Consigli di lettura Editoriale

Ripensare Seregno – di Donatella Fontani

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Indignazione, sicuramente; sconcerto grande, senza alcun dubbio; ma indifferenza e rassegnazione, di certo no. La vita insegna di continuo che si deve reagire: i sentimenti del primo momento vanno stemperati in una riflessione più seria e motivata, per non aggiungere errori a situazioni già difficili.

Di fronte alle gravi vicende della nostra città di Seregno, note ormai al Paese intero, tutti abbiamo espresso qualche considerazione, più o meno ad alta voce; ci siamo interrogati; abbiamo pensato e parlato…

L’appello dell’Arcivescovo, pronunciato proprio a Seregno, dal pulpito della chiesa di Sant’Ambrogio, nella serata di venerdì 13 ottobre, sottolinea l’urgenza di un impegno e di un riscatto a favore del bene comune per contrastare la condotta negativa di alti rappresentanti dell’amministrazione cittadina, di cui siamo tristemente al corrente.

Tante le porte aperte in tal senso: siamo in tanti a raccogliere e condividere una linea di intervento a sostegno del bene comune come valore imprescindibile per una città, nella ricerca di iniziative equilibrate, opportune e significative. La retorica, che in questi casi rischia di dominare e soffocare le intenzioni più vere, va messa definitivamente da parte, per lasciare spazio a considerazioni utili e schiette, in vista di posizioni trasparenti ed efficaci.

Avranno anche senso le manifestazioni pubbliche, le prese di posizione di chiara visibilità – come si dice oggi – ma quel che conta in verità è l’autentico discernimento da compiere: pensiamo e provvediamo alla formazione delle persone, dei ragazzi, dei giovani, perché certi valori sostengano la nostra vita di ogni giorno, in un rapporto di condivisione e di fiducia.

In secondo luogo, interveniamo con la necessaria informazione ed i riscontri possibili di fronte all’espressione del voto: non è vero che tutti i politici sono uguali, non è vero che tutti pensano solo ai propri interessi. Voglio credere e scommettere sull’onestà delle persone, sulla convinzione che il bene comune è ancora un valore.

Dal punto di vista cristiano è pur vero che uno, da solo, non riesce a condurre con successo determinate battaglie, ma ciascuno di noi deve ingegnarsi a vivere la Parola, ad intrecciarla nelle realtà personali e comuni di ogni giorno e per tutti i giorni dell’anno, ad ogni livello dell’esperienza, proprio come la dose giusta di sale nel cibo; in tutti gli ambiti vale la pena di adoperarsi con questo intento. Non ne esiste uno in cui la Parola non abbia cittadinanza, nel rispetto sacrosanto della libertà umana.

A noi il compito di non tradirla e declinarla, come si deve.

Donatella Fontani, cittadina di Seregno e socia di Azione Cattolica

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