Consigli di lettura Editoriale

Silvio Mengotto -L’ora della donna

amazzonia papa

La nomina di Francesca Di Giovanni nella Segreteria di Stato ha il sapore di essere una risposta alle domande emerse nel Sinodo sull’Amazzonia sul tema della presenza femminile nella Chiesa

 La nomina di Francesca Di Giovanni, prima donna nella storia della Chiesa incaricata di seguire il settore multilaterale, è sorprendente e  innovativa. Di fatto papa Francesco rilancia concretamente la sua sensibilità e attenzione nei confronti delle donne. «La donna è donatrice – dice papa Francesco nell’omelia del 1° gennaio – e mediatrice di pace e va pienamente associata ai processi decisionali. Perché quando le donne possono trasmettere i loro doni, il mondo si ritrova più unito e più in pace».Papa-Francesco-e-Francesca-Di-Giovanni

«Non ci rendiamo conto – dice papa Francesco applaudito al Sinodo sull’Amazzonia – di quello che significa la donna nella Chiesa. Guardiamo soltanto la parte funzionale che è importante. Ma il ruolo della donna nella Chiesa va ben oltre la funzionalità e di questo  bisogna tenere conto». E’ necessario ricordare che al Sinodo sull’Amazzonia le donne «hanno avuto – dice Dario Bossi, padre sinodale – parole forti. La loro profezia non solo è stata chiara ma il documento finale, nel campo più ecclesiale, apre alcune piste perché riconosce la possibilità di istituire ministri ufficiali».

La presenza e il tempo della donna

Il documento finale del Sinodo (Chiesa alleata dell’Amazzonia) dedica ampio spazio alla presenza e all’ora della donna (paragrafi 100-103). “La saggezza dei popoli ancestrali afferma che la Madre Terra ha un volto femminile. Nel mondo indigeno e occidentale, la donna è quella che lavora in molteplici sfaccettature, nell’istruzione dei bambini, nella trasmissione della fede e del Vangelo, sono una testimonianza e una presenza responsabile nella promozione umana, quindi si richiede che il Sinodo sente la voce delle donne, che sono consultate e partecipano al processo decisionale e, quindi, possono contribuire con la loro sensibilità alla sinodalità ecclesiale. […] E’ necessario che assuma più forte la sua leadership all’interno della Chiesa e che la riconosca e la promuova rafforzando la sua partecipazione ai consigli pastorali delle parrocchie e delle diocesi, o persino in casi di governo (p. 101)”.1573472212968

Anche alle donne si chiede la possibilità di accedere ai ministeri “del Lettorato e dell’Accolito, tra gli altri da sviluppare. Nei nuovi contesti di evangelizzazione e pastorale in Amazzonia, dove la maggior parte delle comunità cattoliche è guidata da donne, chiediamo che il ministero istituito della “donna leader della comunità” sia creato e lo riconosca, al servizio delle mutevoli esigenze dell’evangelizzazione e dell’attenzione alle comunità (p. 102)”.  «Nella parte interna dell’Amazzonia – dice suor Mary Agnes, Missionaria della Consolata, esperta in teologia indigena e dialogo interreligioso -, ad esempio, abbiamo donne che coordinano la celebrazione, preparano le persone al battesimo come catechiste o formano i catechisti, organizzano e tengono programmi di formazione e di educazione» (Si riconosca il ruolo delle donne, Iesus, n. 12, Dicembre 2019, p. 40). Durante le consultazioni in Amazzonia sono emerse molte voci favorevoli al diaconato femminile presenti anche nel Sinodo. Questo il motivo per cui si avanza la proposta di condividere le esperienze e le riflessioni con la “Commissione di studio sul diaconato delle donne”, creata da papa Francesco nel 2016, e “attenderne i risultati (p.103)”.

Nell’incontro con l’episcopato brasiliano a Rio de Janeiro (27 luglio 2013) papa Francesco ha dato un avvertimento profetico: «Non riduciamo l’impegno delle donne nella Chiesa, ma promuoviamo la loro partecipazione attiva alla comunità ecclesiale. Se la Chiesa perde le donne nella sua dimensione totale e reale, la Chiesa è esposta alla sterilità». Non solo, ma credo che questo sia il “vero” campo dove le parti più conservatrici della Chiesa possano alzare steccati divisivi.

 

Silvio Mengotto

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