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Simone Bosetti: spesso sentiamo molto, ma ascoltiamo poco!

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RIFLESSIONI DOPO LA VEGLIA IN TRADITIO SYMBOLI 2019

Le Parole che l’Arcivescovo Mario ci ha consegnato durante la Veglia in Traditio symboli risuonano nel profondo della nostra vita di giovani e ci pongono domande.

L’arcivescovo, attraverso il brano del dodicesimo capitolo del Vangelo di Giovanni (Gv12, 20-32), ci ricorda che quella voce sconvolgente, che potrebbe sembrare un tuono, è venuta per noi!

20Tra quelli che erano saliti per il culto durante la festa c’erano anche alcuni Greci. 21Questi si avvicinarono a Filippo, che era di Betsàida di Galilea, e gli domandarono: «Signore, vogliamo vedere Gesù». 22Filippo andò a dirlo ad Andrea, e poi Andrea e Filippo andarono a dirlo a Gesù. 23Gesù rispose loro: «È venuta l’ora che il Figlio dell’uomo sia glorificato. 24In verità, in verità io vi dico: se il chicco di grano, caduto in terra, non muore, rimane solo; se invece muore, produce molto frutto. 25Chi ama la propria vita, la perde e chi odia la propria vita in questo mondo, la conserverà per la vita eterna. 26Se uno mi vuole servire, mi segua, e dove sono io, là sarà anche il mio servitore. Se uno serve me, il Padre lo onorerà. 27Adesso l’anima mia è turbata; che cosa dirò? Padre, salvami da quest’ora? Ma proprio per questo sono giunto a quest’ora! 28Padre, glorifica il tuo nome». Venne allora una voce dal cielo: «L’ho glorificato e lo glorificherò ancora!».
29La folla, che era presente e aveva udito, diceva che era stato un tuono. Altri dicevano: «Un angelo gli ha parlato». 30Disse Gesù: «Questa voce non è venuta per me, ma per voi. 31Ora è il giudizio di questo mondo; ora il principe di questo mondo sarà gettato fuori. 32E io, quando sarò innalzato da terra, attirerò tutti a me».

Ma di cosa sta parlando allora Gesù? Cos’è questa voce, che talvolta incontriamo nelle nostre quotidianità? Cosa dice?

L’arcivescovo ci suggerisce alcuni messaggi che questa voce, che forse ci accompagna ogni giorno nelle nostre vite, ci consegna.

L’ASCOLTO: spesso sentiamo molto e ascoltiamo poco (la mia maestra me lo ripeteva sempre!). Spesso ancora, ascoltiamo solo ciò che fa molto rumore.

Il Vangelo sembra invece dirci che non abbiamo bisogno di grandi eventi per incontrare il Signore: basta guardare nel profondo le nostre giornate, perché è proprio lì. Abbiamo un Dio che ci ha chiamato amici, e come ogni amico vuole passare del tempo disteso e riservato con noi. Dobbiamo forse essere solo disposti a fare lo stesso!

L’ATTRATTIVA verso TUTTI: che bello quando un amico fa una scelta importante, per lui e per chi incontra. Affascina, ci fa venire voglia anche a noi di decidere per la nostra vita.

L’arcivescovo ci dice che la vocazione non è una sistemazione, una professione. È invece questo fascino nei confronti di Gesù, quella voglia di imitare lo slancio di quest’amico che ha fatto una scelta grande, d’amore!

Dentro questi messaggi l’arcivescovo, dopo il sinodo, ci consegna un ulteriore spunto per curare il rapporto con quelle domande che ci accompagnano durante la quotidianità delle nostre vite: un tempo disteso di discernimento, dove poter coltivare le domande fondamentali della nostra vita serenamente, provando a coltivare quel germe di vita adulta, intuendo il suo frutto.

Da giovani vorremmo ringraziarlo per questo slancio che ci consegna e provare a metterci al lavoro, per costruire queste possibilità di discernimento, partendo proprio dall’esperienza che l’Azione Cattolica ci consegna in questo campo.

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