanzitutto partire da quello che sono e dai loro talenti per fargli meglio apprezzare la conoscenza delle materie di studio.
La sfida della scuola forse è proprio questa: aiutare i ragazzi a fidarsi degli adulti e a lasciarsi guidare per crescere e conoscere insieme.

Buon anno scolastico a tutti e buon viaggio!

Elisabetta Perego, insegnante e socia di Azione Cattolica

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