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Settimana Autentica per interrogare la nostra fede – di mons. Gianni Zappa

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La settimana Santa, definita più correttamente “Settimana Autentica”, è il cuore della celebrazione dei misteri della fede, il centro dell’anno liturgico, la sorgente di ogni preghiera della Chiesa.

In essa riviviamo il mistero della passione, morte e risurrezione di Gesù.

Non significa fare una cronaca degli eventi, nemmeno raccontare una storia, bensì interrogare la nostra fede: cosa dice oggi a me la croce di Gesù? Cosa dice oggi la croce di Gesù alla Chiesa e al mondo? Sono disposto a seguire Gesù fin sotto la croce? Ad andare in ricerca di Lui nel giardino dove verrà sepolto? Saprò riconoscerlo sulla strada di Emmaus?

Lasciamoci dettare il significato del tempo dalla liturgia.

Vivere la liturgia è più importante della preghiera personale perché è la preghiera della Chiesa, è la contemplazione della Chiesa dei misteri della nostra salvezza.

La Domenica, nota come “Domenica delle palme” costituisce come un portale di ingresso alla settimana. Gesù entra a Gerusalemme e si avvia a compiere la volontà del Padre, non fuggendo dagli eventi che lo attendono.

Il Lunedì viene evidenziata nel Vangelo la tensione spirituale con cui la Chiesa deve muovere incontro al Signore. Si insiste in particolare sul tema della vigilanza (Luca 21, 34-36).

Dal Martedì fino alla veglia pasquale inizia la lettura praticamente ininterrotta dei capitoli 26, 27 e l’inizio del capitolo 28 del vangelo di Matteo.

Nei primi tre giorni, vengono raccontate anche le vicende di Giobbe e di Tobia, i giusti che si mantengono fedeli pur nelle vicende avverse.

Il Giovedì mattina l’unica Messa celebrata in tutta la Diocesi è quella presieduta dal Vescovo nella cattedrale durante la quale consacra il Crisma e benedice gli altri oli. In questa Messa, i sacerdoti che concelebrano col Vescovo rinnovano le loro promesse sacerdotali.

Con la sera del Giovedì inizia il Triduo Pasquale e termina il tempo di Quaresima.

La prima celebrazione del Triduo viene chiamata “nella cena del Signore” perché ricorda l’ultima cena di Gesù. In realtà è il primo atto della Passione e si legge il vangelo di Matteo dalla cena fino al rinnegamento di Pietro.

Nel Venerdì santo nel rito ambrosiano non si celebra la Messa e non si distribuisce l’Eucaristia. Si commemora la passione e la morte di Gesù e si compie il gesto dell’adorazione della croce.

Il Sabato santo è giorno di silenzio e di preghiera. Anche in questo giorno non si celebra la Messa e non si distribuisce l’Eucaristia.

È dopo il tramonto del Sabato che si celebra la solenne Veglia pasquale nella quale si annuncia la risurrezione di Gesù. È la celebrazione liturgica più solenne dell’anno.

Con la veglia pasquale si entra nel terzo giorno del triduo che si concluderà la sera.

Dalla sera inizia un unico lungo “giorno” di Pasqua, un tempo di festa della durata di 50 giorni, fino a Pentecoste.

Come vivere la Settimana Santa?

Con la grande disposizione di spirito di lasciarsi amare da Dio, dal Padre, dal Figlio e dallo Spirito.

È un problema per la nostra fede lasciarci amare. Presuntuosi come siamo, preferiamo porci il problema o la questione di come amare Gesù, cosa fare per lui. Vorremmo essere noi in credito nei confronti di Dio. Invece dobbiamo imparare a lasciarci amare. La fede matura non è quella di chi dice semplicemente “credo” ma quella di colui che, credendo, invoca misericordia, si mette nelle mani del Signore, confessa la propria fragilità: si lascia amare, si lascia prendere per mano. E questa è una fede che domanda molta conversione.

Coraggio, facciamo prevalere la preghiera.

Avremo il coraggio di impostare l’agenda di questa settimana (almeno del Triduo Santo) impegnando il tempo necessario per la partecipazione ai riti e per la preghiera personale? Avremo l’attenzione a tenere la televisione spenta dando spazio al silenzio e alla lettura del Vangelo?

In questa settimana siamo pure invitati ad accostarci al sacramento della penitenza in modo che il nostro cuore sia purificato, pronto ad aprirsi al dono dell’alleanza pasquale, dell’umanità nuova.

Infine, dovremmo vivere questa settimana avendo viva nella mente e nel cuore la parola di Gesù “Amatevi gli uni gli altri”. Guardiamo con attenzione i volti delle persone; cerchiamo di promuovere la riconciliazione e la pace; non tiriamoci indietro davanti a chi è nel bisogno; spendiamo un po’ di tempo con le persone che desiderano la nostra compagnia; preghiamo gli uni per gli altri.

Alla fine dipende da noi: la Settimana Santa potrebbe essere una settimana come le altre, solo con qualche gesto convenzionale in più; ma potrebbe diventare una settimana bella, unica, nella quale ci abbeveriamo alla sorgente dell’amore di Dio.

 

Mons. Gianni Zappa – assistente generale di Azione Cattolica ambrosiana

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